Le funzioni dell’io so e dell’io agisco

Nello scritto precedente ci siamo soffermati sull’io so, sull’io penso e sull’io agisco. Abbiamo ipotizzato che ciascun “io” sia la “personificazione” di un insieme di circuiti neurali interagenti, costituiti, per quanto concerne le aree corticali superiori, dalla corteccia prefrontale, dalla corteccia associativa dalla corteccia premotoria e dalla corteccia parietale. Le funzioni di ciascun “io”sono molteplici e le differenze tra i tre “io” sono da ricondurre alle diverse funzioni di ciascun “io”. Ciascun “io”, quindi, esegue più funzioni e ogni diversa funzione è realizzata da diversi circuiti neurali.

Per quanto concerne l’io penso, abbiamo supposto che una delle sue funzioni più importanti sia quella “scegliere” tra più opzioni. In questo scritto cerchiamo di ricondurre le molteplici funzioni, sia dell’io agisco sia dell’io so, a una singola funzione di carattere generale, ripartita in sotto-funzioni. Ciò ci consente di “organizzare” le funzioni dei due “io”.Attraverso quest’organizzazione funzionale, possiamo distinguere i vari circuiti dell’io agisco e dell’io so.

Osserviamo l’immagine in basso. Sia l’io agisco sia l’io so realizzano una funzione generale. I circuiti, di cui l’io so e l’io agisco sono composti, espletano sotto-funzioni della funzione generale (figura 1).

Figura 1. Ripartizione della funzione generale dell’io agisco e dell’io so in sotto-funzioni. La funzione generale è realizzata dall’insieme dei circuiti neurali che formano ciascun “io”. Le singole sotto-funzioni sono realizzate da specifici circuiti neurali. Questa impostazione metodologica ci consente di mettere ordine alla complessità dei due “io”.  

Ipotizziamo che una delle funzioni generale della mente sia di codificare “insieme ordinati”. L’io agisco codifica insiemi ordinati per categorie; l’io penso codifica insiemi ordinati per associazione. Le categorie sono tre: spazio, tempo e spazio/tempo. Gli elementi degli insiemi ordinati dell’io agisco fanno parte dell’“hic et nunc” (soma, scena, oggetti, animali, ecc.); gli elementi degli insiemi ordinati dell’io so, sono “concetti”.

L’io agisco, quindi, si occupa della realtà di tutti i giorni. Tutto ciò che percepiamo, tutto ciò con cui interagiamo, fa parte dell’“hic et nunc” (qui e ora) di competenza dell’io agisco. Tutti gli “enti” della “realtà esterna” con cui interagiamo e i nostri stessi distretti corporei sono “elementi” degli insiemi ordinati dell’io agisco. Per esempio, gli “elementi” degli insiemi ordinati dell’io agisco sono la “forchetta” che prendiamo e la “mano” con cui afferriamo la forchetta; gli “elementi” degli insiemi ordinati dell’io agisco sono le “parole”, le “sillabe” che pronunciamo.

Il mondo dell’io so è l’iperuranio di Platone. Gli “elementi” degli insiemi ordinati dell’io so sono i concetti.

L’ordine degli elementi dell’io agisco  è  spaziale, temporale o spazio/temporale. L’ordine degli elementi dell’io so è associativo. La funzione generale dell’’io agisco  è quella di codificare “insiemi ordinati” per categorie: spazio, tempo e spazio/tempo. L’ordine degli “elementi” di ciascun insieme può, quindi, essere: spaziale, temporale e spazio-temporale. Ogni circuito neurale dell’io agisco si differenzia dagli altri per gli “elementi” ordinati, per categoria (spazio, tempo e spazio/tempo) e per i parametri categoriali. Fanno parte dei parametri categoriali la direzione, l’orientamento, il dentro/fuori, ecc. (vedi avanti).

L’ordine degli elementi dell’io so è associativo. Ogni circuito neurale dell’io so si differenzia dagli altri solamente per i “concetti” che sono ordinati in quell’associazione.

Osserviamo l’immagine in basso. È illustrata una delle funzioni generali della mente: codificare insiemi ordinati. L’io so mette in ordine associativo “concetti”; l’io agisco mette in ordine spaziale, temporale e spazio/temporale “enti reali”. L’ordine dell’io agisco può essere di conformazione, direzionale, dentro/fuori, ecc. (figura 2).

Figura 2. Ipotesi relativa ad una funzione generale della mente: “codificare insiemi ordinati”. L’io so codifica insiemi ordinati per associazione; l’io agisco codifica insiemi ordinati per categorie (spazio, tempo e spazio/tempo). Gli elementi ordinati dall’io so sono “concetti”; gli elementi ordinati dall’io agisco sono “oggetti fisici”. I parametri relativi all’ordine dell’io agisco concernono la “conformazione”, la “direzione”, il “dentro/fuori”, ecc.  

Per analizzare insiemi ordinati dell’io agisco, ci soffermiamo sullo spelling. Lo spelling, molto utilizzato da studenti di lingua inglese, consiste nel ripetere, fono per fono, una parola ascoltata nella sua interezza. Lo spelling è importante per le persone che parlano e scrivono in inglese, perché, in questa lingua, molte parole sono irregolari e non si leggono così come sono scritte. Non si può scrivere sotto dettatura senza essere in grado di fare lo spelling delle parole.

Lo spelling è realizzato dall’io agisco attraverso due distinte procedure, a seconda se la parola di cui si richiede lo spelling è regolare o irregolare (McCarthy e Warrington). Se la parola è regolare, lo spelling è realizzato sulla rappresentazione mentale del lessico fonologico (spelling per mezzo del suono). Nella circostanza in cui la parola è irregolare, lo spelling avviene sul lessico ortografico (spelling basato sul vocabolario). 

Roeltgen e Heilman descrissero quattro pazienti che realizzavano lo spelling utilizzando le corrispondenze suono-spelling, che avevano, quindi, difficoltà a utilizzare la rappresentazione mentale ortografica. Essi avevano lesioni che coinvolgevano una piccola area a livello della giunzione tra il giro angolare posteriore e il lobulo parieto-occipitale. Nel caso di pazienti che eseguono lo spelling basandosi esclusivamente sulla rappresentazione mentale ortografica, le regioni coinvolte sembrano regioni parietali vicine al giro sopramarginale.

Consideriamo la parola “inglese” conception (concepimento). Si tratta di una parola che si legge come si scrive. L’io agisco codifica e memorizza l’insieme ordinato dei singoli foni: conce pt → i → on. Ciascun fono è elemento dell’insieme ordinato. L’ordine temporale è raffigurato dalle frecce, che designano il passaggio nel tempo. Quest’insieme ordinato è finito, con un elemento iniziale e un elemento finale.

Sappiamo che il tempo ha una direzione e due versi: prima/dopo (verso il futuro) e dopo/prima (verso il passato). Lo spelling per mezzo del suono avviene verso il futuro.

La parola “conception” è, per l’io agisco, un insieme ordinato di “foni”. L’ordine è temporale e il parametro concernente l’ordine è la direzione (verso il futuro). Questo semplice insieme ordinato è memorizzato in una piccola area a livello della giunzione tra il giro angolare posteriore e il lobulo parieto-occipitale. Si tratta di un’area dell’io agisco.

Consideriamo la parola “inglese” thorough (approfondito). Si tratta di una parola che non si legge come si scrive. L’io agisco codifica e memorizza l’insieme ordinato delle singole lettere: thoro ugh. Ciascuna lettera è elemento dell’insieme ordinato. L’ordine è raffigurato dalle frecce, che designano la direzione spazio/temporale. Quest’insieme ordinato è finito, con un elemento iniziale e un elemento finale.

La direzione può essere temporale o spazio/temporale. La direzione temporale è unica; le direzioni spazio/temporali sono infinite. Per ogni direzione spazio/temporale abbiamo due versi. Per convenzione, le parole in lingua inglese si scrivono e si leggono nella direzione destra/sinistra e verso destra; nella lingua araba, si scrive e si legge verso sinistra. In altre lingue la direzione è sopra/sotto.

La parola “thourough” è, per l’io agisco, un insieme ordinato di “lettere”. L’ordine è spazio/temporale e il parametro riguardante l’ordine è la direzione (verso destra). Questo semplice insieme ordinato è memorizzato in una piccola area vicino al giro sopramarginale. Si tratta di un’area dell’io agisco.

Le due procedure di spelling, per mezzo dei foni e del vocabolario visivo, ci è stata utile per chiarire, con esempi esplicativi, cosa intendiamo per “insieme ordinato”, per “elementi” dell’insieme, per “categoria” di ordine e per “parametro” relativo all’ordine. Abbiamo definito il parametro che si riferisce all’ordine: “parametro categoriale”.

Riepilogando, la mente è un insieme d’innumerevoli circuiti neurali, ciascuno dei quali è generato da aree corticali e subcorticali. Abbiamo ripartito questi circuiti neurali in tre gruppi, che abbiamo personificato. Abbiamo dato a ciascun gruppo i seguenti ruoli: io so, io agisco, io penso. La funzione generale dell’io agisco e dell’io so è quella di codificare insiemi ordinati.

Questa impostazione generale ci consente di chiarire cosa “fa” un singolo circuito. La prima domanda che ci poniamo è la seguente: si tratta di un circuito dell’io so, dell’io agisco o dell’io penso? Nell’ipotesi che si stratta di un circuito dell’io agisco, sappiamo che una delle funzioni generali di questo circuito è quella di codificare un insieme ordinato. Analizziamo, quindi, a quale categoria appartiene l’insieme (temporale, spaziale o spazio/temporale), quali sono gli elementi dell’insieme (foni, lettere, parole scritte, ecc.) e quali sono i parametri categoriali (direzione, conformazione, ecc.). Con questa procedura comprendiamo cosa codifica uno specifico circuito (figura 3).

Figura 3. Ipotesi relativa alla mente costituita da innumerevoli circuiti neurali, riparti in raggruppamenti. Ad ogni raggruppamento corrisponde un “io”. L’io agisco codifica insiemi ordinati per categorie, elementi e parametri categoriali. Le categorie sono: spazio, tempo e spazio/tempo; gli elementi sono “oggetti fisici” come i foni e le lettere; fanno parte dei parametri categoriali la direzione e la conformazione. Questa impostazione metodologica ci consente di analizzare la funzione di uno specifico circuito neurale.  Per analizzare un insieme ordinato dell’io so, ci soffermiamo sull’alessia occipitale.

Pazienti affetti da tale patologia presentano difficoltà nei passaggi dal maiuscolo al minuscolo (e viceversa) e passaggi dallo stampatello al corsivo (e viceversa).

La memoria associativa della transcodificazione maiuscolo-minuscolo (e viceversa), stampatello-corsivo (e viceversa), relativa alle singole lettere dell’alfabeto, è localizzata nella corteccia occipito-temporale sinistra. Lesioni in quest’area possono causare l’alessia occipitale.

Riteniamo che in quest’area sia presente un reticolo cognitivo concernente i diversi caratteri con cui si può scrivere, per esempio, la lettera “a”. Il reticolo cognitivo è una rete associativa di “concetti” (figura 4).

Figura 4. Reticolo cognitivo concernente i caratteri della lettera “a”. Questo piccolo reticolo concernente il concetto di “a”, è memorizzato nella corteccia occipito/temporale dell’io so.   

Abbiamo supposto che l’io penso abbia accesso agli “enti” conservati in memoria dall’io so.  Il reticolo cognitivo dell’io so è, per l’io penso, una serie di percorsi e di opzioni di scelta. Partendo dal carattere corsivo minuscolo (a), l’io penso può raggiungere il carattere stampatello maiuscolo (A). Inoltre, se l’io penso vuole scrivere la lettera “a”, può utilizzare il reticolo per sceglierne il carattere (corsivo o stampatello, maiuscolo o minuscolo).

Bibliografia

McCarthy R. A., Warrington E. K. (1990) Cognitive neuropsychology. A clinical Introduction Academic Press Orlando.

Roeltgen D. P.,  Heilman K. M. (1984): Lexical agraphia. Further support for the two strategy hipothesis of linguistic agraphia. Brain, 187, 811-827

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