Gli elementi fondamentali del pensiero

Abbiamo supposto che funzione fondamentale dell’io so e dell’io agisco sia quella di codificare insiemi ordinati. Gli elementi degli insiemi ordinati dell’io so sono concetti; gli elementi degli insiemi ordinati dell’io agisco sono oggetti fisici spaziali, temporali e spazio/temporali.  A titolo di esempio d’insiemi ordinati dell’io so, abbiamo illustrato il reticolo concernente i caratteri della lettera “a”, che può essere scritta in corsivo minuscolo (a), stampatello minuscolo (a), corsivo maiuscolo (A), stampatello maiuscolo (A).  A titolo d’esempio degli insiemi ordinati dell’io agisco, abbiamo illustrato l’insieme ordinato delle lettere che compongono una parola. Per esempio, la parola “correre” è costituita dal seguente insieme ordinato: c → o → r → r → e → r → e.

Quando raccontiamo eventi, il nostro io penso può assumere due punti di vista. Si tratta del punto di vista del soggetto agente/percepente e del punto di vista dell’osservatore esterno. Possiamo raccontare l’accaduto come se fossimo noi stessi a realizzarlo oppure come se noi fossimo spettatori di quanto realizzato da altri.

I verbi più usati in molte lingue sono il verbo “essere” e il verbo “avere”. Il verbo “essere” è funzionale a descrivere il punto di vista di un osservatore esterno. Il verbo “avere” è funzionale a descrivere il punto di vista del soggetto agente/percepente. Consideriamo la fame e la sete. Quando affermiamo che qualcuno ha fame o sete, descriviamo l’evento dal punto di vista del soggetto agente/percepente. Per tale motivo utilizziamo il verbo “avere”. Diciamo, infatti: “il bambino ha fame”, mettendoci dal punto di vista del bambino. Diciamo invece: “Il bambino è contento”. In questa circostanza, ci mettiamo dal punto di vista di un osservatore esterno.

In una frase, per capire qual è il punto di vista di chi racconta, basta osservare l’ausiliare dei tempi composti. Quando, in italiano, si usa l’ausiliare “avere”, il punto di vista di chi racconta è il soggetto agente/percepente. Quando, in italiano, si usa l’ausiliare “essere”, il punto di vista è di un osservatore esterno.

Il diverso punto di vista modifica l’ambiente all’interno del quale si collocano gli interpreti. Quando ci mettiamo dal punto di vista del soggetto agente/percepente, siamo all’interno della scena ambientale, cui compartecipano altri attori/oggetti. Quando ci mettiamo dal punto di vista di un osservatore esterno, siamo all’esterno della scena ambientale di cui fanno parte attori e oggetti percepiti.

Il diverso punto di vista di chi racconta è espresso tramite tre costruzioni della frase: transitiva, intransitiva/inergativa, intransitiva/inaccusativa. Nella costruzione transitiva e intransitiva/inergativa, il punto di vista è quello del soggetto agente/percepente (ausiliare avere); nella costruzione intransitiva/inaccusativa, il punto di vista di chi racconta è quello dell’osservatore esterno (ausiliare essere).

La costruzione transitiva richiede un insieme ordinato di almeno tre elementi: soggetto, predicato e oggetto diretto; le costruzioni intransitive (inergativa e inaccusativa) richiedono un insieme ordinato di almeno due elementi: soggetto e predicato.

Verbi inergativi, che si costruiscono con l’ausiliare “avere” senza l’oggetto diretto, sono: “correre”, “passeggiare”, “camminare”, “pranzare”, sorridere, scherzare, ecc. Quando utilizziamo questi verbi, il punto di vista è quello del soggetto agente/percepente.

L’io penso codifica pensieri, che sono insiemi ordinati. Un pensiero può essere un atto o un evento. Gli elementi fondamentali dell’atto sono: soggetto, predicato, oggetto diretto e oggetto indiretto (costruzione transitiva) oppure soggetto, predicato e oggetto indiretto (costruzione inergativa); gli elementi fondamentali dell’evento sono: soggetto, predicato e oggetto indiretto (costruzione intransitiva/inaccusativa).

Introduciamo il concetto di ruolo. Gli “elementi” e i “sottoinsiemi” che compongono il pensiero, possono avere due ruoli: “dominante” e “sottodominante”. Il pensiero è una struttura ad albero in cui si legano costantemente due componenti, uno dominante e uno sottodominante. Nel legame interattivo tra i due componenti, quello dominante mantiene il significato, mentre quello sottodominante arricchisce il significato del componente dominante.

Chiariamo con un esempio. Nell’insieme ordinato predicato/oggetto diretto, l’elemento dominante è il predicato, mentre l’elemento sottodominante è l’oggetto diretto. Questa distinzione si evince dai significati. Per esempio, “mangiare” è un sintagma verbale, “la pasta” è un sintagma nominale, “mangiare la pasta” è un sintagma verbale. “Mangiare” è un’azione; “la pasta” è un oggetto; “mangiare la pasta” è un’azione. Il legame interattivo tra “azione” (mangiare) e “oggetto” (la pasta) genera un’azione (mangiare la pasta). L’oggetto diretto (la pasta) arricchisce il significato espresso dal verbo “mangiare”.

Nelle costruzioni inergativa, transitiva e intransitiva i ruoli sono fissi. Soggetto, predicato, oggetto e oggetto indiretto hanno ruoli predeterminati. Il pensiero ha una precisa organizzazione costituita da “insiemi”, “sotto-insiemi” e “elementi”, strutturati “ad albero”.  Osserviamo l’immagine in basso. L’io penso codifica eventi e atti. Sia l’evento, sia l’atto sono insiemi ordinati ripartiti in sottoinsiemi ed elementi. Ciascun elemento e ciascun sottoinsieme può essere dominante oppure sottodominante. Le componenti dominanti sono scritte in corsivo.

Figura 1. L’io penso codifica atti o eventi. L’atto è un insieme ordinato di tre elementi fondamentali: soggetto, predicato e oggetto diretto. Predicato e oggetto diretto formano un sottoinsieme nel quale il predicato è dominante mentre l’oggetto diretto è sottodominante. L’elemento soggetto e il sottoinsieme predicato/oggetto formano un sottoinsieme nel quale il sottoinsieme predicato/oggetto è dominante mentre l’elemento soggetto è sottodominante. L’evento è un insieme ordinato di quattro elementi fondamentali: soggetto, predicato, oggetto diretto e oggetto indiretto. Predicato e oggetto diretto formano un sottoinsieme nel quale il predicato è dominante mentre l’oggetto diretto è sottodominante. L’elemento oggetto indiretto e il sottoinsieme predicato/oggetto formano un sottoinsieme nel quale il sottoinsieme predicato/oggetto è dominante mentre l’elemento soggetto è sottodominante. Il sottoinsieme predicato/oggetto diretto/oggetto indiretto e l’elemento soggetto formano un insieme ordinato nel quale la componente dominante è il sottoinsieme predicato/oggetto diretto/oggetto indiretto.

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