Energia continua e discontinua

Abstract
L’energia dipende dallo spazio/tempo. Se lo spazio/tempo varia anche l’energia varia; se lo spazio/tempo è invariante, anche l’energia è invariante. Lo spazio/tempo può essere continuo o discontinuo. Anche l’energia può essere continua o discontinua. Lo spazio/tempo continuo varia in modo diverso dallo spazio/tempo discontinuo. Questa diversa variazione si riscontra anche per quanto concerne l’energia. L’energia continua (dipendente dallo spazio/tempo continuo) varia in modo diverso dall’energia discontinua (dipendente dallo spazio/tempo discontinuo). Ogni variazione comporta un passaggio ad un diverso livello energetico. Questo passaggio, in ambedue le forme di energia, avviene per sovrapposizione spazio/temporale.

Moto continuo e discontinuo

Abstract
In questo scritto, partendo dai concetti di spazio continuo e discontinuo nonché di tempo continuo e discontinuo, si analizzano le differenze tra il moto continuo dei corpi della fisica classica galileiana e il moto discontinuo dei “quanti” della meccanica quantistica.

Il tempo di Newton e di Einstein

Abstract
Il tempo assoluto di Newton è il tempo del sistema sessagesimale. Si tratta di un tempo ideale, formato da innumerevoli reticoli, nel quale gli istanti si susseguono uniformemente nanosecondo per nanosecondo, microsecondo per microsecondo, secondo per secondo, minuto per minuto, ecc.. Questo tempo ideale è invariabile. Scorre inesorabilmente allo stesso modo in qualsiasi situazione fisica. Questo tempo assoluto è utilizzato come sistema di riferimento funzionale a misurare ogni durata nel mondo fisico. Il tempo di Einstein fa parte dei reticoli spazio/temporali strutturati in nodi delle radiazioni elettromagnetiche. Questo tempo è relativo, perché l’intervallo spazio/temporale tra un nodo e l’altro dipende dalla gravità. Maggiore è la gravità, più grande è l’intervallo spazio/temporale tra un nodo e l’altro e più dilatato è il tempo. Il tempo relativo di Einstein, usato come strumento di misura delle durate, relativizza ogni durata di qualsiasi evento. Una passeggiata in pianura e un’analoga passeggiata su un altopiano, misurate con l’orologio atomico, durano tempi diversi.

La mia libertà finisce quando inizia quella degli altri.

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La coesione di una comunità dipende da due sistemi: il sistema costrittivo delle leggi e il sistema responsivo individuale. IL sistema responsivo individuale è l’insieme di conoscenze, competenze, abilità, consapevolezze, valori, regole interiori, ecc., finalizzate al bene comune, cioè al bene di se stessi e di tutti gli altri. Il pensiero di Martin Luther King, “la mia libertà finisce quando inizia quella degli altri”, inserito nella cornice teorica del sistema costrittivo e del sistema responsivo, è più comprensibile ed accettabile.

Il sistema responsivo

Abstract
Definiamo “sistema responsivo” l’insieme di conoscenze, competenze, abilità, valori, sensibilità, attitudini ecc., che ciascun individuo possiede e utilizza per il bene comune. Il sistema responsivo individuale è una forza coesiva della comunità. Una ulteriore forza coesiva della comunità è il sistema costrittivo delle leggi. Il sistema costrittivo delle leggi e il sistema responsivo individuale sono le uniche forze coesive di una comunità. Esse costituiscono, quindi, il 100% delle forze coesive. In questo scritto si analizza la relazione tra sistema responsivo individuale e sistema costrittivo delle leggi

La sovrapposizione quantistica al tempo del Var

Abstract
Gli stati di una partita di calcio sono due: “gioco effettivo” e “gioco interrotto”. Una partita di calcio è un susseguirsi alternato di questi due stati. Durante il gioco effettivo, l’arbitro interviene per assegnare un fallo; la partita s’interrompe e si genera una fase di gioco interrotto. Ad assegnare (o non assegnare) un fallo non può essere un arbitro davanti alla televisione. Egli, infatti, interviene dopo alcuni secondi. In questo intervallo temporale tutti i calciatori e lo stesso arbitro in campo si trovano in uno stato di sovrapposizione quantistica (gioco effettivo/ gioco interrotto).

Moto e quiete assoluti vs moto e quiete relativi

Abstract
In natura esistono sia il moto e la quiete relativi sia il moto e la quiete assoluti. Il moto e la quiete relativi hanno un sistema di riferimento fisico centrato su un corpo. Questo sistema di riferimento si muove al muoversi del corpo. Il moto e la quiete assoluti hanno un sistema di riferimento ideale, che non modifica il proprio stato. In questo scritto sono analizzati i moti e le quieti assoluti della Terra, della Luna, del sistema Terra/Luna, del sistema solare, del sistema di stelle binarie e del sistema galattico.

Il tempo di Newton e il tempo  di Aristotele

Abstract
Per Aristotele il tempo nasce col movimento. Per Newton il tempo esiste, come lo spazio, in modo assoluto indipendentemente dallo svolgersi dei fenomeni. Con questa idea di spazio e tempo, Newton elaborò i principi della Meccanica e la Teoria della Gravitazione Universale. In questo scritto si chiarisce la differenza tra tempo aristotelico e tempo newtoniano.

La simultaneità soggettiva e oggettiva degli eventi. La prima è relativa, la seconda è assoluta.

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Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein la simultaneità è un concetto relativo che dipende dal sistema di riferimento usato. Einstein, per dimostrare ciò, ipotizza che un osservatore possa percepire un’onda elettromagnetica. Ciò è illogico, in quanto la percezione di un’onda elettromagnetica necessita di una ulteriore onda elettromagnetica che trasferisce l’informazione verso l’osservatore.

Onda elettromagnetica e onda sonora nell’interazione riferimento/riferito

Abstract
La percezione di un ente esterno non è istantanea e richiede un moto d’interazione. La percezione visiva, per esempio, non è istantanea. L’informazione visiva, infatti, è esterna ed è mediata dalla luce che viaggia a trecentomila chilometri il secondo. Il moto della luce è un moto di interazione percettiva. La luce, cioè, trasporta l’informazione sulla sorgente luminosa. E’ la sorgente luminosa l’oggetto percepito. Anche la percezione uditiva non è istantanea. Essa è mediata dall’onda sonora, che trasporta l’informazione sulla sorgente sonora. E’ la sorgente sonora l’ente percepito. L’onda elettromagnetica e l’onda sonora non possono essere gli enti percepiti e contemporaneamente enti di intermediazione percettiva. Per tale motivo nella relazione riferimento/riferito concernente il moto dei corpi sia il riferimento sia il riferito non possono essere l’onda elettromagnetica o l’onda sonora.