La Costituzione Repubblicana e la comunità

Premessa

E’ opinione dello scrivente che la causa principale del declino dell’Italia e dell’Occidente sia “l’ideologia dei diritti umani”. I diritti umani naturali sono quei diritti che esistono al di sopra e prima di una qualsivoglia comunità e al di sopra e prima delle stesse leggi. Ciò significa che i diritti dell’uomo vengono prima ancora di quelli codificati dalle leggi che regolano i rapporti di una comunità.

L’ideologia dei diritti umani è stata posta a fondamento delle Costituzioni degli Stati Europei, dell’UE e dell’ONU. Riteniamo che una Costituzione che ha come obiettivo fondamentale il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana, obblighi i rappresentanti delle istituzioni ad agire a vantaggio del singolo contro la comunità.

Nella prima parte di questo scritto ci soffermiamo sulla Costituzione Repubblicana confrontandola con lo Statuto Albertino (la costituzione del Regno d’Italia); nella seconda parte, formuliamo una teoria sulla comunità. Non esistono, infatti, studi che chiariscono cosa è una comunità e com’è strutturata. Formulata una teoria sulla comunità, possiamo soffermarci sulle varie comunità: Nazione, scuola, famiglia,  … ed illustrare il processo di disgregazione causato dall’ideologia dei diritti umani. Di questo ci occuperemo in successivi scritti.

PARTE PRIMA: Statuto Albertino vs Costituzione Repubblicana.

Gli Stati moderni si fondano su una Costituzione, cioè su un insieme di norme che formano l’ossatura istituzionale dell’intero ordinamento giuridico. Lo Statuto Albertino è stata la carta costituzionale del Regno d’Italia. Esso è rimasto in vigore fino alla caduta del Regno e l’avvento della Repubblica. Dopo la proclamazione della Repubblica, l’odierna Costituzione ha sostituito lo Statuto Albertino. 

Statuto Albertino e Costituzione Repubblicana constano di due parti. Nella prima parte si affermano principi di carattere generale; nella seconda, ben più corposa, sono descritti ruoli e funzioni degli Organi Istituzionali. La seconda parte delle due costituzioni è pressoché identica. Le differenze sostanziali concernono i ruoli e le funzioni del Sovrano rispetto a quelli del Presidente della Repubblica.

Le differenze tra le due costituzioni si riscontrano soprattutto nella prima parte, quella dei principi. In questo scritto ci soffermiamo proprio sui principi, che costituiscono le linee guida delle due costituzioni.

Lo Statuto Albertino pone a fondamento delle Istituzioni del Regno, il bene della Patria. Nella premessa dello Statuto è scritto: … nella fiducia … che la Nazione libera, forte e felice si mostrerà sempre più degna dell’antica fama, e saprà meritarsi un glorioso avvenire. L’avvenire glorioso della Nazione è auspicato prima ancora che sia sancita la sacralità e inviolabilità della persona del Re (art. 4 dello Statuto). Nello Statuto Albertino è fissato l’obiettivo delle Istituzioni del Regno: l’avvenire glorioso della Nazione.

 I nostri padri costituenti hanno modificato l’obiettivo delle istituzioni nazionali. Con la nascita della Repubblica Italiana, le Istituzioni della Nazione Italia perseguono come fine, non più il glorioso avvenire dell’Italia, ma il riconoscimento/garanzia dei diritti della “persona umana”. 

I redattori dello Statuto Albertino, nella contrapposizione d’interessi e valori tra singolo e comunità, hanno messo in primo piano la comunità rispetto ai singoli. Per loro l’obiettivo fondamentale, cui dovevano mirare le leggi dei parlamentari e le azioni dei funzionari dello Stato era l’avvenire glorioso della Nazione. I nostri padri costituenti, nella contrapposizione d’interessi e valori tra singolo e comunità, hanno messo in primo piano i singoli rispetto alla comunità. Per loro l’obiettivo fondamentale, cui dovevano mirare le leggi dei parlamentari e le azioni dei funzionari dello Stato era la garanzia dei diritti umani dei singoli.

I redattori dello Statuto Albertino dopo aver scelto di avvantaggiare la comunità rispetto ai singoli, a tutela dei diritti individuali hanno posto dei limiti all’azione del legislatore e dei funzionari dello Stato. Dopo la premessa iniziale, nello Statuto Albertino sono scritti gli articoli che garantiscono: la libertà individuale, la libertà di stampa, l’inviolabilità del domicilio, l’inviolabilità della proprietà, il diritto ad adunarsi pacificamente. Queste garanzie costituzionali sono introdotte come limiti ai poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Le Istituzioni del Regno e i funzionari del Regno, infatti, non avevano, in linea di principio generale, alcun dovere nei confronti dei singoli cittadini, se non quello rispettare i diritti che lo Statuto garantiva. Il loro dovere fondamentale era quello di agire per il glorioso avvenire della Nazione.

I nostri padri costituenti dopo aver scelto di avvantaggiare i singoli rispetto alla comunità, a tutela della comunità hanno posto delle situazioni eccezionali nelle quali il legislatore e il funzionario dello Stato può agire contro i diritti individuali per il bene comune. Fuori da queste situazioni eccezionali, i diritti umani non possono essere negati. Le Istituzioni della Repubblica e i funzionari della Repubblica, infatti, non hanno, in linea di principio generale, alcun dovere nei confronti della comunità, se non quello di tutelarla in circostanze eccezionali. Il loro dovere fondamentale è quello di agire a garanzia dei diritti della persona umana..

 I primi dodici articoli della Costituzione italiana disciplinano i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico, principi che sono quasi tutti riconducibili ai diritti dell’uomo. 

L’articolo 2 dei Principi Fondamentali recita: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, …. Questi diritti valgono come singolo, cioè come individuo al di fuori della comunità e nelle formazioni sociali, cioè dentro una comunità.

Nella Costituzione Repubblicana sono reiterati i limiti ai tre poteri dello Stato già presenti nello Statuto Albertino. Inoltre, sono introdotti “doveri” che le Istituzioni della Repubblica hanno nei confronti dei singoli. Ricordiamone alcuni:

1) E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese (art.3 dei PRINCIPI FONDAMENTALI.)

2) Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge (art.10 dei PRINCIPI FONDAMENTALI.)

3) Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione (art.24 dei RAPPORTI CIVILI.)

4) La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti (art.32 dei RAPPORTI ETICO-SOCIALI.)

5) Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale (art.38 dei RAPPORTI ECONOMICI.)

6) Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale (art.38 dei RAPPORTI ECONOMICI.)

Di fatto la Costituzione Repubblicana mette le Istituzioni al servizio del cittadino e dello straniero avente diritto. È rovesciato il ruolo dei funzionari dello Stato. Essi non sono più al servizio della Nazione; sono al servizio del singolo. Essi, infatti, non agiscono in funzione dell’avvenire glorioso della Nazione, ma agiscono per la tutela dei diritti del singolo.

Nella Costituzione Repubblicana i diritti della persona umana acquisiscono uno status di “sacralità”. Nello Statuto Albertino era “sacra” la persona del Re che era definita “inviolabile”. Il principio di sacralità è chiaramente espresso nell’art. 2 dei PRINCIPI FONDAMENTALI: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti “inviolabili” dell’uomo …

A sostegno della sacralità dei diritti della persona umana, viene sancita la punizione dei funzionari pubblici che violano i diritti del singolo:

1) E’ punita la violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà (art.13 dei RAPPORTI CIVILI)

2) I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici (articolo 28 dei RAPPORTI CIVILI).

PARTE SECONDA: la comunità

Su Wikipedia la comunità è definita come un insieme d’individui che condividono uno stesso ambiente – sia esso fisico e/o tecnologico- formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi territoriali, linguistici, religiosi, economici e da interessi comuni.

Questa definizione è molto semplice e non coglie la complessità organizzativa delle comunità umane. A nostro avviso, la comunità umana è un mega-organismo costituito da un insieme d’individui. Essi sono organizzati attraverso ruoli e funzioni; hanno come obiettivo il bene comune e interagiscono sulla base di un sistema motivazionale ripartito in:“costrittivo” e “responsivo”. L’interazione può essere superiore/subordinato o inter pares.

Il sistema motivazionale

Molti studiosi di psicologia cognitiva concordano sulla tesi secondo la quale, in vista del raggiungimento di determinati obiettivi adattivi, esistono dei sistemi psicobiologici frutto dell’evoluzione, omologhi nell’uomo e negli animali, che regolano sia i comportamenti ma anche le emozioni utili a raggiungere l’obiettivo desiderato. Tali sistemi sono detti sistemi motivazionali. Per ogni obiettivo fondamentale alla sopravvivenza è previsto un sistema motivazionale specifico.

Soffermiamoci su tre obiettivi adattivi: riproduzione (conservazione della specie), approvvigionamento del cibo, difesa da predatori (sopravvivenza). A ogni obiettivo corrisponde un sistema motivazione che si concretizza in una serie di comportamenti. Un animale, quindi, realizza comportamenti funzionali alla riproduzione, alla ricerca del cibo e alla difesa da predatori. Ogni comportamento si affina con l’apprendimento oppure attraverso meccanismi evolutivi.

Il ruolo e le funzioni

Può accadere che, attraverso processi evolutivi, si formi una comunità nella quale a ogni sistema motivazionale (insieme di comportamenti) corrisponde un “ruolo” che il singolo ha nella comunità.  Ciò è accaduto nella comunità delle formiche. In queste comunità sono presenti tre ruoli: regina, operaia e soldato. La funzione della formica regina è di deporre le uova; la funzione della formica operaia è quella di provvedere all’approvvigionamento del cibo e alla cura del formicaio; la funzione della formica soldato è di difendere il formicaio dai predatori. Possiamo definire le funzioni come l’insieme degli obiettivi che discendono dal ruolo.

Ciascun ruolo richiede regole comportamentali innate. Inoltre, il ruolo accomuna e differenzia le formiche. Le formiche soldato sono simili per conformazione e hanno le stesse regole comportamentali, cioè lo stesso sistema motivazionale. La formica soldato è diversa dalla formica operaia per conformazione e per regole comportamentali. I ruoli, infine, determinano le interazioni sociali. Tra formica operaia, formica soldato e formica regina le relazioni sono di pari grado, cioè inter pares. Nel formicaio manca il ruolo di capo, cui gli altri ruoli sono subordinati. 

Se confrontiamo la comunità delle formiche con l’individuo “mantide religiosa”, possiamo chiarire alcune caratteristiche della comunità. La mantide religiosa provvede da sola a difendersi, procacciarsi il cibo e riprodursi. Realizza questi tre obiettivi con tre sistemi motivazionali diversi, ciascuno dei quali implica determinati comportamenti. Nella comunità delle formiche, i tre sistemi motivazionali sono legati ai ruoli e ogni singola formica ha uno specifico sistema motivazione. Esso ne determina i comportamenti.

Sistema motivazionale individuale e sociale

I sistemi motivazionali della mantide religiosa sono funzionali al benessere individuale. Nella comunità delle formiche, invece i sistemi motivazionali sono strutturati su un diverso obiettivo: la difesa del nido, cioè della comunità. Differenziamo il sistema motivazionale in: individuale e sociale. Essi si differenziano per l’obiettivo. Il “sistema motivazionale individuale” ha per obiettivo la salvaguardia e il benessere del singolo; il “sistema motivazionale sociale” ha per obiettivo il benessere e la salvaguardia della comunità.

E’ ovvio che la singola formica, qualunque sia il suo ruolo nella comunità, agisca anche per salvaguardare se stessa. Nella formica, però, l’obiettivo della salvaguardia individuale è subordinato all’obiettivo della salvaguardia della comunità. La formica che ha il ruolo di “soldato” non indietreggia mai davanti al nemico; lotta fino alla morte poiché il suo sistema motivazionale sociale prevale sul sistema motivazionale individuale e ne determina i comportamenti.

In una comunità, ruolo e sistema motivazionale sociale sono indissolubilmente legati come due facce della stessa medaglia. Il sistema motivazionale sociale della formica soldato è proprio di quel ruolo.

Organismo e mega-organismo

Possiamo definire un “organismo” come un insieme di organi strutturati in apparati e sistemi. Ogni organo è formato da tessuti in cui singole cellule hanno la stessa funzione. Per esempio, il rene è un organo vitale formato da “nefroni” che hanno la funzione di filtrare il sangue.

La comunità delle formiche possiamo definirla come un “mega-organismo” costituito da tre organi cui corrispondono i tre ruoli: soldato, regina, operaia. La singola formica operaia corrisponde al nefrone. L’insieme delle formiche operaie corrisponde al rene. Il rene ha la funzione di salvaguardare l’organismo, filtrando il sangue; l’insieme delle formiche operaie ha la funzione di salvaguardare la comunità, procacciando cibo e curando il nido.

Relazioni superiore/subordinato e inter pares

I membri di ogni comunità umana hanno due tipologie d’interazione: inter pares (tra pari) e superiore/subordinato. Queste interazioni dipendono dai ruoli. Soffermiamoci sulla famiglia, sui ruoli dei membri che la compongono e sui sistemi motivazionali sociali legati al ruolo. Ipotizziamo una famiglia di quattro individui: Francesco, Isabella, Anna e Daniele. Ciascuno di essi, all’interno della famiglia ricopre due ruoli. Francesco è marito e padre; Isabella è moglie e madre; Anna è figlia e sorella; Daniele è figlio e fratello. Nella famiglia, la relazione inter pares è tra marito (Francesco) e moglie (Isabella), e tra fratello (Daniele) e sorella (Anna). La relazione superiore/subordinato è tra i genitori (Francesco e Isabella) e i figli (Daniele e Anna). 

I due sistemi motivazionali, sociale e individuale, sono forza coesiva e, a volte, disgregante la comunità. Il sistema motivazionale sociale è una forza coesiva, che rende la famiglia, una comunità coesa.

Il sistema motivazionale individuale può essere forza disgregante. Ciò accade quando le azioni finalizzate al proprio benessere si rivelano dannose per la famiglia. Il tradimento del coniuge, per esempio, è un’azione finalizzata al benessere individuale ma disgregante la famiglia.

Sistema responsivo

Definiamo “sistema responsivo” il sistema motivazionale sociale finalizzato alla coesione della comunità cui si appartiene.

Una  comunità responsiva ideale è quella in cui le interazioni tra gli individui avvengono solo sul piano responsivo (interscambio di conoscenze, fiducia, stima, rispetto, competenze, ecc., finalizzate al bene comune).  La comunità responsiva ideale, però, è quasi impossibile da realizzarsi. Spesso e volentieri, infatti, gli individui agiscono per il proprio interesse (sistema motivazionale individuale) e cercano di far valere le loro ragioni con la forza e la prepotenza. Per tale motivo, in ogni comunità sono necessarie leggi, che costringono i membri a determinati comportamenti.

Sistema costrittivo

Chiamiamo“sistema costrittivo”, l’insieme delle leggi che regolano le interazioni sociali in una comunità. Una comunità, quindi, si regge sul sistema responsivo del singolo e sul sistema costrittivo delle leggi. Si tratta di due forze aggreganti. La forza coesiva responsiva è individuale; la forza coesiva delle leggi è sociale. La forza coesiva responsiva può essere raffigurata con una freccia che dall’individuo si dirige verso la comunità. Questa forza coesiva, infatti, proviene dal singolo individuo, cioè dalla sua cultura, esperienza, intelligenza, comprensione, sensibilità, ecc. La forza coesiva costrittiva delle leggi può essere raffigurata con una freccia che dalla comunità si dirige verso gli individui.  Questa energia coesiva, infatti, proviene dai rappresentanti della comunità che costringono i membri della comunità a comportamenti socialmente accettabili. Alla base del sistema responsivo c’è la dicotomia libertà/senso di responsabilità. Alla base del sistema costrittivo c’è la coazione/punizione.

Sistema responsivo e sistema costrittivo

Il sistema costrittivo delle leggi entra a far parte del sistema motivazionale sociale dell’individuo. Egli, infatti, interiorizza le leggi e ha paura delle punizioni che conseguono la non osservanza delle stesse. Il sistema motivazionale sociale dell’individuo può essere, quindi, ripartito in “sistema responsivo” e “sistema costrittivo”.

Abbiamo scritto che sistema motivazionale e ruolo sono due facce della stessa medaglia. Il sistema motivazionale è ripartito in sistema responsivo e sistema costrittivo. Il ruolo è agganciato ad ambedue i sistemi. Il ruolo, quindi, è la medaglia a due facce: una è rappresentata dal sistema responsivo, l’altra è rappresentata dal sistema costrittivo. Un individuo che ha un “ruolo” in una comunità è come Giano bifronte. Una faccia rappresenta il sistema responsivo; l’altra faccia rappresenta il sistema costrittivo delle leggi.

Le innumerevoli comunità umane

Riteniamo che nella società moderna la vita degli uomini si svolga costantemente all’interno di una  comunità. Se stiamo passeggiando da soli per strada nella città di Milano, non siamo individui isolati. Siamo cittadini milanesi; abbiamo quindi un ruolo (quello di cittadino) che dobbiamo rispettare. Questo ruolo limita i nostri gradi di libertà. Alcune azioni possiamo compierle, altre no.

Se entriamo in un bar, facciamo parte di una nuova comunità con le sue regole e i suoi ruoli. In questa comunità ci sono gli “avventori”, il “barman”, il “cassiere”, il “gestore”. Ciascuno di questi ruoli richiede specifici comportamenti. Nella comunità “bar”, le interazioni dipendono quasi esclusivamente dal sistema responsivo di ciascuno dei presenti. Non ci sono leggi scritte che costringono a mettersi ordinati in fila per la consumazione. Questa regola fa parte del nostro sistema responsivo che ci spinge a compiere azioni coesive della comunità.

Varcato il cancello della scuola in cui insegna, il cittadino Daniele entra nella comunità scolastica e acquisisce il ruolo di docente. Questo ruolo condiziona le sue azioni. Fuori dal cancello poteva litigarsi con un’altra persona. Varcato il cancello, il ruolo di docente lo obbliga a un maggior autocontrollo. Gli alunni, infatti, non devono assistere nella comunità scolastica a litigi cui prendono parte i docenti. L’autocontrollo del docente Daniele discende dal suo sistema responsivo.

Il benessere del singolo è subordinato al benessere e alla coesione delle comunità in cui opera ed agisce. In un bar in cui non si rispetta la fila e in cui è facile imbattersi in risse, quasi tutti, esclusi i prepotenti, stanno a disagio. Analogamente, in una famiglia dove i genitori agiscono quasi esclusivamente per il proprio benessere, i figli vivono situazioni di disagio.

E’ sorprendente il fatto che la coesione sociale e il benessere delle comunità non siano presi in alcuna considerazione e che addirittura non esistano studi che possano chiarire cosa è una comunità e come si tuteli.

1 pensiero su “La Costituzione Repubblicana e la comunità

  1. Caro Salvatore,ecco il mio pensiero(ma,per approfondire e chiarire,dobbiamo vederci di presenza;mentre sei qui,telefonami quando vuoi,ci facciamo una passeggiata,magari in campagna
    1)l’equivoco iniziale,a mio avviso,e’ questo:occorre fare una distinzione,come ti ho scritto l’altra volta,tra i diritti naturali,o soprannaturali,o metafisici,da rispettare,(vita,liberta’,educazione,proprieta’,onore,dignita’,ecc), ontologicamente fondati)e diritti secondari,arbitrari,relativistici,fittizi,innaturali(aborto,droga,pornografia,fumo,errori,cadute,ecc.)da rigettare in toto !
    2)i diritti della 1° parte della Costituzione sono del primo tipo,con qualche ambiguita’ e distinguo,anche perche’ furono concepiti dopo la guerra e la dittatura;ed ora che una nuova dittatura si sta realizzando,non possiamo abbandonarli,mentre gli altri,i vizi,come detto,vanno combattuti,anzi,occorrerebbe porre dei limiti all’arbitrio umano,perche’ al peggio non c’e’ fine,
    3)mentre puo’ esistere una persona-termine piu’ pregnante di individuo-senza comunita’,non puo’ esistere una comunita’ senza persone;anzi,una comunita’,vera,e’ formata da persone
    4)i diritti si accompagnano ai doveri,che vengono tacitati,ma si impongono per verita’;e’ chiaro che,se si accentuano i doveri,a scapito dei diritti,cadiamo in un regime oppressivo,se,invece,puntiamo solo sui diritti,cadiamo nell’individualismo,nel libertinismo,nell’anarchia,nell’arbitrio:in entrambi i casi,viene offesa la comunita’.
    5)nella premessa,e’ meglio usare il congiuntivo dell’indicativo:chiariscano meglio di chiariscono
    6)un paio di righe piu’ sotto,in ordine naturale:famiglia,nazione,scuola
    7)nello Statuto albertino ,il glorioso avvenire e’ auspicato,non codificato,ed in ogni caso e’ suscettibile di forzature(vedi guerre umanitarie…)
    8)diverse prerogative difendevano il Re(pensa,ora,ai privilegi del Presidente della Repubblica,che fa strame della comunita’…)
    9)una comunita’ si fonda,e sussiste,su radici etniche,di identita’,di appartenenza;ma oggi,l’Italia,purtroppo,non e’ piu’ cosi’:non e’ una comunita’,e’ frammentata,divisa, lacerata,spesso aggressiva con altri gruppi.
    10)occorre,quindi,a mio sommesso avviso,rifondare una comunita’,partendo dalle piccole comunita’-i campanili li chiamano-,per allargarsi,a cerchi concentrici,ad altre piccole comunita’,su valori condivisi,ma sempre muovendo dalle caratteristiche primarie delle persone,che solo possono fondare,e garantire,una comunita’,ovviamente, facendo strame degli pseudo-diritti di cui sopra !
    L’imperativo,del momento storico,e’ combattere la dittatura europea ,e mondiale,che attacca le comunita’,e,prima ancora,le persone.
    UNA MENZOGNA NON PUO’ DURARE PER SEMPRE(SOFOCLE).
    A presto. Mario

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