Mosè

Abstract
Dio detta a Mosè due tipologie di leggi: le leggi morali e le leggi sociali. Ciò discende dal fatto che l’uomo è provvisto di due sistemi cognitivi: responsivo e costrittivo. Essi guidano le nostre azioni. Ai due sistemi cognitivi umani corrispondono due tipologie di leggi della comunità. Le leggi morali concernono il sistema responsivo; le leggi sociali concernono il sistema costrittivo. Le leggi sociali hanno la funzione di inibire il sistema costrittivo, fondato sull’offesa/difesa di ciascun membro della comunità. Egli, per paura delle conseguenze, evita di commettere reati. La comunità, però, non si può fondare soltanto sul timore e la costrizione. Una comunità che si fonda soltanto sulle leggi sociali non è coesa. Una comunità ha bisogno d’ideali, di valori condivisi che siano guida al sistema responsivo di ciascuno.

Caino e Abele

Abstract
La vicenda di Caino e Abele è interpretata come un progressivo allontanamento dell’umanità da Dio. Dapprima l’uomo si ribella contro Dio (Adamo ed Eva); poi l’uomo uccide il proprio fratello (Caino e Abele). La nostra interpretazione è diversa. Il messaggio, insito nel fratricidio è il seguente: non è possibile creare una comunità umana/divina nella quale Dio è superiore e, gli uomini, a Lui subordinati, stanno in un rapporto inter pares. Questa comunità è impedita dal sistema costrittivo che scatena la lotta dell’uomo sull’uomo. Il sistema costrittivo è fondato sull’offesa, sulla difesa, sulla sopraffazione, sulla rabbia, vergogna, ecc. Questi sentimenti ed emozioni non sono provati da Adamo ed Eva. Caino e Abele, invece, provano queste emozioni e questi sentimenti. Essi scatenano la lotta fratricida per contendersi i favori del Signore.

Adamo ed Eva

In questo scritto la vicenda di Adamo ed Eva è interpretata in chiave comunitaria. Nel libro della Genesi è raccontato il tentativo fallito di creare una comunità divina/umana con a capo Dio e come subordinati a Lui Adamo ed Eva. Il significato della vicenda di Adamo ed Eva è il seguente: l’essere umano accetta di farsi comunità soltanto attraversando la via del dolore, della sofferenza, della lotta per sopravvivere. Nemmeno Dio riesce a fondare una comunità con gli esseri umani facendo leva esclusivamente sul loro sistema responsivo, cioè sulla loro libertà e senso di responsabilità. Anche se dona all’uomo e alla donna i frutti dell’albero della vita, anche se prospetta loro una vita eterna serena, senza affanni e senza fatiche, ambedue non accettano di rinunciare alla propria individualità e farsi comunità.

La coscienza e il ruolo di Papa Francesco

Abstract
Papa Francesco in questi suoi primi anni di pontificato si è mostrato molto sensibile alle sorti degli ultimi, dei disperati e dei diseredati di tutto il mondo. Possiamo affermare che Papa Francesco agisce secondo coscienza cristiana, seguendo i dettami del Vangelo. Chi occupa un ruolo in una Comunità, però, non può agire liberamente secondo coscienza. Il Papa, essendo a capo della Comunità Cristiana, ha dei doveri nei confronti della Comunità Cattolica e deve agire rispettando il proprio ruolo. Il gesto di chinarsi in atto di baciare i piedi dei leader del Sud Sudan, anche se dettato da nobili sentimenti, contrasta col ruolo di capo della Chiesa Cattolica, rappresentante di Dio e dei fedeli di tutto il mondo.

Papa Francesco

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Papa Francesco si ritiene rappresentante divino non della sola Comunità Cattolica, ma dell’intera Comunità Umana. Egli, infatti, ritiene che il messaggio evangelico abbia valore assoluto. Esso quindi va attuato sempre e comunque a prescindere dalla comunità. Papa Francesco trascende il suo ruolo e agisce come se fosse un rappresentante della Comunità Mondiale. Egli ha creato una nuova religione universalistica che sostituisce la religione cattolica. La nuova religione universalistica, abbracciando l’intera Comunità Umana, disgrega la Comunità Cattolica. La Comunità Cattolica, con la sua organizzazione gerarchica ha richiesto millenni di dottrine, studi, conflitti, …. L’universalismo e l’assolutismo religioso di questo Papa la stanno disgregando in pochi anni.

L’Antico Testamento e il Nuovo Testamento

Abstract
Il messaggio dell’Antico e del Nuovo Testamento può essere così sintetizzato: l’uomo non può essere fratello dell’uomo fuori dalla comunità; la fratellanza tra gli uomini presuppone una comunità coesa con delle leggi che sono rispettate e che sono fatte rispettare. Nell’Antico Testamento Dio insegna al popolo di Israele l’importanza della comunità. Essa consente agli esseri umani di uscire dallo stato animalesco e di civilizzarsi. Dio stesso detta le leggi della comunità e punisce chi non le rispetta. Sulla base delle leggi divine sono realizzate le leggi laiche che regolano i rapporti della comunità. Il Dio dell’Antico Testamento è vendicativo, implacabile verso chi si schiera contro di Lui e viola le sue leggi. Se non fosse così, la comunità si disgregherebbe e ciascuno cercherebbe di sopraffare l’altro. Gesù ,che nasce e vive in una comunità coesa, dove i cittadini rispettano le leggi, può diffondere il suo messaggio d’amore e di fratellanza. Tra il Dio dell’Antico Testamento e il Dio del Nuovo Testamento (Gesù) non c’è contrapposizione ma complementarietà.