La schizofrenia giuridica

Abstract
Durante la monarchia sabauda, i codici penali, civili e amministrativi sono stati scritti per consentire l’avvenire glorioso della Nazione. Con l’avvento della Costituzione repubblicana gli stessi codici sono stati adeguati al nuovo obiettivo di fondo, il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. I due obiettivi di fondo (avvenire glorioso della Nazione e riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana), in contraddizione l’uno con l’altro, generano una sorta di schizofrenia giuridica.

Una nuova Costituzione repubblicana

Abstract
Quando i padri costituenti si apprestavano a scrivere la Costituzione Repubblicana, tutto il mondo occidentale era stanco di guerre e indignato per le persecuzioni. Nella società c’era una forte spinta morale verso la tutela delle minoranze e dei più deboli. I padri costituenti hanno ritenuto giusto e degno di un paese civile inserire nella Costituzione il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. L’errore che hanno commesso è stato quello di inserirli come norme costrittive. La tutela dei diritti umani è una conquista di civiltà del mondo occidentale. Essa, però, deve avvenire sul piano responsivo, non su quello costrittivo delle leggi.

L’abominio giuridico della Costituzione repubblicana

Abstract
Con l’approvazione della Costituzione Repubblicana è stato modificato l’obiettivo di fondo che i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario devono raggiungere. L’avvenire glorioso della Nazione dello Statuto Albertino è stato sostituito con il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. Le leggi promulgate dal Parlamento hanno come riferimento le norme costituzionali. Essendo queste norme sono finalizzate al riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana, anche le leggi ordinarie hanno lo stesso fine. L’obiettivo delle leggi, però, deve essere sempre il bene della comunità. Il bene del singolo, infatti, discende dal bene della comunità in cui vive. Sono un abominio giuridico le leggi promulgate a vantaggio dei singoli contro la comunità.

Il Regime Costituzionale Italiano

Abstract
Il Regime Costituzionale Italiano è un regime fondato sull’ideologia dei diritti umani. E’ definito “regime” un ordinamento dello Stato che, indipendentemente dalla sua forma, ha tendenze autoritarie e oppressive. Una Costituzione, che utilizza in modo eccessivo il sistema costrittivo per determinare e incanalare le azioni dei futuri rappresentanti del popolo, può essere definita “Regime Costituzionale”. La Costituzione Repubblicana, che quasi tutti esaltano, moltissimi senza averla letta e/o compresa, è un “Regime Costituzionale”. Il Regime Costituzionale Italiano è stato istituito perché i nostri padri costituenti erano convinti che, imponendo principi fondati sui diritti umani, avrebbero reso la Nazione Italia più progredita sul piano della giustizia (interna e internazionale) e sul piano della civiltà.

Magistratura Democratica

Abstract
I rappresentanti di “Magistratura Democratica”, nell’espletamento delle proprie funzioni, hanno come riferimento costante, il riconoscimento/garanzia dei diritti umani. Essi non considerano le conseguenze negative dei loro atti giuridici per la Comunità Italiana. A loro non interessa il bene della Comunità Nazionale. Ciò che conta è, sempre e comunque, il riconoscimento/garanzia dei diritti umani. Per questo motivo la Cassazione ha dichiarato illegittimo l’arresto di Carola Rackete e Salvini è stato accusato di sequestro di persona per la vicenda della nave “Diciotti”.

Leggi deterministiche ed evolutive

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Le comunità umane, grazie all’intelligenza che le guida, sono molto flessibili ai cambiamenti ambientali e sociali. E’ proprio quest’alta flessibilità che ha consentito alle comunità umane di conquistare e popolare qualsiasi punto del pianeta terra. Le norme costituzionali fissano limiti alle leggi ordinarie, che hanno l’importante funzione di adattare la comunità ai cambiamenti interni ed esterni. Nella stesura delle norme costituzionali, bisogna stare attenti affinché le limitazioni non siano eccessive e stringenti. Purtroppo i padri costituenti italiani ed europei hanno redatto norme costituzionali funzionali alla garanzia/riconoscimento dei diritti umani. Tali norme tolgono alla comunità italiana e europea la flessibilità ai cambiamenti e impediscono loro di affrontare in modo adeguato le sfide di questo millennio

Italexit (parte terza)

Abstract
In questo scritto ci soffermiamo sugli articoli 69, 81, 67, 94 e 70 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione e ne illustriamo alcune problematicità. L’articolo 69 concerne diritto di sposarsi e di costituire una famiglia. Quest’articolo, assieme all’articolo 81 relativo alla non discriminazione, è a fondamento dei matrimoni omosessuali nonché all’adozione di minori da parte di coniugi omosessuali. In conformità a questi due articoli, anche un pedofilo avrebbe diritto a sposarsi e costituire una famiglia con un minore. L’articolo 67 concerne il rispetto della vita privata e della vita familiare mentre l’articolo 94 concerne la sicurezza sociale e l’assistenza sociale. Nel rispetto di questi articoli, ogni anno migliaia d’immigrati giungono in Italia con i ricongiungimenti familiari. Se fra i familiari vi sono persone anziane indigenti, essi hanno diritto alla pensione sociale di circa 500 euro al mese. Se fra i familiari vi sono indigenti ammalati cronici, essi hanno diritto alle cure per la loro malattia a carico della comunità. L’articolo 70 concerne la libertà di pensiero, di coscienza e di religione. In conformità a quest’articolo è riconosciuto ai musulmani il diritto di vivere secondo le loro tradizioni che discendono dai dettami religiosi, in contrasto con il nostro sentire comune.

Italexit (parte seconda)

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In questo scritto ci soffermiamo sugli articoli 81, 84 e 94 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione e ne illustriamo le conseguenze negative per l’Italia. L’articolo 81 concerne la non discriminazione. Nel rispetto di quest’articolo, i mass media nascondono i crimini commessi dagli extracomunitari e da persone di etnia ROM. L’articolo 84 concerne i diritti del minore. In virtù di quest’articolo, famiglie extracomunitarie si prodigano per far giungere in Italia e in Europa i propri figli minorenni per sistemarli. Inoltre, se una famiglia con minore occupa abusivamente un appartamento, non può essere sfrattata senza che si sia trovata una sistemazione alternativa. L’articolo 94 concerne la sicurezza sociale e l’assistenza sociale. A causa di quest’articolo gli alloggi popolari in Italia vanno quasi esclusivamente a famiglie di extracomunitari o di etnia ROM. Inoltre sono stanziate ingenti risorse finanziarie per riconoscere/garantire il diritto a un’esistenza dignitosa a extracomunitari che entrano illegalmente in Italia e a cittadini dell’Unione Europea che occupano abusivamente suolo pubblico.

Italexit (parte prima)

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E’ opportuno che l’Italia esca dall’Europa e dall’euro per motivi sia finanziari sia sociali. Dal punto di vista finanziario, è risaputo che la federazione di più Stati con la stessa moneta avvantaggia quelli con un’economia forte e svantaggia quelli con un’economia debole. L’Italia, con un’economia più debole rispetto alla Germania, all’Austria, all’Olanda e ad altri paesi, è danneggiata dalla moneta comune. Per quanto concerne il punto di vista sociale, l’Italia è costretta dalla Costituzione Europea a riconoscere/garantire una pluralità di diritti a cittadini europei ed extracomunitari. Milioni di extracomunitari approfittano di queste norme costituzionali per venire in Italia e in Europa creando degrado ambientale e disagi sociali. In questa prima parte dell’Italexit sono illustrati alcuni articoli della Costituzione Europea che ci obbligano ad agire a vantaggio dei migranti contro la comunità italiana.

I centri sociali

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I giovani dei centri sociali lottano contro le istituzioni per evitare sgomberi di edifici occupati da extracomunitari. Questo comportamento discende da un ideale di Nazione che hanno in mente. Per loro l’Italia deve essere solidale, accogliente, integrante nei confronti degli ultimi, in particolare degli extracomunitari. Si tratta dello stesso ideale di Nazione che avevano in mente i padri costituenti della Repubblica Italiana. I giovani dei centri sociali hanno accolto questo ideale come valore assoluto da conseguire senza se e senza ma. Essi sono convinti che, se tutti agissero seguendo questi ideali, il mondo sarebbe migliore. Per perseguire un obiettivo irraggiungibile (un mondo fondato sulla solidarietà e l’integrazione), i giovani dei centri sociali concorrono a distruggere il tessuto sociale dell’Italia.