La consapevolezza attenzionale intrinseca ed estrinseca

Abstract
La consapevolezza percettiva attenzionale è realizzata da un sistema che ci consente di focalizzare qualsiasi distretto corporeo, qualsiasi organo interno e qualsiasi “ente esterno”. I motoneuroni formano una rete di canali di trasmissione di flussi attenzionali top→down. Questi flussi sono convogliati verso la periferia del corpo umano da neuroni della corteccia prefrontale. I flussi, con l’intervento d’interneuroni inibitori, seguono un preciso percorso verso il bersaglio attenzionale, che può essere somatico o esterno (al soma). Un flusso di ritorno bottom→up, dalla sorgente attenzionale (somatica o esterna) è convogliato da neuroni sensoriali verso le aree corticali superiori. Questo doppio flusso genera consapevolezza percettiva. La consapevolezza percettiva attenzionale possiamo suddividerla in: intrinseca ed estrinseca. La consapevolezza percettiva attenzionale intrinseca è generata da flusso top→down dalle aree corticali superiori (corteccia prefrontale) al bersaglio (muscoli, tendini e cute della periferia somatica) e da un flusso bottom→up, dalla sorgente (muscoli, tendini e cute della periferia somatica) verso le aree corticali superiori. La consapevolezza percettiva attenzionale estrinseca è generata da flusso top→down dalle aree corticali superiori (corteccia prefrontale) al bersaglio (enti esterni) e da un flusso bottom→up, dalla sorgente (enti esterni) verso le aree corticali superiori. Il contatto tra il soma ed enti esterni è dato dalle terminazioni nervose dei neuroni sensoriali che hanno corpuscoli e dischi (coni, bastoncelli, corpuscoli di Pacini, di Ruffini, di Krause, dischi di Merkel).

L’unità agentiva

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Il neurone è formato da tre parti: corpo centrale e due periferie. Le due periferie possono essere definite sulla base dei flussi rispetto al corpo centrale. La periferia dendritica si caratterizza per il flusso bottom→up; la periferia assonale si caratterizza per il flusso top→down. Sulla base di questa descrizione dinamica, cioè dei flussi, possiamo definire il neurone come un “essere senziente/agente”. Il neurone, infatti, sente e agisce. Come essere senziente, raccoglie informazioni (funzione bottom→up); come essere agente, trasmette informazioni (funzione top→down). Definiamo la consapevolezza di un neurone sulla base dei contatti dendritici o assonali con l’esterno. Il neurone sensoriale che è in contatto con l’esterno tramite i recettori ha consapevolezza bottom→up. Il motoneurone, che è in contatto con l’esterno tramite le fibre motorie, ha consapevolezza top→down. Per avere piena consapevolezza bottom→up/top→down occorre un circuito nel quale sono presenti almeno un neurone sensoriale e un motoneurone. Differenziamo i circuiti in agentivi e percettivi. Nei circuiti agentivi è presente un passaggio di stato che nei circuiti percettivi manca. Chiamiamo “unità agentiva” il circuito agentivo. In questo scritto analizziamo due unità agentive semplici: l’unità agentiva fibre intrafusali/fibre extrafusali (riflesso miotatico) e unità agentiva muscolo/tendinea (riflesso miotatico inverso).

Il tono muscolare intrinseco

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Il tono muscolare intrinseco è un equilibrio tonale tra le due parti del muscolo, cioè le fibre intrafusali e le fibre extrafusali. L’interazione tra questi due tipi di fibre è di natura meccanica. Esse sono strutturate spazialmente in modo tale che la contrazione delle fibre extrafusali genera una distensione delle fibre intrafusale e una distensione delle fibre extrafusali genera una contrazione delle fibre intrafusali. La contrazione/distensione è garantita dai motoneuroni-α, dai motoneuroni-γ e dai motoneuroni-β. La percezione della contrazione/distensione è garantita dai recettori sensoriali delle fibre intrafusali e dall’organo tendineo di Golgi, che innerva i tendini. In questo scritto si formula una nuova ipotesi su come avviene l’equilibrio tonale intrinseco del muscolo.

I canali motivazionali adattivi

Abstract
I canali motivazionali sono un modo con cui possiamo interpretare i processi concernenti gli esseri viventi. Tali processi si realizzano nel corso del tempo. L’evoluzione dei viventi è un processo temporale a lungo termine nel quale i viventi si adattano all’ambiente che li circonda. Questo processo adattativo può essere interpretato utilizzando i canali motivazionali. Essi fungono da guida alle interazioni tra “enti”. Queste interazioni possono essere biologiche o meccaniche e avvengono secondo la logica se →allora. In questo scritto ci soffermiamo sulle interazioni tra le cellule per formare tessuti e sull’interazione tra le cellule per la respirazione delle piante.

Il sistema motivazionale sociale

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Un soggetto, animale o uomo nel corso della sua vita interagisce col contesto e con altri “enti”, animati o inanimati. Per esempio, se stiamo in cucina a prepararci il caffè, interagiamo col contesto (cucina) e con la macchinetta del caffè. Il contesto può essere esterno o interno al soggetto. Il contesto esterno è l’ambiente in cui il soggetto si muove. Il contesto interno è dato da un bisogno primario oppure da un’emozione.
Il contesto esterno è spaziale; il contesto interno è motivazionale. Per esempio, andiamo a letto per dormire, prepariamo la colazione per mangiare, ecc. Dormire e mangiare sono bisogni primari che guidano le nostre azioni. Si tratta di contesti motivazionali interni. Quando interagiamo con altri enti, questa interazione avviene attraverso il meccanismo logico “se → allora”. Il “se” è la nostra azione mentre l’“allora” è la risposta dell’ente, codificata dai recettori sensoriali. Il “sistema motivazionale sociale” è il sistema delle interazioni tra individui della stessa specie, lungo i canali motivazionali dei bisogni primari e delle emozioni.

Comunità e individuo

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La comunità nasce quando più individui esperimentano che è più facile sopravvivere in una comunità piuttosto che da soli. Da quel momento la comunità acquista importanza e la sopravvivenza della comunità diventa l’obiettivo degli individui che la compongono. Possiamo considerare la comunità come un megaorganismo che lotta per sopravvivere, proprio come fa un singolo individuo. L’individuo per sopravvivere utilizza un proprio sistema motivazionale. Anche la comunità, per sopravvivere, si dota di un proprio sistema motivazionale. I due sistemi motivazionale (individuale e della comunità) sono interconnessi. In questo scritto sono illustrate le interazioni tra i due sistemi.

Il sistema motivazionale della comunità

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Le comunità umane e animali sono provviste di un proprio sistema motivazionale funzionale alla sopravvivenza e al rafforzamento della comunità stessa. Quando gli individui si organizzano in comunità, stabiliscono dei ruoli. I ruoli dipendono dai bisogni della comunità stessa. Sulla base del ruolo ogni individuo agisce per soddisfare un bisogno della comunità. I membri della comunità interagiscono l’uno con l’altro sulla base del ruolo.

Il sistema motivazionale

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Il sistema motivazionale è il sistema dei bisogni primari e delle emozioni. I bisogni primari sono: fame/sete, sonno/veglia, caldo/freddo, pulsioni sessuali, ecc. Essi sono controllati e regolati dal circuito che ha per centro subcorticale l’ipotalamo. Le emozioni sono: la paura, la rabbia, la gioia, l’ansia, il disprezzo, ecc. Essi sono controllati e regolati dal circuito che ha per centro subcorticale l’amigdala. Il sistema motivazionale è organizzato attraverso la memoria episodica. Eventi pregnanti dal punto di vista emotivo e/o dal punto di vista dei bisogni primari sono fissati in memoria. Essi formano una memoria episodica motivazionale fondata sul principio del piacere/dolore (bene/male). Episodi accompagnati da emozione positiva o da soddisfacimento di un bisogno primario sono codificati come “piacere” (bene). Episodi accompagnati da emozione negativa o da disgusto, vomito, nausea, febbre, ecc. sono codificati come dolore (male). Il sistema motivazione possiamo anche definirlo attraverso le sue funzioni che sono: la sopravvivenza del singolo e il suo inserimento in una comunità. Per vivere in una comunità dobbiamo imparare a stare assieme agli altri. Impariamo ciò attraverso l’imitazione e la consapevolezza del nostro ruolo nella comunità.

Mosè

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Dio detta a Mosè due tipologie di leggi: le leggi morali e le leggi sociali. Ciò discende dal fatto che l’uomo è provvisto di due sistemi cognitivi: responsivo e costrittivo. Essi guidano le nostre azioni. Ai due sistemi cognitivi umani corrispondono due tipologie di leggi della comunità. Le leggi morali concernono il sistema responsivo; le leggi sociali concernono il sistema costrittivo. Le leggi sociali hanno la funzione di inibire il sistema costrittivo, fondato sull’offesa/difesa di ciascun membro della comunità. Egli, per paura delle conseguenze, evita di commettere reati. La comunità, però, non si può fondare soltanto sul timore e la costrizione. Una comunità che si fonda soltanto sulle leggi sociali non è coesa. Una comunità ha bisogno d’ideali, di valori condivisi che siano guida al sistema responsivo di ciascuno.

Caino e Abele

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La vicenda di Caino e Abele è interpretata come un progressivo allontanamento dell’umanità da Dio. Dapprima l’uomo si ribella contro Dio (Adamo ed Eva); poi l’uomo uccide il proprio fratello (Caino e Abele). La nostra interpretazione è diversa. Il messaggio, insito nel fratricidio è il seguente: non è possibile creare una comunità umana/divina nella quale Dio è superiore e, gli uomini, a Lui subordinati, stanno in un rapporto inter pares. Questa comunità è impedita dal sistema costrittivo che scatena la lotta dell’uomo sull’uomo. Il sistema costrittivo è fondato sull’offesa, sulla difesa, sulla sopraffazione, sulla rabbia, vergogna, ecc. Questi sentimenti ed emozioni non sono provati da Adamo ed Eva. Caino e Abele, invece, provano queste emozioni e questi sentimenti. Essi scatenano la lotta fratricida per contendersi i favori del Signore.