Il tempo di Newton e di Einstein

Abstract
Il tempo assoluto di Newton è il tempo del sistema sessagesimale. Si tratta di un tempo ideale, formato da innumerevoli reticoli, nel quale gli istanti si susseguono uniformemente nanosecondo per nanosecondo, microsecondo per microsecondo, secondo per secondo, minuto per minuto, ecc.. Questo tempo ideale è invariabile. Scorre inesorabilmente allo stesso modo in qualsiasi situazione fisica. Questo tempo assoluto è utilizzato come sistema di riferimento funzionale a misurare ogni durata nel mondo fisico. Il tempo di Einstein fa parte dei reticoli spazio/temporali strutturati in nodi delle radiazioni elettromagnetiche. Questo tempo è relativo, perché l’intervallo spazio/temporale tra un nodo e l’altro dipende dalla gravità. Maggiore è la gravità, più grande è l’intervallo spazio/temporale tra un nodo e l’altro e più dilatato è il tempo. Il tempo relativo di Einstein, usato come strumento di misura delle durate, relativizza ogni durata di qualsiasi evento. Una passeggiata in pianura e un’analoga passeggiata su un altopiano, misurate con l’orologio atomico, durano tempi diversi.

La sovrapposizione quantistica al tempo del Var

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Gli stati di una partita di calcio sono due: “gioco effettivo” e “gioco interrotto”. Una partita di calcio è un susseguirsi alternato di questi due stati. Durante il gioco effettivo, l’arbitro interviene per assegnare un fallo; la partita s’interrompe e si genera una fase di gioco interrotto. Ad assegnare (o non assegnare) un fallo non può essere un arbitro davanti alla televisione. Egli, infatti, interviene dopo alcuni secondi. In questo intervallo temporale tutti i calciatori e lo stesso arbitro in campo si trovano in uno stato di sovrapposizione quantistica (gioco effettivo/ gioco interrotto).

Moto e quiete assoluti vs moto e quiete relativi

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In natura esistono sia il moto e la quiete relativi sia il moto e la quiete assoluti. Il moto e la quiete relativi hanno un sistema di riferimento fisico centrato su un corpo. Questo sistema di riferimento si muove al muoversi del corpo. Il moto e la quiete assoluti hanno un sistema di riferimento ideale, che non modifica il proprio stato. In questo scritto sono analizzati i moti e le quieti assoluti della Terra, della Luna, del sistema Terra/Luna, del sistema solare, del sistema di stelle binarie e del sistema galattico.

Il tempo di Newton e il tempo  di Aristotele

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Per Aristotele il tempo nasce col movimento. Per Newton il tempo esiste, come lo spazio, in modo assoluto indipendentemente dallo svolgersi dei fenomeni. Con questa idea di spazio e tempo, Newton elaborò i principi della Meccanica e la Teoria della Gravitazione Universale. In questo scritto si chiarisce la differenza tra tempo aristotelico e tempo newtoniano.

La simultaneità soggettiva e oggettiva degli eventi. La prima è relativa, la seconda è assoluta.

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Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein la simultaneità è un concetto relativo che dipende dal sistema di riferimento usato. Einstein, per dimostrare ciò, ipotizza che un osservatore possa percepire un’onda elettromagnetica. Ciò è illogico, in quanto la percezione di un’onda elettromagnetica necessita di una ulteriore onda elettromagnetica che trasferisce l’informazione verso l’osservatore.

Onda elettromagnetica e onda sonora nell’interazione riferimento/riferito

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La percezione di un ente esterno non è istantanea e richiede un moto d’interazione. La percezione visiva, per esempio, non è istantanea. L’informazione visiva, infatti, è esterna ed è mediata dalla luce che viaggia a trecentomila chilometri il secondo. Il moto della luce è un moto di interazione percettiva. La luce, cioè, trasporta l’informazione sulla sorgente luminosa. E’ la sorgente luminosa l’oggetto percepito. Anche la percezione uditiva non è istantanea. Essa è mediata dall’onda sonora, che trasporta l’informazione sulla sorgente sonora. E’ la sorgente sonora l’ente percepito. L’onda elettromagnetica e l’onda sonora non possono essere gli enti percepiti e contemporaneamente enti di intermediazione percettiva. Per tale motivo nella relazione riferimento/riferito concernente il moto dei corpi sia il riferimento sia il riferito non possono essere l’onda elettromagnetica o l’onda sonora.

Il tempo non rallenta. Una diversa interpretazione della teoria della relatività ristretta

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Con la teoria della relatività ristretta, Einstein teorizzò che il tempo non fosse assoluto, ma relativo a due variabili: la velocità e il riferimento spaziale degli osservatori. Per essere ancora più precisi, è la distanza temporale (intervallo) fra due eventi a essere relativa alle variabili appena citate. Questa teoria discende dall’invariabilità della velocità della luce rispetto a qualsiasi sistema di riferimento inerziale. In questo scritto si ipotizza un’interpretazione alternativa al moto della luce. Da questa diversa interpretazione discende che il tempo non è relativo ma assoluto, come aveva affermato Newton

Spazio e tempo eracliteo e parmenideo

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Il tempo parmenideo si origina da un passaggio di stato; il tempo eracliteo si origina da un movimento. Il passaggio di stato concerne un singolo spazio. Il movimento dei corpi eracliteo concerne l’interazione di più spazi. Il movimento parmenideo è una serie ordinata di passaggi di stato in un singolo spazio. L’onda sonora, l’onda marina e l’onda elettromagnetica sono passaggi stato di energia. L’energia passa dallo stato positiva (+) a negativa (-). Questi passaggi di stato concernono un singolo spazio. I passaggi di stato dell’onda sonora concernono l’aria; i passaggi di stato dell’onda marina concernono l’acqua; i passaggi di stato dell’onda elettromagnetica concernono il vuoto.

Il punto di vista nella cinematica dei corpi

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Il sistema eracliteo utilizza, nel porre la relazione riferimento/riferito tre punti di vista che si rendono concreti in due dicotomie: interno/esterno e attivo/passivo. Il punto di vista più generale concerne la dicotomia interno/esterno. Il sistema eracliteo può assumere il punto di vista di un osservatore esterno (che non partecipa agli eventi) e il punto di vista dell’osservatore interno (che prende parte agli eventi). Quando si assume il punto di vista dell’osservatore esterno, sia il riferimento sia il riferito sono esterni al nostro soma. Quando si assume il punto di vista dell’osservatore interno, il nostro soma è o riferimento oppure riferito. Se il nostro soma è riferimento, il punto di vista è dell’osservatore passivo; se il nostro soma è riferito, il punto di vista è dell’osservatore attivo