La Meccanica della Comunità

Abstract
Questo saggio fonda un nuovo quadro disciplinare: la Meccanica della Comunità. Di fronte al diffuso collasso delle istituzioni moderne, le lenti tradizionali della sociologia classica e post-moderna si sono rivelate strumenti diagnostici inefficaci, principalmente perché viziate dal “peccato originale” di scambiare la patologia sociale (il conflitto sistemico) per la normalità fisiologica umana. Quest’opera smantella l’ideologia del conflitto intrinseco, il mito della “Modernità Liquida” (Bauman, 2000) e la “Cultura Terapeutica” (Furedi, 2003), dimostrando come la società non si sia affatto liquefatta, ma piuttosto cristallizzata in “Macchine Vuote” burocratiche. Attraverso l’applicazione delle neuroscienze computazionali (Friston, 2010), della biologia evoluzionistica e della termodinamica dei sistemi complessi, il saggio ridefinisce sia l’individuo che la società come reattori energetici. Sostituendo la pura narrazione con la topologia geometrica, la teoria introduce l’equazione del Calore Tensoriale e il concetto di Isomorfismo Frattale, dimostrando che le relazioni umane e i ruoli sociali rispondono a precise e ineludibili leggi fisiche di conservazione, espansione e responsabilità.

Il circuito fonoarticolatorio semantico

Abstract
Il “circuito fonoarticolatorio semantico” è circuito percettivo/motore parmenideo di livello più alto rispetto al circuito di Broca/Wernicke. Mentre il circuito di Broca/Wernicke struttura forme linguistiche; il circuito fonoarticolatorio semantico struttura direttamente “parole”, indirettamente, “concetti”. Le unità articolari dei circuiti percettivo/motori parmenidei sono strutturate in base ad un criterio che stabilisce dei due elementi quale è dominante e quale è sottodominante. Nella strutturazione della sillaba la dominanza è data dalla sonorità. Nella strutturazione delle parole, la dominanza è data dall’accento. Nella strutturazione della frase la dominanza è data attraverso la relazione logica riferimento/riferito. La parola che funge da riferito è dominante rispetto a quella che funge da riferimento.