La percezione categoriale

Abstract
Il sistema eracliteo realizza la percezione segmentale; il sistema parmenideo realizza la percezione categoriale. Supponiamo di ascoltare la parola “cavolfiore”. Con la percezione segmentale, il sistema eracliteo attiva una mappa che codifica il passaggio ordinato nel tempo dalla parola “cavol” alla parola “fiore”: cavol → fiore. Col la percezione categoriale, il sistema parmenideo attiva uno schema in cui i fonemi sono strutturati in sillabe, le sillabe in parole, le parole in un sintagma. Fonemi, sillabe, parole e sintagma entrano nella rete associativa e semantica.

L’afasia di conduzione

L’afasia di conduzione è una forma rara di afasia, cioè di difficoltà nel parlare. E’ caratterizzata da una comprensione uditiva intatta, una produzione del linguaggio coerente ma parafasica e difficoltà nella ripetizione. Le persone colpite sono pienamente in grado di comprendere ciò che stanno ascoltando ma mostrano una notevole difficoltà a ripetere le frasi, in particolare quando le frasi aumentano in lunghezza e complessità. Queste persone, inoltre, commettono frequenti errori durante il discorso spontaneo, come la sostituzione o la trasposizione di suoni. Sono anche consapevoli dei loro errori e mostrano notevoli difficoltà a correggerli. In questo scritto l’afasia di conduzione è interpretata come un danno a mappe parietali del sistema eracliteo.

La percezione del linguaggio orale e scritto

Abstract
Nella percezione del linguaggio orale gli schemi parmenidei si attivano a tutti i livelli: fonemico, sillabico, verbale, sintagmatico e frasale; le mappe eraclitee si attivano soltanto a livello verbale, sintagmatico e frasale. L’attivazione delle mappe è funzionale all’inserimento degli “enti eraclitei” nella rete semantica. Nella percezione del linguaggio scritto, gli schemi parmenidei non si attivano ad alcun livello; si attivano invece, ad ogni livello le mappe eraclitee che concorrono al riconoscimento.

Il linguaggio orale

Abstract
Il linguaggio orale ha una duplice organizzazione parmenidea ed eraclitea. Il sistema parmenideo (area di Broca/area di Wernicke) utilizza schemi di strutturazione funzionali alla fonoarticolazione; il sistema eracliteo (corteccia fronto/parietale) utilizza mappe temporali, funzionali al passaggio da una fonoarticolazione all’altra. Gli schemi di strutturazione e le mappe sono organizzati per livelli. Al primo livello la strutturazione concerne foni e sillaba, mentre la mappa temporale è fonologica; al secondo livello la strutturazione concerne sillabe e parola, mentre la mappa temporale è sillabica; al terzo livello la strutturazione concerne parole e sintagma, mentre la mappa temporale è verbale (delle parole); al quarto livello la strutturazione concerne sintagmi e frase, mentre la mappa temporale è sintagmatica; al quinto livello la strutturazione concerne frasi e periodo, mentre la mappa temporale è frasale.

La prosopagnosia

Abstract
La prosopagnosia (o prosopoagnosia) è un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne sono colpiti di riconoscere i tratti d’insieme dei volti delle persone. Alcuni autori distinguono due forme di prosopagnosia: appercettiva e associativa. La prima causata è da lesioni parietali del sistema eracliteo; la seconda è causata da lesioni temporo-occipitali del sistema parmenideo. In questo scritto si interpreta la prosopagnosia appercettiva come un disturbo della memoria discriminate e la prosopagnosia associativa come un disturbo della memoria tutto/parte.

Magnitudo e grandezza

Abstract
Caratteristica dell’’obiectum eracliteo è la grandezza, mentre caratteristica della skené eraclitea è la magnitudo. Grandezza e magnitudo sono figure/forme delimitate da una faccia con una dimensione in meno. La faccia che delimita la grandezza è spazio virtuale; la faccia che delimita la magnitudo è spazio sostanziale. Le facce, che delimitano gli enti tridimensioni e bidimensionali, possono essere frazionate dal sistema eracliteo in parti. Le parti, inoltre possono essere riunificate. Grandezze e magnitudo di obiecti e skené unidimensionali hanno due facce delimitanti adimensionali immodificabili.

Obiectum e skené

Abstract
Il sistema eracliteo codifica interazioni spaziali e temporali. Affinché si abbia un’interazione, è necessario che gli spazi o i tempi siano almeno due. Si tratta dello spazio (o del tempo) della figura e dello spazio (o del tempo) dello sfondo. Figura e sfondo possono essere sostanziali o virtuali. La figura sostanziale con lo sfondo virtuale genera l’“obiectum” (dal latino: obiectum = oggetto). Lo figura virtuale con lo sfondo sostanziale genera la “skené” (dal greco: skené = scena).

I sistemi attenzionali parmenideo ed eracliteo

Abstract
I sistemi attenzionali concernono l’interazione diretta centro/periferia e sono caratterizzati da doppi flussi efferenti/afferenti di elaborazione dell’informazione sensoriale. A capo dei sistemi attenzionali visivi parmenideo ed eracliteo c’è la corteccia prefrontale. Il sistema eracliteo vede coinvolti la corteccia prefrontale, la corteccia parietale e la corteccia visiva primaria; il sistema parmenideo vede coinvolti la corteccia prefrontale, la corteccia associativa e la corteccia visiva primaria. In questo scritto spieghiamo in che modo il sistema attenzionale eracliteo realizza divisioni mentali di figure che si stagliano sullo sfondo e di come il sistema attenzionale parmenideo unisca forme

Interazione diretta e indiretta tra centro e periferia

Abstract
Esistono due modalità con cui può realizzarsi l’interazione tra centro e periferia nel sistema nervoso. La prima modalità è diretta; la seconda modalità è indiretta. Nella modalità diretta ogni “ente” (interno o esterno) comunica direttamente lungo le vie afferente ed efferente col centro encefalico e midollare. Nella modalità indiretta gli “enti esterni” comunicano con il centro encefalico e midollare lungo le vie afferenti ed efferenti attraverso la mediazione motoria. In questa circostanza, il movimento dei distretti somatici mette in contatto centro e periferia. Il sistema parmenideo utilizza la via diretta; il sistema eracliteo utilizza la via indiretta.

L’amnesia per i colori

Abstract
Il paziente affetto dall’’amnesia per i colori non riesce a rievocare il colore di un oggetto sia in prove verbali sia in prove visive, come quelle di colorare disegni di oggetti aventi un colore tipico o riconoscere se un disegno è colorato in modo corretto. In questo scritto si formula un’ipotesi teorica che spiega questa patologia e la differenzia dall’agnosia per i colori, trattata nell’articolo precedente.