Il campo reticolare

Abbiamo ipotizzato che in fisica esistono due spazi/tempi. Si tratta dello spazio/tempo intrinseco e dello spazio/tempo estrinseco. Lo spazio/tempo estrinseco è la velocità delle masse; lo spazio/tempo intrinseco è lo spazio/tempo su cui si distribuisce l’energia. Si tratta quindi di uno spazio/tempo energetico. Abbiamo Ipotizzato che lo spazio intrinseco e il tempo intrinseco abbiano una relazione di configurazione e che questa relazione sia di parallelismo. Lo spazio intrinseco unidimensionale e tempo intrinseco sono due rette parallele (figura 1).

Figura 1) Configurazione in parallelo dello spazio e del tempo intrinseci. Le due rette r ed s rappresentano il tempo intrinseco e lo spazio intrinseco configurati in parallelo.  

Lo spazio e il tempo nel movimento di un corpo sono inversamente proporzionali. Quando il tempo diminuisce, lo spazio aumenta e quando il tempo aumenta lo spazio diminuisce. Con lo spazio/tempo intrinseco accade qualcosa di diverso. Se il tempo intrinseco diminuisce, “comprime” lo spazio intrinseco che s’incurva e assume la forma di un’onda (figura 2). Lo spazio intrinseco incurvato dal tempo è lo “spazio energetico da compressione”. Il tempo intrinseco diminuito è “tempo energetico di compressione”. Il rapporto tra spazio energetico di compressione e tempo energetico di compressione è “energia di compressione”

Figura 2) Energia di compressione. Il periodo è il tempo intrinseco diminuito (tempo energetico di compressione); la sinusoide è lo spazio intrinseco compresso (spazio energetico di compressione). Il rapporto tra spazio energetico di compressione e tempo energetico di compressione è “energia di compressione”

Se il tempo intrinseco aumenta, “stira” lo spazio intrinseco come un elastico. Lo spazio intrinseco stirato è “spazio energetico da stiramento”, il tempo intrinseco aumentato è “tempo energetico da stiramento”. In basso è rappresentato un arbatele con l’elastico a riposo e con l’elastico in trazione (figura 3). L’elastico a riposo raffigura lo spazio e il tempo intrinseci; l’elastico in trazione raffigura lo spazio energetico da stiramento e il tempo energetico da stiramento. Il rapporto tra spazio energetico di stiramento e tempo energetico di stiramento è “energia di stiramento”

Figura 3) Energia da stiramento. La lunghezza dell’elastico a riposo designa lo spazio e il tempo intrinseci. La lunghezza dell’elastico in trazione rappresenta lo spazio energetico da stiramento e il tempo energetico da stiramento.  

Designiamo l’energia da stiramento col segno “+” e l’energia da compressione col segno “-“.

L’energia compatta e l’energia diffusa sono strutturate in reticoli. I reticoli sono formati da nodi energetici. Nell’energia compatta i nodi energetici sono di carica opposta. Nell’energia diffusa i nodi energetici hanno un’unica carica. La carica può essere di stiramento (+) o di compressione (-). Riconsideriamo la struttura cristallina del cloruro di sodio (figura 4).   Gli atomi di sodio e cloro sono disposti ordinatamente nello spazio in punti detti “nodi”. In ogni “nodo” c’è un atomo di sodio o di cloro. Le linee che passano per i nodi sono “linee nodali”. Sappiamo che il sodio ha carica positiva e il cloro ha carica negativa. I nodi sono quindi carichi di energia (nodi energetici). Essi si dispongono nello spazio estrinseco ordinatamente in modo tale che la carica positiva di stiramento sia in equilibrio con la carica negativa di compressione.

Figura 4) Reticolo del cloruro di sodio. Ogni atomo di cloro e di sodio è disposto ordinatamente in punti dello spazio detti “nodi”. Le linee che collegano gli atomi sono “linee nodali”. Gli ioni di sodio carichi positivamente  e gli ioni di cloro carichi negativamente stanno in equilibrio.  

Il reticolo è dinamico. L’immagine della figura 4) è un’istantanea del reticolo. Gli atomi cambiano continuamente posizione saltando lungo le linee nodali da un nodo all’altro e mantenendo l’equilibrio di carica.

Per comodità di esposizione, presupponiamo l’esistenza di uno spazio estrinseco a struttura reticolare formato da nodi su cui salta (alla velocità della luce) un “quantum energetico”. Quando il “quantum energetico” si porta sul nodo, quest’ultimo si carica di energia (nodo energetico). Secondo questa impostazione, gli atomi di cloro e di sodio sono “quanti energetici”. Essi, non appena si pongono su un nodo, diventano “nodi energetici”. L’energia presente nel cristallo di cloruro di sodio è energia compatta. I quanti energetici dell’energia compatta possono essere atomi di carica opposta oppure elettroni (-) con protoni (+).

Anche l’energia diffusa è strutturata in quanti energetici che saltano da un nodo all’altro lungo linee nodali. Nell’energia diffusa sono presenti quanti energetici della stessa carica che, partendo da una massa, si diffondono in ogni direzione del reticolo spaziale saltando da un nodo all’altro. 

I quanti energetici possono essere particellari o puri. I quanti energetici particellari possono avere massa (protoni, elettroni) oppure possono essere privi di massa (fotone).

I reticoli attraversati da quanti energetici sono definiti “campi”. Un “campo” è, quindi, un reticolo sui nodi del quale saltano, lungo linee nodali, quanti energetici. Si distinguono quattro campi diversi: gravitazionale, elettrico, magnetico, elettromagnetico. A questi quattro campi, ne andrebbe aggiunto un quarto responsabile dell’energia oscura, che espande l’universo allontanando una galassia dall’altra.

Il quantum energetico gravitazionale è di compressione (-); il quantum energetico magnetico può essere di compressione (-) e di stiramento (+); il quantum energetico dell’energia oscura è di stiramento (+); il quantum energetico elettrico può essere di compressione (-) o di stiramento (+). Il fotone è un quantum energetico a doppia energia di compressione (-), elettrica e magnetica. E’ questa doppia componente energetica che gli consente di essere una particella.

Il campo magnetico è generato da due masse definite polo sud e polo nord. Il quantum energetico puro di compressione (-) parte dal polo sud e arriva al polo nord saltando da un nodo all’altro, lungo precipue linee nodali. Il quantum magnetico puro di stiramento (+) parte dal polo nord e arriva al polo sud saltando da un nodo all’altro lungo le stesse linee nodali. L’energia del campo magnetico dipende dal numero di linee nodali di cui è costituito.

Ogni linea nodale è un susseguirsi si nodi energetici di compressione (-) che si alternano a nodi energetici di stiramento (+):

– + – + – + – + – + – + – + – + – + – + – + – +.

Il quantum energetico da stiramento salta da un nodo all’altro in direzione inversa al quantum energetico di compressione lungo la stessa linea nodale:

 + ← + ← + ← + ← + ← + ← + ← + ← +;  – → – → – → – → – → – → – → – → –

In basso (figura 5) è illustrato un dipolo magnetico. Due masse (polo sud e polo nord) generano un campo magnetico. Le linee che collegano i due poli sono linee nodali di collegamento (attrazione). Per ogni linea nodale di collegamento, dal polo nord quanti energetici di stiramento (+) saltano da un nodo all’altro fino al polo sud; dal polo sud  quanti energetici di compressione (-) saltano da un nodo all’altro fino al polo nord. I nodi energici di compressione e di stiramento si alternano lungo la linea nodale di collegamento.

Figura 5) Bipolo magnetico. Il bipolo magnetico genera un campo magnetico formato da linee nodali separate e linee nodali di collegamento. Nelle linee nodali di collegamento è presente un doppio flusso di quanti energetici di stiramento e di compressione.  Nelle linee nodali separate il flusso è singolo (di compressione o di stiramento). Un flusso è un susseguirsi di salti dei quanti energetici da un nodo all’altro.  

La terra genera un campo magnetico con un polo sud magnetico e un polo nord magnetico (figura 6).

Figura 6) Campo magnetico terrestre. Linee nodali di collegamento sono percorse da un doppio flusso di quanti energetici di stiramento (dal polo nord al polo sud) e di compressione (dal polo sud al polo nord).  

Due cariche elettriche di segno opposto sono simili a un dipolo magnetico (figura 7). Sono formate da linee nodali di collegamento (attrazione). Il quantum energetico di compressione (-) salta da un nodo all’altro in direzione inversa al quantum energetico da stiramento (+); ambedue percorrono la stessa linea nodale. Più sono le linee nodali, più intenso è il campo.

In basso (figura 7) è illustrata l’interazione tra una carica positiva e una carica negativa. Le linee di collegamento sono un susseguirsi di nodi energetici a carica positiva che si alternano a nodi energetici a carica negativa.    

In basso (figura 8) è illustrata l’interazione tra due cariche negative. Le linee non sono continue ma un susseguirsi di nodi su cui salta il quantum energetico, generando nodi energetici.

Figura 8) Interazione tra due cariche negative (-). Le linee di carica sono salti del quantum energetico  da un nodo all’altro del campo elettrico, con generazione di nodi energetici. Non vi sono linee di collegamento. Il campo elettrico di ciascuna carica curva le linee nodali dell’altra  

In basso (figura 9) è illustrata l’interazione tra due cariche positive. Le linee non sono continue ma un susseguirsi di nodi su cui salta il quantum energetico, generando nodi energetici.

Figura 9) Interazione tra due cariche positive (+). Le linee di carica sono salti del quantum energetico  da un nodo all’altro del campo elettrico, con generazione di nodi energetici. Non vi sono linee di collegamento. Il campo elettrico di ciascuna carica curva le linee nodali dell’altra  

Il sole genera un enorme campo elettromagnetico che si espande in tutte le direzioni. Si tratta di energia da compressione (-), formata da linee nodali. Quanti energetici di energia diversa saltano da un nodo all’altro in ogni direzione. Ogni quantum energetico percorre la propria linea nodale. Ogni colore definisce l’energia del quantum energetico. Il colore viola è generato da un quantum con maggiore energia rispetto al quantum che genera il colore giallo.  

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.