La sindrome del benefattore 4

Abstract
La sindrome del benefattore è una patologia ossessiva in cui un rappresentante della comunità beneficia costantemente una o più persone, danneggiando nello stesso tempo la comunità da lui rappresentata. La manifestazione più grave di questa sindrome si manifesta col beneficio rivolto a persone esterne alla comunità stessa. La sindrome del benefattore può coinvolgere, oltre ai rappresentanti della comunità, anche singoli cittadini. Questi ultimi approvano l’azione benefica del loro rappresentante e ne accettano le conseguenze negative per la loro comunità. Molti italiani plaudono alla disgregazione della famiglia, della comunità scolastica e della comunità nazionale in nome del bene di singoli, italiani o stranieri.

La sindrome del benefattore 3

Abstract
La sindrome del benefattore è una patologia ossessiva in cui un rappresentante della comunità beneficia costantemente una o più persone, danneggiando nello stesso tempo la comunità da lui rappresentata. Nel 2018 il PD, con il nuovo segretario Zingaretti, ha lanciato una proposta per l’Italia: “Prima le persone”. Adesso lo slogan “dalla parte delle persone” campeggia nei manifesti del PD. Questo slogan andrebbe completato con lo scritto: contro la comunità. Gli esponenti del PD, infatti, sono dalla parte delle persone contro le comunità fondamentali di una società civile: famiglia, scuola, comunità nazionale.

La sindrome del benefattore 2

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La sindrome del benefattore è una patologia ossessiva in cui un rappresentante della comunità beneficia costantemente una o più persone, danneggiando nello stesso tempo la comunità da lui rappresentata. La manifestazione più grave di questa sindrome si manifesta col beneficio rivolto a persone esterne alla comunità stessa. La sindrome del benefattore discende dall’ideologia dei diritti umani su cui si fonda la Costituzione repubblicana e la Costituzione europea. In conformità a questa ideologia i funzionari italiani e comunitari devono garantire/riconoscere i diritti della persona umana ovunque nel mondo. La sindrome del benefattore ha modificato radicalmente la politica estera dell’Italia. Tutti i nostri funzionari all’estero si adoperano per i diritti umani delle popolazioni locali, trascurando l’interesse per l’Italia. Ovunque nel mondo l’Italia deve apparire come l’angelo del bene che porta aiuto alle popolazioni locali. L’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci sono stati uccisi in un attacco ai danni di un convoglio delle Nazioni Unite. Questo convoglio attraversava un territorio infestato da bande armate dedite al sequestro di persona. Il convoglio si stava recando a visitare le scuole in cui avviene la distribuzione di cibo del World Food Programme.

La sindrome del benefattore 1

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La sindrome del benefattore è una patologia ossessiva in cui un rappresentante della comunità beneficia costantemente una o più persone, danneggiando nello stesso tempo la comunità da lui rappresentata. La manifestazione più grave di questa sindrome si manifesta col beneficio rivolto a persone esterne alla comunità stessa. Questa patologia discende dall’ideologia dei diritti umani su cui si fonda la Costituzione repubblicana e la Costituzione europea. In conformità a questa ideologia i funzionari italiani e comunitari devono garantire/riconoscere i diritti della persona umana ovunque nel mondo. La trattativa per l’acquisto dei vaccini anti covid è stata condotta da Sandra Gallina affetta dalla sindrome del benefattore. Riesce a convincere BigPharma ad abbassare il prezzo per ogni dose vaccino, per motivi umanitari. L’Europa, infatti, intende comprare vaccini anche per i paesi più poveri. BigPharma deve farsi carico di parte di questa maggiore spesa sostenuta dagli europei. Alla fine Sandra Gallina riesce a strappare contratti vantaggiosi, però senza penali per il mancato rispetto degli accordi. BigPharma, prodotti i vaccini su larga scala, non rispetta il contratto (stipulato senza penali) e vende le dosi ai migliori offerenti. I cittadini europei, senza copertura vaccinale, muoiono migliaia il giorno.

La sindrome dell’incompetente/superiore

Abstract
A causa delle norme costituzionali, si è realizzata una selezione naturale che ha favorito l’incremento di politici incompetenti che sanno solo compiere azioni benefiche ma non riescono a svolgere i gravosi compiti che i loro ruoli richiedono. Essi, però, si sentono moralmente superiori, perché il loro obiettivo è sempre quello di garantire/tutelare i diritti umani. Tali rappresentanti dello Stato sono affetti dalla “sindrome dell’incompetente/superiore”. Chi è affetto da tale sindrome è una persona incompetente nel suo ruolo, che, però, si sente moralmente superiore per l’obiettivo che si pone.

La sindrome di Prisibéev

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Chi è affetto dalla sindrome di Prisibéev, per il conseguimento di obiettivi, non fa leva sul senso di responsabilità dei propri subordinati, ma impone loro leggi e impartisce punizioni. Nello stato di emergenza, conseguente alla pandemia di coronavirus, il premier italiano Giuseppe Conte ha agito come se fosse affetto da tale patologia, trattando i cittadini italiani come servi.

Il ruolo di ministro della Repubblica

Abstract:
Un ministro che governa avendo come obiettivo la tutela dei diritti umani, agisce come un volontario di un’associazione benefica. Non è necessario che abbia studiato e abbia acquisito competenze specifiche del dicastero che dirige. Per tale motivo, il ruolo di ministro della Repubblica è alla stregua del ruolo dell’operatore ecologico (quello che un tempo si chiamava spazzino).

I diritti umani e la tutela della comunità

Abstract:
Chi è responsabile di una comunità ha il dovere morale di tutelarla. Il capitano della nave ONG, nella sua azione di soccorso dei migranti, sta attento a salvaguardare i membri dell’equipaggio. Chiede, però, ai governanti di Malta e dell’Italia di agire contro l’interesse della propria comunità accogliendo masse di disperati che causano problemi sociali.

Diritti umani e sentire comune

Abstract:
Il presupposto ideologico delle Istituzioni monarchiche era il sentire comune degli italiani, cioè la nostra cultura, tradizione e civiltà. Il presupposto ideologico delle Istituzioni repubblicane è il riconoscimento dei diritti umani. Facendo leva su questo, la popolazione musulmana, presente in Italia, rivendica il diritto di vivere secondo le proprie tradizioni anche se esse sono in conflitto con le nostre.

I diritti umani e il ruolo del giudice

Abstract:
I diritti umani, posti a fondamento della Costituzione ribaltano il ruolo del giudice. Il suo ruolo non è più quello di concorrere al bene della comunità nazionale, ma è quello di agire a vantaggio del singolo detentore di diritti.
Il giudice, oggigiorno, non tutela la comunità contro il singolo, bensì tutela il singolo contro la comunità.