La prosopagnosia

La prosopagnosia (o prosopoagnosia) è un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne sono colpiti di riconoscere i tratti d’insieme dei volti delle persone; può presentarsi in forma pura o associata ad agnosia visiva, ed è causata soprattutto da lesione bilaterale (o, più di rado, unilaterale destra) alla giunzione temporo/occipitale (giro fusiforme).

Alcuni autori distinguono due forme di prosopagnosia: appercettiva e associativa. La prima è causata da lesioni parietali del sistema eracliteo; la seconda è causata da lesioni temporo-occipitali del sistema parmenideo.

La prosopagnosia appercettiva è interpretata come un disturbo dei processi primari del sistema di percezione dei volti. Le persone che presentano questo disturbo non sono in grado di riconoscere i volti e sono incapaci di esprimere con successo giudizi del tipo simile-diverso, quando sono loro presentate immagini di diversi volti. Potrebbero inoltre non essere in grado di riconoscere attributi quali l’età o il genere della persona dal volto. A ogni modo, potrebbero essere in grado di riconoscere le persone basandosi su indizi non-facciali come ad esempio i vestiti, l’acconciatura dei capelli o la voce.

La prosopagnosia associativa è interpretata come un deficit dei collegamenti tra il processo primario di riconoscimento dei volti e quelle informazioni semantiche che riguardano le persone, conservate nella nostra memoria. Persone con questo tipo di disturbo possono essere in grado di dire se le foto dei volti delle persone sono identiche o differenti e dedurre l’età e il genere dal volto (il che suggerisce la loro capacità di riconoscere alcune informazioni del volto) ma possono non essere poi in grado di identificare le persone o fornire informazioni sul loro conto, come il nome, l’occupazione o l’ultima volta che le hanno incontrate. Possono essere in grado di riconoscere e produrre tali informazioni basandosi su indizi non-facciali come la voce, i capelli o anche qualche particolare caratteristico del volto (come ad esempio dei baffi particolari) che non richiedano la comprensione della struttura del volto. Tipicamente, queste persone non affermano che “i volti non hanno senso” ma solo che non paiono distintivi in alcun modo.

Nei precedenti scritti ci siamo soffermati sulle differenti funzioni del sistema eracliteo e del sistema parmenideo. Gli enti eraclitei sono formati da parti separabili. Due enti parmenidei sono legati da uno spazio (o un tempo) comune. Per tale motivo non possono essere separati l’uno dall’altro. Consideriamo un evento come il sorgere del sole. Da questo evento possiamo selezionare l’inizio e la fine. Osserviamo l’immagine in basso. Si tratta dell’inizio di un tramonto (figura 1)

Figura 1) Inizio di un tramonto

Osserviamo l’immagine in basso. Si tratta della fine di un tramonto (figura 2)

Figura 2) fine di un tramonto  

Il tramonto comprende l’inizio e la fine. Inizio e fine non possono essere separati dal tramonto; possono essere selezionati da esso.

Tra l’inizio (del tramonto) e la fine (del tramonto) possiamo porre col sistema eracliteo la relazione prima/dopo, inserendo un piano temporale.

Il tramonto del sole è un evento; l’inizio e la fine del tramonto sono anch’essi eventi. Ambedue sono parte del tramonto. Il sistema parmenideo codifica un’interazione tutto (tramonto del sole)/parti (inizio e fine) tra questi tre eventi. Ciascuna parte può essere selezionata dal tutto ma non può esserne separata (figura 3).


Figura 3) Il sistema parmenideo codifica l’interazione strutturale  tutto/parti  tra il tramonto del sole il suo inizio e la sua fine. Lo stesso sistema non codifica alcuna interazione tra l’inizio del tramonto e la sua fine.

Il sistema eracliteo codifica un’interazione tra le parti. In questa circostanza si tratta dell’interazione prima/dopo.  Per codificare questa interazione il sistema eracliteo genera un piano temporale a due facce tra l’inizio e la fine. Questo piano consente la relazione prima/dopo (figura 4)

Figura 4) Il sistema eracliteo separa con un piano a due facce adimensionali l’inizio del tramonto e la fine del tramonto. Questo piano consente la relazione prima/dopo. Se poniamo come riferimento l’evento inizio, l’evento fine avviene dopo. Se poniamo come riferimento l’evento fine , l’evento inizio avviene prima.  

Soffermiamoci sull’immagine di un volto (figura 5).

Figura 5) volto umano  

Il sistema parmenideo può selezionare dal volto alcune aree. Di un volto, per esempio, possiamo selezionare l’area degli occhi (figura 6).

Figura 6) area degli occhi

Quando focalizziamo l’attenzione sull’area degli occhi notiamo più dettagli di quest’area rispetto alla focalizzazione del volto intero. Nella corteccia occipito/temporale si genera la struttura mnestica tutto (volto)/parte (area degli occhi)  (figura 7).

Figura 7) Struttura mnestica tutto/parte concernente il volto e l’area degli occhi. Questa struttura è codificata dalla corteccia occipito/temporale che fa parte del sistema parmenideo.

Possiamo anche selezionare da un volto l’area della bocca (figura 8).

Figura 8) area della bocca

Quando focalizziamo l’area della bocca notiamo più dettagli di quest’area rispetto alla focalizzazione del volto intero. Nella corteccia occipito/temporale si genera la struttura mnestica tutto (volto)/parte (area della bocca). Questa struttura si lega alla precedente concernente il volto e l’area degli occhi. Abbiamo una struttura mnestica in cui il volto è il tutto e le due aree degli occhi e della bocca sono le parti (figura 9).

Figura 9) Struttura mnestica tutto/parte concernente il volto, l’area della bocca  e l’area degli occhi. Questa struttura è codificata dalla corteccia occipito/temporale che fa parte del sistema parmenideo.  

Il sistema parmenideo durante la percezione di un volto si comporta come un pittore che fa un ritratto. Il pittore si sofferma sui dettagli del volto e sull’insieme. Dipinge dettaglio dopo dettaglio, tenendo presente il volto nella sua interezza. Il sistema eracliteo, invece, memorizza i volti, discriminandoli uno dall’altro. Se per esempio, percepiamo due volti in fotografia, il sistema eracliteo nota le differenze e le uguaglianze.

La memoria parmenidea è intrinseca. La memoria eraclitea è estrinseca. Il volto parmenideo è una struttura tutto/parte concernente un singolo volto. Il volto eracliteo è tale rispetto ad altri volti con cui è confrontato. La memoria intrinseca genera la prosopoagnosia associativa; la memoria estrinseca genera la prosopoagnosia appercettiva.

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