L’indice di valenza emotiva

Abstract
L’ “indice di valenza emotiva” è il rapporto tra la valenza emotiva stimolante (che ci spinge a compiere un’azione) e la valenza emotiva inibente (che ci frena dal compiere la stessa azione). L’indice di valenza emotiva è positivo quando lo stimolo emotivo a compiere un’azione è più forte dell’inibizione emotiva. L’ideologia dei diritti umani, posta a fondamento delle nostre istituzioni, ha creato condizioni per cui le azioni contro la nostra Nazione hanno un alto indice di valenza emotiva positivo. Per tale motivo, il numero degli individui che agiscono impuniti contro la comunità italiana sta aumentando a dismisura. Questo numero è destinato a crescere se non si modifica al più presto la nostra Costituzione.

La sindrome di donna Prassede

Abstract
Vi sono persone che tendono a mettersi in una posizione di superiorità anche nei confronti di loro pari. Nella sindrome di Presibeév, la superiorità si manifesta lungo il canale costrittivo; Presibeév impartisce obblighi e divieti ai subordinati. Nella sindrome di donna Prassede la superiorità si manifesta lungo il canale responsivo; donna Prassede dà consigli e suggerimenti ai subordinati. La superiorità può discendere da due presupposti. Si tratta del presupposto esperienziale e del presupposto morale. Presibeév si sente superiore ai muziki perché è più colto e ha più esperienza (presupposto esperienziale). Donna Prassede si sente superiore agli altri perché è interprete del disegno divino (presupposto morale).

Le tre relazioni superiore/subordinato

Abstract
Abbiamo tre tipi di relazione superiore/subordinato. Si tratta della relazione educativa, della relazione servo/padrone e della relazione fiduciaria. Nella relazione educativa il superiore, per conseguire un obiettivo prefissato fa leva sul sistema costrittivo e sul sistema responsivo del subordinato. Nella relazione servo/padrone, il padrone, per conseguire un obiettivo prefissato, fa leva sul solo sistema costrittivo del servo. Nella relazione fiduciaria, il superiore, per conseguire un obiettivo prefissato fa leva sul solo sistema responsivo del subordinato.

La sindrome di Prisibéev

Abstract
Chi è affetto dalla sindrome di Prisibéev, per il conseguimento di obiettivi, non fa leva sul senso di responsabilità dei propri subordinati, ma impone loro leggi e impartisce punizioni. Nello stato di emergenza, conseguente alla pandemia di coronavirus, il premier italiano Giuseppe Conte ha agito come se fosse affetto da tale patologia, trattando i cittadini italiani come servi.

Il principio di equilibrio tra sistema costrittivo e sistema responsivo

Abstract
Una società si basa sull’equilibrio tra sistema responsivo (senso di responsabilità) e sistema costrittivo (rispetto delle leggi) dei suoi membri. Il principio di equilibrio deve sempre essere presente nella mente di chi legifera o governa. I legislatori tedeschi ritengono che per conseguimento di obiettivi programmati sia bene far leva sia sul rispetto delle leggi sia sul senso di responsabilità dei cittadini. I legislatori italiani, invece, sono convinti che far leva sul solo rispetto delle leggi dei cittadini, possa bastare per il conseguimento di obiettivi programmati. Per tale motivo, alterano questo equilibrio, legiferando eccessivamente. Ciò causa problemi alla comunità italiana

Sistema costrittivo e sistema responsivo

Abstract
Nella società agiscono due attori: il cittadino e il rappresentante dello Stato. Quest’ultimo opera in base al ruolo che occupa nella società. Ambedue gli attori utilizzano nei loro comportamenti due sistemi cognitivi diversi: sistema costrittivo e sistema responsivo. Quando utilizzano il sistema costrittivo, cittadino e rappresentante dello Stato perseguono l’obiettivo prefissato attraverso le leggi, ossia attraverso obblighi e divieti con eventuali punizioni. Quando utilizzano il sistema responsivo, cittadino e rappresentante dello Stato perseguono l’obiettivo prefissato attraverso la libertà e il senso di responsabilità. L’obiettivo di fondo che cittadino e rappresentante dello Stato perseguono con il loro sistema costrittivo deve essere sempre l’interesse generale. L’obiettivo di fondo che il rappresentante dello Stato persegue con il proprio sistema responsivo deve essere sempre l’interesse generale. L’obiettivo di fondo, che il cittadino persegue con il proprio sistema responsivo, può essere il proprio interesse oppure la tutela dei diritti umani del prossimo.

Il principio di solidarietà

Abstract:
La politica italiana, a causa dell’ideologia dei diritti umani, è basata sul principio della solidarietà interna e internazionale. Le istituzioni della Nazione sono considerate dai nostri politici alla stregua di associazioni di volontariato finalizzate al bene del prossimo bisognoso. Il principio di solidarietà internazionale, però, vale, quando è l’Italia a prodigarsi per gli altri popoli. Quando è il popolo italiano ad avere bisogno, questo principio non è applicato. Ogni Stato mette in primo piano l’interesse nazionale, com’è giusto che sia.

La simultanoagnosia dei diritti umani

Abstract:
La simultanoagnosia è una patologia neurologica visiva nella quale il paziente percepisce i dettagli ma non percepisce l’insieme. Dinanzi ad una immagine, nella quale due triangoli formano una stella, il simultanoagnosico percepisce i due triangoli ma ignora la stella. L’ideologo dei diritti umani è come il simultanoagnosico. Egli pone l’attenzione sulle problematiche degli individui aventi diritto e ignora le problematiche della comunità.

Il diritto al lavoro

Abstract:
In virtù dei dettami costituzionali, lo Stato riconosce il diritto al lavoro e si impegna affinché ciascuno, sulla base delle sue attitudini e competenze, possa avere un lavoro. Il lavoro è, in tal modo, sganciato dai bisogni della comunità e agganciato alle attitudini e competenze dei singoli. Per tale motivo molte risorse sono sottratte a settori fondamentali al progresso materiale e spirituale della Nazione, per essere destinate ad attività inutili alla comunità.

L’altruismo patologico

Abstract:
L’altruista patologico agisce a vantaggio del prossimo danneggiando se stesso. Il rappresentante dello Stato è costretto, dai dettami costituzionali, ad agire a vantaggio del singolo avente diritto contro la comunità. Anch’egli agisce come un altruista patologico. Infatti, va contro la comunità che egli stesso rappresenta. Queste sue azioni affievoliscono il senso di appartenenza e creano disgregazione sociale.