Il sistema motivazionale sociale

Un soggetto, animale o uomo nel corso della sua vita interagisce col contesto e con altri “enti”, animati o inanimati.  Per esempio, se stiamo in cucina a prepararci il caffè, interagiamo col contesto (cucina) e con la macchinetta del caffè. Il contesto può essere esterno o interno al soggetto. Il contesto esterno è l’ambiente in cui il soggetto si muove. Il contesto interno è dato da un bisogno primario oppure da un’emozione.

Il contesto esterno è spaziale; il contesto interno è motivazionale. Durante la giornata ci spostiamo da un ambiente all’altro, per esempio ci spostiamo dalla cucina alla stanza da letto oppure dalla casa all’ufficio, ecc. Si tratta di contesti spaziali. Nella stessa giornata realizziamo azioni, guidati dai nostri bisogni primari. Per esempio, andiamo a letto per dormire, prepariamo la colazione per mangiare, ecc. Dormire e mangiare sono bisogni primari che guidano le nostre azioni. Si tratta di contesti motivazionali interni all’organismo. Supponiamo che una volpe dia la caccia a un coniglio. La volpe agisce nell’ambito di due contesti, uno interno e uno esterno. Il contesto interno è il bisogno primario della fame, il contesto esterno è l’ambiente spaziale in cui si muove. Le sue azioni dipendono da questi due contesti, entro i quali interagisce col coniglio.

Negli animali inferiori, per esempio gli insetti, il contesto motivazionale è quello dei bisogni primari. Negli animali superiori, per esempio i mammiferi, i contesti motivazionali sono due: quello dei bisogni primari e quello della emozioni. I bisogni primari e le emozioni si attivano per ciclicità e per innesco. I bisogni primari sono essenzialmente ciclici. C’è il ciclo del sonno e della veglia, il ciclo dell’accoppiamento (la stagione dell’amore). Anche la fame e la sete sono tendenzialmente ciclici. Le emozioni, invece, sono innescate da un evento che anticipa un bene (emozione positiva) o un male (emozione negativa).  Supponiamo di passeggiare per strada e di scorgere davanti a noi un leone. Questa percezione può scatenare o non scatenare in noi la paura. La paura dipende dall’anticipazione del dolore e della possibile morte che il leone può procurarci. Se vediamo che il leone è chiuso in gabbia, rimaniamo tranquilli. Ciò dipende dal fatto che non anticipiamo dolore e morte, ma il proseguimento della passeggiata. Se il leone è libero, si scatena la paura. Essa accompagna le azioni che conseguono la vista della belva. Questa emozione è il contesto motivazionale delle nostre azioni.

Sia le azioni sia il contesto motivazionale crescono nel tempo. Tale crescita possiamo designarla con una freccia la cui direzione è quella temporale. Designiamo il contesto motivazionale col termine “canale motivazionale”. Il canale motivazionale cresce temporalmente. Le azioni crescono nel tempo lungo il canale motivazionale. Le azioni sono finalizzate a un obiettivo, per esempio sfamarsi. Anche il canale motivazionale spinge verso lo stesso obiettivo: sfamarsi. Chiamiamo vissuto motivazionale la relazione tra le azioni finalizzate a un obiettivo (nel nostro caso un bisogno primario), e il canale motivazionale che lo supporta. Nella figura 1) è illustrato il vissuto motivazionale. La freccia grande designa il canale motivazionale (bisogno primario); le frecce piccole designano le azioni che sono guidate dal canale motivazionale.

Le azioni dipendono dal canale motivazionale, cioè dal bisogno primario. Esse, però, devono essere tali da non danneggiare gli organi. La tutela degli organi avviene in modo evidente con i segnali nocicettivi. Il segnale nocicettivo invia l’informazione che l’azione è dannosa per l’organo e bisogna modificarla. Tra l’azione e la risposta proveniente dall’esterno, codificata dai recettori sensoriali, vi è la relazione logica se → allora. Il “se” è l’azione compiuta, “allora” è la risposta proveniente dall’esterno, codificata dai recettori sensoriali (figura 2).

Nel meccanismo logico “se → allora”, “allora” può essere “neutro”, “piacevole” e “spiacevole”. Se la volpe, nella caccia al coniglio, non si fa male, i sensi inviano all’organismo informazioni neutre. Se, invece, si fa male, le informazioni sono spiacevoli. Quando la volpe si sfama le informazioni, provenienti dai recettori sensoriali, sono piacevoli.

Il meccanismo logico “se → allora” si attiva nell’interazione tra il soggetto e il contesto spaziale esterno nonché tra il soggetto e altri “enti”.  Nel caso della volpe che caccia il coniglio, i sistemi sensoriali inviano alla volpe informazioni sul coniglio e sull’ambiente. Essi consentono alla volpe di agire evitando danni all’organismo. Tra le innumerevoli interazioni esterne all’organismo, riveste particolare importanza l’interazione con individui della stessa specie. Questa interazione avviene attraverso il meccanismo logico “se → allora”.

Definiamo sistema motivazionale sociale, il sistema delle interazioni tra individui della stessa specie, lungo i canali motivazionali dei bisogni primari e delle emozioni. Le interazioni tra gli individui della stessa specie, come già scritto, avvengono secondo il meccanismo logico “se → allora”. Queste interazioni si snodano nel tempo dentro i canali motivazioni dei bisogni primari e delle emozioni.

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