La relazione riferimento/riferito nel movimento dei corpi

Abstract
In questo scritto mostriamo come i sistemi di riferimento, utilizzati nella cinematica dei corpi, siano costrutti del sistema eracliteo che controlla l’interazione tra le periferie interne (somatiche) ed esterne (visive, tattili, uditive, olfattive e gustative). Un sistema di riferimento fa parte dell’interazione tra due spazi periferici, di cui uno è riferimento e l’altro è riferito. Trattandosi di due spazi periferici, l’interazione è codificata dal sistema eracliteo.

La funzione di supporto

Abstract
Sappiamo che le elaborazioni delle informazioni codificate dai recettori sensoriali degli organi di senso e della sensibilità somatica muscolo/scheletrica seguono due vie distinte che si differenziano in modo evidente nelle aree associative. Alcune informazioni proiettano alla corteccia parietale (via del dove) e altre informazioni proiettano alle cortecce associative (via del che cosa). Questa nostra conoscenza ci fa supporre che le due vie codifichino funzioni generali distinte l’una dall’altra. Sulla base di questa ripartizione di carattere generale, abbiamo ipotizzato che il sistema nervoso percettivo/motore sia ripartito in due sottosistemi che abbiamo chiamato sistema parmenideo e sistema eracliteo. Il sistema parmenideo è l’insieme dei circuiti neurali che utilizza le informazioni codificate ed elaborate lungo la via del “che cosa”; il sistema eracliteo è l’insieme dei circuiti neurali che utilizza le informazioni codificate ed elaborate lungo la via del “dove”. In questo scritto formuliamo l’ipotesi che il sistema eracliteo supporta il sistema parmenideo. Supponiamo, per esempio, di osservare una macchina in movimento. Il sistema eracliteo fronto/parietale aggancia la macchina con gli occhi e mantiene il contatto visivo con essa. La macchina diventa a tutti gli effetti, un prolungamento del soma. L’informazione, in tal modo, passa direttamente dalla periferia esterna (macchina) al centro (sistema nervoso centrale), consentendo al sistema parmenideo di elaborare l’informazione, di riconoscerla e strutturarla.

Il reticolo cognitivo

Abstract
La rete associativa-semantica del sistema parmenideo ha una duplice organizzazione: reticolare e strutturale. Questa rete è ripartita in innumerevoli reticoli cognitivi, ciascuno dei quali è composto di “enti finiti”, associati l’uno all’altro. Il reticolo cognitivo è, quindi, un’unità associativa di enti finiti in cui è ripartita rete associativo-semantica. L’“unità cognitiva strutturata” è quell’unità formata da singoli enti, scelti da reticoli cognitivi, strutturati per livelli. In altre parole, il sistema parmenideo sceglie dai reticoli cognitivi gli elementi che vengono successivamente strutturati in una unità cognitiva strutturata. In questo scritto si analizzano alcuni reticoli cognitivi e alcune unità cognitive strutturate del linguaggio orale e scritto.

La percezione categoriale

Abstract
Il sistema eracliteo realizza la percezione segmentale; il sistema parmenideo realizza la percezione categoriale. Supponiamo di ascoltare la parola “cavolfiore”. Con la percezione segmentale, il sistema eracliteo attiva una mappa che codifica il passaggio ordinato nel tempo dalla parola “cavol” alla parola “fiore”: cavol → fiore. Col la percezione categoriale, il sistema parmenideo attiva uno schema in cui i fonemi sono strutturati in sillabe, le sillabe in parole, le parole in un sintagma. Fonemi, sillabe, parole e sintagma entrano nella rete associativa e semantica.

L’afasia di conduzione

L’afasia di conduzione è una forma rara di afasia, cioè di difficoltà nel parlare. E’ caratterizzata da una comprensione uditiva intatta, una produzione del linguaggio coerente ma parafasica e difficoltà nella ripetizione. Le persone colpite sono pienamente in grado di comprendere ciò che stanno ascoltando ma mostrano una notevole difficoltà a ripetere le frasi, in particolare quando le frasi aumentano in lunghezza e complessità. Queste persone, inoltre, commettono frequenti errori durante il discorso spontaneo, come la sostituzione o la trasposizione di suoni. Sono anche consapevoli dei loro errori e mostrano notevoli difficoltà a correggerli. In questo scritto l’afasia di conduzione è interpretata come un danno a mappe parietali del sistema eracliteo.

La percezione del linguaggio orale e scritto

Abstract
Nella percezione del linguaggio orale gli schemi parmenidei si attivano a tutti i livelli: fonemico, sillabico, verbale, sintagmatico e frasale; le mappe eraclitee si attivano soltanto a livello verbale, sintagmatico e frasale. L’attivazione delle mappe è funzionale all’inserimento degli “enti eraclitei” nella rete semantica. Nella percezione del linguaggio scritto, gli schemi parmenidei non si attivano ad alcun livello; si attivano invece, ad ogni livello le mappe eraclitee che concorrono al riconoscimento.

Il linguaggio orale

Abstract
Il linguaggio orale ha una duplice organizzazione parmenidea ed eraclitea. Il sistema parmenideo (area di Broca/area di Wernicke) utilizza schemi di strutturazione funzionali alla fonoarticolazione; il sistema eracliteo (corteccia fronto/parietale) utilizza mappe temporali, funzionali al passaggio da una fonoarticolazione all’altra. Gli schemi di strutturazione e le mappe sono organizzati per livelli. Al primo livello la strutturazione concerne foni e sillaba, mentre la mappa temporale è fonologica; al secondo livello la strutturazione concerne sillabe e parola, mentre la mappa temporale è sillabica; al terzo livello la strutturazione concerne parole e sintagma, mentre la mappa temporale è verbale (delle parole); al quarto livello la strutturazione concerne sintagmi e frase, mentre la mappa temporale è sintagmatica; al quinto livello la strutturazione concerne frasi e periodo, mentre la mappa temporale è frasale.

La prosopagnosia

Abstract
La prosopagnosia (o prosopoagnosia) è un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne sono colpiti di riconoscere i tratti d’insieme dei volti delle persone. Alcuni autori distinguono due forme di prosopagnosia: appercettiva e associativa. La prima causata è da lesioni parietali del sistema eracliteo; la seconda è causata da lesioni temporo-occipitali del sistema parmenideo. In questo scritto si interpreta la prosopagnosia appercettiva come un disturbo della memoria discriminate e la prosopagnosia associativa come un disturbo della memoria tutto/parte.

Magnitudo e grandezza

Abstract
Caratteristica dell’’obiectum eracliteo è la grandezza, mentre caratteristica della skené eraclitea è la magnitudo. Grandezza e magnitudo sono figure/forme delimitate da una faccia con una dimensione in meno. La faccia che delimita la grandezza è spazio virtuale; la faccia che delimita la magnitudo è spazio sostanziale. Le facce, che delimitano gli enti tridimensioni e bidimensionali, possono essere frazionate dal sistema eracliteo in parti. Le parti, inoltre possono essere riunificate. Grandezze e magnitudo di obiecti e skené unidimensionali hanno due facce delimitanti adimensionali immodificabili.

Obiectum e skené

Abstract
Il sistema eracliteo codifica interazioni spaziali e temporali. Affinché si abbia un’interazione, è necessario che gli spazi o i tempi siano almeno due. Si tratta dello spazio (o del tempo) della figura e dello spazio (o del tempo) dello sfondo. Figura e sfondo possono essere sostanziali o virtuali. La figura sostanziale con lo sfondo virtuale genera l’“obiectum” (dal latino: obiectum = oggetto). Lo figura virtuale con lo sfondo sostanziale genera la “skené” (dal greco: skené = scena).