Capitolo 23. L’Architettura della Sottomissione e i Nuovi Idoli

Abstract: Se i diritti umani astratti sono lo strumento, qual è il risultato materiale finale sulle nostre città? Questo capitolo esplora la fase terminale dell’infezione occidentale: l’asservimento totale della comunità sana ai singoli patogeni. Utilizzando il concetto antropologico dell'”Idolo”, la Meccanica della Comunità traccia una distinzione cruciale: mentre l’uomo primitivo accettava pacificamente la sottomissione alle forze invincibili della Natura, la legge moderna lo costringe a sottomettersi a “Nuovi Idoli” (il deviante, il criminale), entità biologiche deboli ma rese artificialmente intoccabili dallo Stato. Avvalendosi delle neuroscienze evoluzionistiche (Fehr, de Waal, Sapolsky) e della dicotomia tra Sistema 1 e Sistema 2, il testo svela che questa sottomissione non è pacifismo, ma un’atroce violenza imposta al sistema nervoso dei cittadini. Lo Stato inibisce con la minaccia penale i meccanismi di difesa innati del DNA, generando nel nodo sano una “doppia rabbia”: verso il patogeno che lo aggredisce e verso le Istituzioni che lo disarmano. Dalla macro-scala (i finti profughi) alla micro-scala (il bullo e il paziente-denunciante), il saggio mappa la regressione della nazione a una massa di servi termodinamici, obbligati a cedere il proprio Surplus Termodinamico per mantenere e venerare i propri carnefici.