Il circuito fonoarticolatorio semantico

Abstract
Il “circuito fonoarticolatorio semantico” è circuito percettivo/motore parmenideo di livello più alto rispetto al circuito di Broca/Wernicke. Mentre il circuito di Broca/Wernicke struttura forme linguistiche; il circuito fonoarticolatorio semantico struttura direttamente “parole”, indirettamente, “concetti”. Le unità articolari dei circuiti percettivo/motori parmenidei sono strutturate in base ad un criterio che stabilisce dei due elementi quale è dominante e quale è sottodominante. Nella strutturazione della sillaba la dominanza è data dalla sonorità. Nella strutturazione delle parole, la dominanza è data dall’accento. Nella strutturazione della frase la dominanza è data attraverso la relazione logica riferimento/riferito. La parola che funge da riferito è dominante rispetto a quella che funge da riferimento.

Il circuito di Broca/Wernicke

Abstract
La fonoarticolazione è organizzata in due livelli motori. Il primo livello coinvolge la corteccia motrice primaria e la corteccia somatosensitiva primaria. La corteccia motrice primaria col suo gioco combinatorio muove i muscoli degli organi fonatori. La corteccia somatosensitiva, col suo gioco combinatorio, percepisce i movimenti dei muscoli e degli organi fonatori. Corteccia motrice primaria e corteccia somatosensitiva primaria fanno parte di un circuito percettivo/ motorio degli organi dell’apparato fonoarticolatorio. Il secondo livello concerne l’area di Broca e l’area di Wernicke. La corteccia premotoria (area di Broca) muove i muscoli, strutturandoli e concomitantemente struttura le forme sonore. L’area di Wernicke, memorizza le forme sonore strutturate. L’area di Broca e l’area di Wernicke fanno parte un circuito percettivo/motorio delle forme sonore linguistiche.

Forme, grandezze e movimenti

Abstract
Il sistema eracliteo codifica grandezze; il sistema parmenideo codifica forme. L’ente, che nelle aree percettive primarie, è unità figura/sfondo, per il sistema parmenideo è una forma, per il sistema eracliteo è una grandezza. Il sistema eracliteo e il sistema parmenideo si differenziano anche per quanto concerne i movimenti. Il sistema parmenideo codifica movimenti intrinseci, il sistema eracliteo codifica movimenti estrinseci. I movimenti intrinseci concernono le interazioni percettivo/motorie di un singolo ente frazionato in distretti. I movimenti estrinseci concernono le interazioni percettivo/motorie tra due “enti”. Il sistema eracliteo si occupa dei movimenti estrinseci (soma/scena, mano/oggetto, ecc.). Il sistema parmenideo si occupa dei movimenti intrinseci, concernenti un singolo ente. La fonoarticolazione è movimento intrinseco del sistema parmenideo.

L’organizzazione del movimento a livello delle aree primarie

Abstract
I movimenti sono organizzati per livelli. Il livello più basso concerne i riflessi, le articolazioni di muscoli tendini e ossa e la deambulazione. I motoneuroni e neuroni sensoriali preposti al controllo di questi movimenti sono situati nel midollo. Un livello più alto dell’organizzazione dei movimenti concerne la direzione e la forza del movimento degli arti e la fonoarticolazione. I motoneuroni e i neuroni sensoriali preposti al controllo della direzione e della forza dei movimenti degli arti e alla fonoarticolazione si trovano nella corteccia motrice primaria e la corteccia somatosensitiva primaria. Forza e direzione dei movimenti degli arti e fonoarticolazione non sono codificate da singoli neuroni, ma da popolazioni di neuroni che interagiscono in un gioco combinatorio. Questi due livelli, midollare e delle aree primarie, codificano movimenti intrinseci allo stesso ente.

L’organizzazione del movimento a livello del midollo

Abstract
Sappiamo che i movimenti sono organizzati per livelli. Il livello più basso è quello concernente il midollo spinale. A questo livello sono organizzati i riflessi, i movimenti articolari degli arti e la deambulazione. In questo primo livello, l’interazione meccanica concerne esclusivamente tessuti esterni al sistema nervoso. Questi tessuti sono muscoli, tendini e ossa. A questo livello, il ruolo dei neuroni è esclusivamente di controllo, cioè esecutivo/percettivo. Manca l’organizzazione meccanica (spazio)/temporale dei neuroni che è presente a livelli motori superiori.

Differenza tra preposizioni e avverbi di luogo

Abstract
Il sistema eracliteo codifica grandezze formate da una faccia delimitante e di uno spazio delimitato. La faccia delimitante ha una dimensione in meno dello spazio delimitato. Due facce delimitanti generano un piano che delimita due spazi. Con le preposizioni designiamo lo spazio delimitato da una faccia. Con gli avverbi designiamo lo spazio delimitato da una faccia che fa parte di un piano a due facce delimitanti. In questo scritto analizziamo le differenze tra la coppia di avverbi “dentro/fuori” e la preposizione “in” e la coppia di avverbi “sopra/sotto” e la preposizione “su”.

Agnosia per la forma, agnosia trasformazionale, agnosia integrativa.

Abstract
Humphreys e Riddoch (1987) hanno proposto un’interpretazione delle agnosie legata alla modularità del processo percettivo. Questo modello prevede stadi di elaborazione diversi che possono essere lesi singolarmente e indipendentemente gli uni dagli altri. Il disturbo percettivo può dare origine a tre forme principali di agnosia: agnosia per la forma, agnosia integrativa, agnosia trasformazionale. In questo scritto analizziamo queste tre agnosie sulla base della distinzione tra forma parmenidea e grandezza eraclitea.

Forme e grandezze

Abstract
L’unità figura/sfondo della corteccia percettiva è codificata nella corteccia associativa come forma che si staglia sullo sfondo; nella corteccia parietale, invece, è codificata come grandezza, delimitata da una o più facce di una dimensione più piccole. Le forme sono “enti parmenidei”; le grandezze sono “enti eraclitei”. In questo nuovo scritto analizziamo le differenze tra le grandezze e le forme.

L’agnosia appercettiva

Abstract
Lissauer (1890) differenziò due tipi di agnosia: agnosia appercettiva e agnosia associativa. La prima è generata da lesioni parietali; la seconda è generata da lesione nelle aree associative. Per Lissauer, l’agnosia appercettiva è un disturbo concernente l’integrazione dei dati sensoriali elementari in forme complesse e strutturate. Il disturbo associativo nasce da una disconnessione tra la rappresentazione percettiva dell’oggetto (forma complessa strutturata) e le conoscenze immagazzinate relative agli oggetti conosciuti. Formuliamo l’ipotesi che l’atto percettivo sia una misurazione di grandezze spaziali e temporali, realizzato da un “organo” capace di generare grandezze da utilizzare come strumento di misura. L’atto percettivo è funzione del sistema eracliteo ed è realizzato da circuiti premotori/parietali. Secondo questa ipotesi, l’agnosia appercettiva è un disturbo percettivo e non di riconoscimento.

La percezione delle grandezze

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L’atto percettivo di una grandezza esterna al nostro corpo è una misurazione. Con un organo interno, che può generare qualsiasi ampiezza, misuriamo la grandezza intrinseca dell’“ente esterno”. La grandezza intrinseca dell’“ente esterno” è codificata dalla corteccia parietale; l’organo misuratore interno è controllato dalla corteccia premotoria. Circuiti premotori/parietali visivi, tattili e uditivi percepiscono grandezze. Il disorientamento visivo è una patologia, causata da lesioni occipito/parietali, in cui il paziente ha difficoltà nella percezione delle grandezze spaziali.