La percezione del linguaggio orale e scritto

Abstract
Nella percezione del linguaggio orale gli schemi parmenidei si attivano a tutti i livelli: fonemico, sillabico, verbale, sintagmatico e frasale; le mappe eraclitee si attivano soltanto a livello verbale, sintagmatico e frasale. L’attivazione delle mappe è funzionale all’inserimento degli “enti eraclitei” nella rete semantica. Nella percezione del linguaggio scritto, gli schemi parmenidei non si attivano ad alcun livello; si attivano invece, ad ogni livello le mappe eraclitee che concorrono al riconoscimento.

Il linguaggio orale

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Il linguaggio orale ha una duplice organizzazione parmenidea ed eraclitea. Il sistema parmenideo (area di Broca/area di Wernicke) utilizza schemi di strutturazione funzionali alla fonoarticolazione; il sistema eracliteo (corteccia fronto/parietale) utilizza mappe temporali, funzionali al passaggio da una fonoarticolazione all’altra. Gli schemi di strutturazione e le mappe sono organizzati per livelli. Al primo livello la strutturazione concerne foni e sillaba, mentre la mappa temporale è fonologica; al secondo livello la strutturazione concerne sillabe e parola, mentre la mappa temporale è sillabica; al terzo livello la strutturazione concerne parole e sintagma, mentre la mappa temporale è verbale (delle parole); al quarto livello la strutturazione concerne sintagmi e frase, mentre la mappa temporale è sintagmatica; al quinto livello la strutturazione concerne frasi e periodo, mentre la mappa temporale è frasale.

La prosopagnosia

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La prosopagnosia (o prosopoagnosia) è un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne sono colpiti di riconoscere i tratti d’insieme dei volti delle persone. Alcuni autori distinguono due forme di prosopagnosia: appercettiva e associativa. La prima causata è da lesioni parietali del sistema eracliteo; la seconda è causata da lesioni temporo-occipitali del sistema parmenideo. In questo scritto si interpreta la prosopagnosia appercettiva come un disturbo della memoria discriminate e la prosopagnosia associativa come un disturbo della memoria tutto/parte.

Magnitudo e grandezza

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Caratteristica dell’’obiectum eracliteo è la grandezza, mentre caratteristica della skené eraclitea è la magnitudo. Grandezza e magnitudo sono figure/forme delimitate da una faccia con una dimensione in meno. La faccia che delimita la grandezza è spazio virtuale; la faccia che delimita la magnitudo è spazio sostanziale. Le facce, che delimitano gli enti tridimensioni e bidimensionali, possono essere frazionate dal sistema eracliteo in parti. Le parti, inoltre possono essere riunificate. Grandezze e magnitudo di obiecti e skené unidimensionali hanno due facce delimitanti adimensionali immodificabili.

Obiectum e skené

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Il sistema eracliteo codifica interazioni spaziali e temporali. Affinché si abbia un’interazione, è necessario che gli spazi o i tempi siano almeno due. Si tratta dello spazio (o del tempo) della figura e dello spazio (o del tempo) dello sfondo. Figura e sfondo possono essere sostanziali o virtuali. La figura sostanziale con lo sfondo virtuale genera l’“obiectum” (dal latino: obiectum = oggetto). Lo figura virtuale con lo sfondo sostanziale genera la “skené” (dal greco: skené = scena).

I sistemi attenzionali parmenideo ed eracliteo

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I sistemi attenzionali concernono l’interazione diretta centro/periferia e sono caratterizzati da doppi flussi efferenti/afferenti di elaborazione dell’informazione sensoriale. A capo dei sistemi attenzionali visivi parmenideo ed eracliteo c’è la corteccia prefrontale. Il sistema eracliteo vede coinvolti la corteccia prefrontale, la corteccia parietale e la corteccia visiva primaria; il sistema parmenideo vede coinvolti la corteccia prefrontale, la corteccia associativa e la corteccia visiva primaria. In questo scritto spieghiamo in che modo il sistema attenzionale eracliteo realizza divisioni mentali di figure che si stagliano sullo sfondo e di come il sistema attenzionale parmenideo unisca forme

Interazione diretta e indiretta tra centro e periferia

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Esistono due modalità con cui può realizzarsi l’interazione tra centro e periferia nel sistema nervoso. La prima modalità è diretta; la seconda modalità è indiretta. Nella modalità diretta ogni “ente” (interno o esterno) comunica direttamente lungo le vie afferente ed efferente col centro encefalico e midollare. Nella modalità indiretta gli “enti esterni” comunicano con il centro encefalico e midollare lungo le vie afferenti ed efferenti attraverso la mediazione motoria. In questa circostanza, il movimento dei distretti somatici mette in contatto centro e periferia. Il sistema parmenideo utilizza la via diretta; il sistema eracliteo utilizza la via indiretta.

L’amnesia per i colori

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Il paziente affetto dall’’amnesia per i colori non riesce a rievocare il colore di un oggetto sia in prove verbali sia in prove visive, come quelle di colorare disegni di oggetti aventi un colore tipico o riconoscere se un disegno è colorato in modo corretto. In questo scritto si formula un’ipotesi teorica che spiega questa patologia e la differenzia dall’agnosia per i colori, trattata nell’articolo precedente.

Acromatopsia e agnosia per i colori

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Si riconoscono tre patologie che possono generare problemi nella percezione/riconoscimento dei colori. Si tratta dell’acromatopsia, dell’agnosia per i colori e dell’amnesia per i colori.
I pazienti affetti di acromatopsia vivono in un mondo in bianco/nero. Per loro le tinte non esistono. Non solo percepiscono oggetti in bianco/nero ma si rappresentano mentalmente oggetti in bianco/nero e sognano in bianco/nero. L’agnosia per i colori consiste nella perdita della capacità di riconoscere i colori e di denominarli correttamente da parte di soggetti che prima dell’insorgenza della malattia erano in grado di identificarli perfettamente. In questo scritto si spiegano queste due patologie ipotizzando che i concetti, attivati da più presenziati, siano strutturati in reticoli. L’amnesia per i colori sarà trattata in un prossimo scritto.

Organizzazione dell’informazione visiva lungo la via ventrale (sistema parmenideo)

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La regione visiva ventrale è organizzata funzionalmente e spazialmente. L’organizzazione funzionale concerne il riconoscimento. Per il riconoscimento delle parole è stato proposto un modello a pandemonio. In questo modello ciascun singolo neurone è come un demone in un immenso emiciclo di demoni. Ogni demone rappresenta una parola del lessico mentale. Non appena una parola appare sulla retina, tutti i demoni la esaminano contemporaneamente e ognuno dichiara quanto stima che la parola, di cui è rappresentante, sia quella apparsa sulla retina. L’organizzazione spaziale avviene per divisione del lavoro. Il riconoscimento delle case e dei paesaggi ricorre alle regioni ventrali più vicine alla linea mediana che separa i due emisferi. Spostandosi verso il fianco degli emisferi s’incontra una regione che risponde particolarmente ai volti. Più lontano, nel solco occipito-temporale si annidano alcuni settori particolarmente sensibili alla visione delle parole. Alla fine sul bordo del cervello un lembo di corteccia temporale inferiore risponde agli oggetti e agli strumenti.