Il tempo non rallenta. Una diversa interpretazione della teoria della relatività ristretta

Abstract
Con la teoria della relatività ristretta, Einstein teorizzò che il tempo non fosse assoluto, ma relativo a due variabili: la velocità e il riferimento spaziale degli osservatori. Per essere ancora più precisi, è la distanza temporale (intervallo) fra due eventi a essere relativa alle variabili appena citate. Questa teoria discende dall’invariabilità della velocità della luce rispetto a qualsiasi sistema di riferimento inerziale. In questo scritto si ipotizza un’interpretazione alternativa al moto della luce. Da questa diversa interpretazione discende che il tempo non è relativo ma assoluto, come aveva affermato Newton

Spazio e tempo eracliteo e parmenideo

Abstract
Il tempo parmenideo si origina da un passaggio di stato; il tempo eracliteo si origina da un movimento. Il passaggio di stato concerne un singolo spazio. Il movimento dei corpi eracliteo concerne l’interazione di più spazi. Il movimento parmenideo è una serie ordinata di passaggi di stato in un singolo spazio. L’onda sonora, l’onda marina e l’onda elettromagnetica sono passaggi stato di energia. L’energia passa dallo stato positiva (+) a negativa (-). Questi passaggi di stato concernono un singolo spazio. I passaggi di stato dell’onda sonora concernono l’aria; i passaggi di stato dell’onda marina concernono l’acqua; i passaggi di stato dell’onda elettromagnetica concernono il vuoto.

Il punto di vista nella cinematica dei corpi

Abstract
Il sistema eracliteo utilizza, nel porre la relazione riferimento/riferito tre punti di vista che si rendono concreti in due dicotomie: interno/esterno e attivo/passivo. Il punto di vista più generale concerne la dicotomia interno/esterno. Il sistema eracliteo può assumere il punto di vista di un osservatore esterno (che non partecipa agli eventi) e il punto di vista dell’osservatore interno (che prende parte agli eventi). Quando si assume il punto di vista dell’osservatore esterno, sia il riferimento sia il riferito sono esterni al nostro soma. Quando si assume il punto di vista dell’osservatore interno, il nostro soma è o riferimento oppure riferito. Se il nostro soma è riferimento, il punto di vista è dell’osservatore passivo; se il nostro soma è riferito, il punto di vista è dell’osservatore attivo

La relazione riferimento/riferito nel movimento dei corpi

Abstract
In questo scritto mostriamo come i sistemi di riferimento, utilizzati nella cinematica dei corpi, siano costrutti del sistema eracliteo che controlla l’interazione tra le periferie interne (somatiche) ed esterne (visive, tattili, uditive, olfattive e gustative). Un sistema di riferimento fa parte dell’interazione tra due spazi periferici, di cui uno è riferimento e l’altro è riferito. Trattandosi di due spazi periferici, l’interazione è codificata dal sistema eracliteo.

La funzione di supporto

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Sappiamo che le elaborazioni delle informazioni codificate dai recettori sensoriali degli organi di senso e della sensibilità somatica muscolo/scheletrica seguono due vie distinte che si differenziano in modo evidente nelle aree associative. Alcune informazioni proiettano alla corteccia parietale (via del dove) e altre informazioni proiettano alle cortecce associative (via del che cosa). Questa nostra conoscenza ci fa supporre che le due vie codifichino funzioni generali distinte l’una dall’altra. Sulla base di questa ripartizione di carattere generale, abbiamo ipotizzato che il sistema nervoso percettivo/motore sia ripartito in due sottosistemi che abbiamo chiamato sistema parmenideo e sistema eracliteo. Il sistema parmenideo è l’insieme dei circuiti neurali che utilizza le informazioni codificate ed elaborate lungo la via del “che cosa”; il sistema eracliteo è l’insieme dei circuiti neurali che utilizza le informazioni codificate ed elaborate lungo la via del “dove”. In questo scritto formuliamo l’ipotesi che il sistema eracliteo supporta il sistema parmenideo. Supponiamo, per esempio, di osservare una macchina in movimento. Il sistema eracliteo fronto/parietale aggancia la macchina con gli occhi e mantiene il contatto visivo con essa. La macchina diventa a tutti gli effetti, un prolungamento del soma. L’informazione, in tal modo, passa direttamente dalla periferia esterna (macchina) al centro (sistema nervoso centrale), consentendo al sistema parmenideo di elaborare l’informazione, di riconoscerla e strutturarla.

La schizofrenia giuridica

Abstract
Durante la monarchia sabauda, i codici penali, civili e amministrativi sono stati scritti per consentire l’avvenire glorioso della Nazione. Con l’avvento della Costituzione repubblicana gli stessi codici sono stati adeguati al nuovo obiettivo di fondo, il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. I due obiettivi di fondo (avvenire glorioso della Nazione e riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana), in contraddizione l’uno con l’altro, generano una sorta di schizofrenia giuridica.

La costrizione emotiva.

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La “costrizione emotiva” è l’utilizzo delle emozioni come strumento funzionale a costringere le persone a specifici comportamenti. Il superiore, per costringere i subordinati ad agire per uno specifico obiettivo, può imporre leggi e regolamenti oppure può suscitare forti emozioni, quali: ansia, angoscia e terrore. I governi Conte e Draghi, nell’emergenza causata da covid, al fine di contenere la diffusione del virus, utilizzavano e utilizzano esclusivamente il sistema costrittivo dei decreti e il terrore.

Una nuova Costituzione repubblicana

Abstract
Quando i padri costituenti si apprestavano a scrivere la Costituzione Repubblicana, tutto il mondo occidentale era stanco di guerre e indignato per le persecuzioni. Nella società c’era una forte spinta morale verso la tutela delle minoranze e dei più deboli. I padri costituenti hanno ritenuto giusto e degno di un paese civile inserire nella Costituzione il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. L’errore che hanno commesso è stato quello di inserirli come norme costrittive. La tutela dei diritti umani è una conquista di civiltà del mondo occidentale. Essa, però, deve avvenire sul piano responsivo, non su quello costrittivo delle leggi.

L’abominio giuridico della Costituzione repubblicana

Abstract
Con l’approvazione della Costituzione Repubblicana è stato modificato l’obiettivo di fondo che i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario devono raggiungere. L’avvenire glorioso della Nazione dello Statuto Albertino è stato sostituito con il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. Le leggi promulgate dal Parlamento hanno come riferimento le norme costituzionali. Essendo queste norme sono finalizzate al riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana, anche le leggi ordinarie hanno lo stesso fine. L’obiettivo delle leggi, però, deve essere sempre il bene della comunità. Il bene del singolo, infatti, discende dal bene della comunità in cui vive. Sono un abominio giuridico le leggi promulgate a vantaggio dei singoli contro la comunità.

L’obiettivo di fondo delle istituzioni scolastiche

Abstract
La scuola è l’istituzione più importante di una comunità. Ciò che unifica gli istituti scolastici è l’obiettivo comune stabilito dai dettami costituzionali. Sulla base dei dettami della Costituzione repubblicana (riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana), i docenti di ogni ordine e grado devono garantire agli studenti il diritto a un percorso formativo individualizzato, che tenga conto delle capacità, delle attitudini, delle condizioni socio-economiche di ciascuno. Per garantire un percorso formativo individualizzato, i programmi sono stati sostituiti con la programmazione. Gli alunni non seguono un percorso formativo comune a tutti (programmi), funzionale al bene della comunità. Ciascun alunno segue un proprio percorso formativo (programmazione), funzionale al proprio benessere. Le conseguenze drammatiche nella formazione dei giovani italiani sono sotto gli occhi di tutti. I livelli d’istruzione e di competenza degli alunni si sono drammaticamente abbassati. Nelle università s’iscrivono studenti cui mancano le capacità di base.