Movimento coniugato e simmetria inversa.

Come abbiamo affermato nello scritto sulla conformazione, la superficie del soma è frazionata nella dicotomia ventrale/dorsale. Nella corteccia somatosensitiva primaria e nella corteccia motrice vi è la rappresentazione di un homunculus. Quello della corteccia somatosensitiva primaria è detto homunculus somatosensitivo; quello della corteccia motrice primaria è detto homunculus motorio. Questi due homunculi mantengono, a livello corticale, la dicotomia ventrale/dorsale, presente nella periferia somatica. Possiamo affermare che, sia a livello motorio, sia a livello percettivo i flussi afferenti e efferenti sono organizzati nella dicotomia ventrale/dorsale. Questa dicotomia si mantiene in ogni distretto corporeo. Se osserviamo il dito indice della mano destra, notiamo la dicotomia ventrale/dorsale della superficie che è analoga alla dicotomia ventrale/dorsale superficiale del dito indice della mano sinistra.

Sappiamo che la maggior parte delle fibre afferenti (bottom→up) ed efferenti (top→down )sono bilaterali e simmetriche. Esse s’incrociano tra di loro portandosi al lato opposto (controlaterale) del cervello o del midollo spinale. A causa di questo incrociamento, gli eventi sensoriali o motori che interessano un lato del corpo sono ritrasmessi all’emisfero cerebrale del lato opposto o sono da questo controllate.  Quest’organizzazione del flusso delle informazioni le ripartisce nella dicotomia sinistra/destra.

L’organizzazione dello spazio corporeo secondo il piano di simmetria sinistra/destra è diversa dall’organizzazione dello spazio corporeo secondo la dicotomia ventrale/dorsale. Per mostrare questa differenza, osserviamo la figura 1) in basso. Si tratta della mano sinistra e della mano destra. Si può notare la simmetria inversa sinistra/destra delle due mani. Se utilizziamo come riferimento il piano sagittale sinistra/destra del soma differenziamo la mano destra dalla mano sinistra. Se supponiamo che ogni mano abbia un proprio piano sagittale sinistra/destra, notiamo che questi piani sono invertiti. Il dito pollice della mano sinistra è inverso rispetto al dito pollice della mano destra.

Figura 1) Simmetria inversa dei piani sagittali di ciascuna mano. Se ipotizziamo che sia la mano destra sia la mano sinistra abbiano un proprio piano sagittale, questi due piani sono invertiti. Ciò si può notare osservando l’indice della mano destra e l’indice della mano sinistra. Uno è a destra e l’altro è a sinistra.  

Da questa inversione dipende la dominanza. Se siamo destrosi, la mano destra mantiene lo stesso piano sinistra/destra somatico. Se siamo mancini, è la mano sinistra a mantenere lo stesso piano sinistra/destra somatico. Nelle figure basso sono illustrati i piani di simmetria del soma e di ciascuna mano. Nella figura 2) è dominante la mano destra; nella figura 3) è dominante la mano sinistra.


Figura 2) Piano di simmetria somatica e piani di simmetria di ambedue le mani con dominanza della mano destra. La sinistra/destra somatica coincide con la sinistra destra della mano destra.
Figura 3) Piano di simmetria somatica e piani di simmetria di ambedue le mani con dominanza della mano sinistra. La sinistra/destra somatica coincide con la sinistra/destra della mano sinistra.

La simmetria inversa delle mani interagisce col piano ventrale/dorsale nel movimento. Le due mani, convergendo ventralmente, eliminano la simmetria inversa. Ciascun dito di una mano tocca ventralmente il dito omologo dell’altra mano. Ciò è dovuto al fatto che, nel contatto tra le due mani, l’una è speculare dell’altra. La simmetria inversa elimina la specularità (figura 4).


Figura 4) Specularità e simmetria inversa. Le due mani, convergendo ventralmente, sono speculari. La simmetria inversa elimina la specularità. In tal modo ciascun dito di una mano si sovrappone al dito omologo dell’altra mano

La simmetria inversa sinistra/destra e la dicotomia superficiale ventrale/dorsale ci consentono di utilizzare le due mani come se fossero una mano sola. Con una singola mano afferriamo oggetti di piccole dimensioni; con le due mani afferriamo oggetti di grandi dimensioni.

Il principio della simmetria inversa sinistra/destra, in interazione con la dicotomia ventrale/dorsale, si applica a tutti i distretti corporei che agiscono in coppia come un singolo organo. Questo principio, quindi, vale anche per i piedi, per le orecchie e per gli occhi.

Un disabile che non ha l’uso delle mani, con l’esercizio, riesce a utilizzare i piedi per afferrare gli oggetti. Ciò è reso possibile dalla simmetria inversa presente anche negli arti inferiori.

I movimenti visivi, tranne quello di vergenza sono coniugati. I due occhi, in questi movimenti, si comportano come se fossero un unico occhio. Gli occhi, analogamente alle mani e ai piedi, hanno una superficie ventrale e una superficie dorsale. Sulla superficie ventrale di ciascun occhio vi è la retina che interagisce con gli “enti esterni”. Supponiamo di volere percepire con ambedue le mani, un oggetto, per esempio, una sedia. Facciamo convergere le superfici ventrali delle mani, utilizzandole come un singolo distretto corporeo, e tastiamo la superficie della sedia. Le superfici ventrali delle due mani interagiscono specularmente. Il movimento coniugato è reso possibile dalla simmetria inversa delle due mani che elimina la specularità della superficie ventrale di una mano rispetto all’altra. Quando, col movimento coniugato dei due occhi, percepiamo un oggetto, agiamo allo stesso modo. Anche in questa circostanza, utilizziamo la simmetria inversa per eliminare la specularità. Da ciò si evince che lo spazio di ciascun occhio è frazionato da un piano sagittale sinistra/destra. I due piani, inoltre sono invertiti, proprio come accade con le mani. Dalla simmetria inversa dipende la dominanza oculare di un occhio rispetto all’altro.

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