Nell’“estetica trascendentale” Kant analizza le condizioni a priori dell’intuizione sensibile. Egli ritiene che esistano solo due forme pure a priori della sensibilità: spazio e tempo; il primo è la forma dell’intuizione sensibile esterna, il secondo è la forma dell’intuizione sensibile interna. Entrambi sono forme dell’intuizione, non concetti, come Kant sottolinea in polemica con Leibniz.
La meccanica quantistica ci insegna che spazio e tempo possono far parte del “noumeno” (cosa in sé), che Kant riteneva inconoscibile. Il noumeno è l’energia con uno spazio-tempo che le dà forma e uno spazio (oppure uno spazio-tempo) che la supporta. Si tratta di spazi e spazi-tempi intrinseci alla cosa in sé, cioè all’energia.
Sappiamo che i “campi” possono essere statici o dinamici. Il campo elettrico, il campo magnetico e il campo gravitazionale sono statici. Il campo elettromagnetico, cioè quello della luce, è dinamico. Anche il campo delle onde gravitazionali è dinamico. Iniziamo la nostra argomentazione partendo dall’analisi dei campi statici.
In fisica, la “forza” si applica all’oggetto e ne determina la variazione di stato. L’“energia”, invece, è posseduta dall’oggetto stesso. Forza ed energia nella loro forma più semplice si manifestano in linee di forza o linee di energia. La linea di forza è tale rispetto all’ente esterno su cui si applica. La linea energetica è tale rispetto all’ente da cui si origina. Linea di forza o linea energetica sono la più semplice forma di energia, analizzate rispetto a riferimenti energetici diversi (ente di applicazione ed ente sorgente).
I campi statici sono linee energetiche (o linee di forza) generate da una carica (campo elettrico, campo magnetico,) o una massa (campo gravitazionale). Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata una carica elettrica puntiforme positiva con le proprie linee di forza (o linee energetiche). L’insieme delle linee di forza forma il campo elettrico (figura 1).

Figura 1) Campo elettrico generato da una carica puntiforme positiva. Esso è costituito dall’insieme delle linee di forza o linee energetiche che dalla carica si snodano in tutte le direzioni.
La linea energetica statica può essere generata da una carica oppure da una massa. Ciò significa che essa ha sempre un’origine “O” che è il “punto sorgente”. La massa o la carica fungono da riferimento estrinseco alla linea energetica, ma intrinseco all’energia. Quest’interazione riferimento/riferito determina il punto sorgente.
Ipotizziamo che l’energia nella sua forma più semplice sia un “quantum” energetico che chiamiamo mini-impulso. Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrato un mini-impulso. Esso è costituito dall’“interazione primaria” di due pulsazioni supportate da uno “spazio intrinseco segmentale”. Le due pulsazioni interagenti sono la componente formale dell’energia. Lo spazio intrinseco segmentale funge da supporto all’energia formale. Le due pulsazioni hanno la stessa intensità. L’energia è il prodotto delle due pulsazioni diviso lo spazio segmentale (figura2).

| Figura 2) Mini impulso. È costituito dall’interazione di due pulsazioni di uguale intensità, supportate da uno spazio segmentale (tratteggio). Le due pulsazioni sono la componente formale dell’energia. |
Lo spazio segmentale “contiene” l’energia ma, in sé, è a-energetico. Le due pulsazioni energetiche sono identiche e indistinguibili. Esse, inoltre, sono strutturate spazialmente e temporalmente. Esse, infatti, sono contemporanee e perpendicolari. Le due pulsazioni possono essere differenziate sulla base dell’interazione di perpendicolarità. Se conosciamo la disposizione nello spazio di una pulsazione, allora possiamo dedurre che l’altra è diversa in quanto perpendicolare.
Osserviamo l’immagine in basso. È illustrato l’insieme ordinato dei numeri naturali. Quest’insieme richiede un’origine (zero) e una unità (u) costante. Esso, inoltre, si estende all’infinito (figura 3).

| Figura 3) Insieme ordinato dei numeri naturali. Ciascun numero è elemento dell’insieme. La freccia indica che quest’insieme contiene infiniti elementi. Notiamo che ogni numero ha una forma spaziale. |
La linea energetica è un “insieme ordinato” di mini-impulsi (o quanti). Per quanto concerne lo spazio che le contiene, gli spazi segmentali si dispongono contigui (uno accanto all’altro) formando una linea. Osserviamo l’immagine in basso. È illustrata la linea energetica a intensità costante, costituita da una serie ordinata di energie puntiformi, che abbiamo chiamato mini-impulsi, tutte della stessa intensità, supportate da spazi segmentali contigui. Analogamente ai numeri, anche l’interazione tra due pulsazioni ha una forma, essa è spazio-temporale (figura 4).

Figura 4) Linea energetica ad intensità costante. Si tratta di un insieme ordinato di mini-impulsi, tutti della stessa intensità. Ciascuna interazione (componente formale) è supportata dallo stesso spazio segmentale (unità “u”). Anch’essa, analogamente all’insieme ordinato dei numeri naturali, si estende all’infinito.
Questa linea energetica ha due costanti. Si tratta di una costante spaziale e una costante di interazione energetica primaria. La costante spaziale è lo spazio che contiene ciascun mini-impulso. La costante d’interazione energetica è data dall’intensità delle due pulsazioni interagenti.
Ipotizziamo che l’energia della linea energetica decresca con la legge del quadrato delle distanze. Da ciò si evince che i mini impulsi perdono energia in funzione della lontananza dal punto sorgente. Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata la legge del quadrato delle distanze di una linea energetica statica. I mini-impulsi sono contigui nello spazio. Rispetto al punto sorgente, ogni mini-impulso è ordinato spazialmente. L’ordine di distribuzione può essere descritto con: primo, secondo, terzo, quarto, ecc. Dal punto sorgente “O”, l’energia di una singola pulsazione è 1; il prodotto tra le due pulsazioni (energia interattiva del primo mini-impulso) è 1. Il secondo mini-impulso ha energia interattiva 1/4, essendo costituito da due pulsazioni di energia 1/2. Il terzo mini-impulso ha energia interattiva 1/9, essendo costituito da due pulsazioni di energia 1/3. Il quarto mini-impulso ha energia interattiva 1/16, essendo costituito da due pulsazioni di energia 1/4. Il quinto mini-impulso ha energia interattiva 1/25, essendo costituito da due pulsazioni di energia 1/5 (figura 5).

Linea energetica ad intensità decrescente. Si tratta di un insieme ordinato di mini-impulsi, che decrescono di intensità con la legge del quadrato delle distanze. Ciascun mini impulso ha lo stesso spazio segmentale (unità “u”) che supporta l’energia delle due pulsazioni. Questa linea energetica, analogamente all’insieme ordinato dei numeri naturali, si estende all’infinito.
La linea energetica è costante per quanto concerne lo spazio intrinseco che supporta l’energia; varia ordinatamente per quanto concerne l’energia interattiva dei singoli mini-impulsi. La linea energetica ha una struttura formale. L’insieme ordinato dei mini impulsi genera una curva.
I mini impulsi (quanti di energia) generano la complessità in due modi: strutturazione intrinseca e ordine intrinseco. Il modo migliore per illustrate la complessità è lo schema ad albero. Osserviamo l’immagine in basso è illustrato lo schema ad albero della linea energetica. Nella linea energetica, la complessità è generata dall’ordine intrinseco. La linea energetica, infatti, è un insieme ordinato di mini-impulsi (quanti). Ciascun “quantum” è la strutturazione di due pulsazioni con uno spazio segmentale di supporto (figura 6).

Figura 6) Schema ad albero della complessità concernente la linea energetica. Ciascun mini impulso è la strutturazione spaziale (perpendicolarità) e temporale (contemporaneità) di due pulsazioni supportate da uno spazio segmentale. I mini impulsi si dispongono contigui nello spazio, generando un insieme ordinato (linea energetica).
Soffermiamoci sul concetto di “sistema”. Si distinguono in termodinamica sistemi chiusi, aperti e isolati. Il sistema aperto è quel sistema che scambia materia ed energia con il suo ambiente. Il sistema chiuso è invece quel sistema che scambia energia ma non materia. Mentre il sistema isolato non ha nessuno scambio. Prendendo in considerazione una pietra che cade o due biglie che si urtano, essi sono due sistemi meccanici.
Da quanto detto si evince che un “sistema” possiede un meccanismo interno che gli consente di acquisire/cedere energia. La linea energetica non possiede alcun meccanismo interno per l’acquisizione/cessione dell’energia. Per tale motivo è un “sistema isolato” che non può scambiare energia.
Sappiamo che, se facciamo oscillare una carica, si generano onde elettromagnetiche, cioè fotoni. Con l’oscillazione, le linee energetiche di carica statiche diventano onde elettromagnetiche. Da ciò possiamo dedurre che un’onda elettromagnetica è una linea energetica statica che, per così dire, si mette in moto, cioè si dinamizza.
La linea energetica dinamica è costituita dall’insieme di mini impulsi dinamici. Ognuno di essi è formato dall’interazione di due pulsazioni perpendicolari l’una all’altra, supportata da uno spazio-tempo segmentale.
Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrato un mini-impulso dinamico. Esso consta dell’interazione di due pulsazioni energetiche (freccia blu e freccia rossa) supportate da uno spazio-tempo segmentale (freccia tratteggiata). Lo spazio-tempo segmentale è la velocità della luce (figura 7).

| Figura 7) Mini impulso dinamico. È costituito dall’interazione di due pulsazioni di uguale intensità, supportate da uno spazio-tempo segmentale, alla velocità della luce (tratteggio). |
Il modo più semplice per rappresentare lo spazio-tempo segmentale è quello di ipotizzare che spazio e tempo abbiano funzioni diverse. Lo spazio segmentale contiene l’energia; il tempo segmentale (istante) trasporta l’energia da uno spazio contenitore all’altro (figura 8).

Mini impulso dinamico illustrato con spazio e tempo di supporto separati. In questa illustrazione la spazio segmentale funge da contenitore della pulsazione, mentre il tempo segmentale (istante) funge da trasportatore della pulsazione.
Per il momento, tralasciamo la differenza funzionale tra spazio e tempo e consideriamo lo spazio-tempo segmentale come un’unità. La linea energetica dinamica è un insieme di mini-impulsi dinamici. Essi hanno la seguente organizzazione. La coppia d’interazione energetica, contenuta in uno spazio-tempo segmentale, cresce/decresce d’intensità, generando una cresta elettromagnetica e un ventre elettromagnetico. Gli spazi-tempi segmentali sono di uguale ampiezza.
Osserviamo l’immagine in basso (figura 9). E’ rappresentata l’onda elettromagnetica. Si notano i vettori elettrici ( linee rosse) e magnetici (linee blu). Sia il campo elettrico sia il campo magnetico sono formati da due lobi (cresta e ventre).

Onda elettromagnetica. In questa rappresentazione dell’onda elettromagnetica, ambedue le due forme di energia hanno struttura lobare.
Ipotizziamo che la legge del quadrato delle distanze rimanga valida anche per quanto concerne la linea energetica dinamica. Le pulsazione energetiche, interne alle creste e ai ventri, crescono/decrescono con la legge del quadrato delle distanze. Osserviamo l’immagine in basso è illustrata una cresta elettromagnetica. Le due pulsazioni energetiche del primo mini-impulso hanno energia 1 (1×1); le due pulsazioni energetiche del secondo mini-impulso hanno energia 4 (2×2); le due pulsazioni energetiche del terzo mini-impulso hanno energia 9 (3×3); le due pulsazioni energetiche del quarto mini-impulso hanno energia 4 (2×2); le due pulsazioni energetiche del quinto mini-impulso hanno energia 1 (1×1) (figura 10).

Cresta elettromagnetica. È un insieme ordinato di mini impulsi dinamici che crescono/decrescono di intensità con la legge del quadrato delle distanze. Gli spazi/tempi segmentali che supportano ciascun mini-impulso sono di uguale grandezza.
La cresta elettromagnetica è un insieme ordinato di mini impulsi dinamici. Anche il ventre elettromagnetico è un insieme ordinato di mini impulsi dinamici. In ogni cresta e in ogni ventre la serie di pulsazioni energetiche cresce e decresce, spazio-tempo segmentale accanto a spazio-tempo segmentale, con la legge del quadrato delle distanze. Ogni spazio-tempo segmentale si mantiene uguale all’altro. L’insieme delle pulsazioni energetiche presenti in una cresta o in un ventre è costante.
Una singola oscillazione dell’onda elettromagnetica è formata dall’interazione di una cresta elettromagnetica e un ventre elettromagnetico. Si tratta di un’interazione per opposizione.
I due insiemi ordinati (cresta e ventre) sono costituiti dallo stesso numero di elementi (mini-impulsi dinamici). Esiste una corrispondenza biunivoca tra gli elementi dei due insiemi. A ogni elemento del primo insieme corrisponde un elemento del secondo insieme. Gli elementi in corrispondenza biunivoca hanno la stessa intensità ma sono in opposizione simmetrica (sopra/sotto, destra/sinistra) (figura 11).

Corrispondenza biunivoca tra mini-impulsi. L’interazione cresta/ventre si realizza tra ciascun mini impulso della cresta e ciascun mini impulso del ventre in corrispondenza biunivoca. I mini impulsi in corrispondenza biunivoca hanno pulsazioni della stessa intensità ma in opposizione: sopra/sotto, destra/sinistra.
Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata l’interazione tra i due insiemi cresta e ventre. I mini impulsi interagenti sono stati numerati (figura 12).

Interazione cresta/ventre. L’interazione cresta/ventre si realizza tra ciascun mini impulso della cresta e ciascun mini impulso del ventre in corrispondenza biunivoca. I mini impulsi in corrispondenza biunivoca hanno lo stesso numero.
Chiamiamo “impulso” l’interazione cresta/ventre.
La complessità dell’impulso può essere illustrata con lo schema ad albero. Osserviamo l’immagine in basso. È illustrato lo schema ad albero dell’impulso (figura 13).

Schema ad albero della complessità concernente l’impulso. Ciascun impulso è l’interazione cresta ventre. Cresta e ventre sono insiemi ordinati di mini impulsi.
Cresta e ventre, analogamente alla coppia di pulsazioni, sono indistinguibili. Se, però, riusciamo in qualche modo a determinare orientamento di uno dei due, possiamo dedurre che l’altro è opposto.
Chiarita la struttura dell’impulso, possiamo soffermarci sulla differenza funzionale tra spazio e tempo. Per comodità di esposizione, consideriamo lo spazio di un impulso e il tempo di un impulso. Abbiamo scritto che lo spazio è contenitore mentre il tempo è trasportatore. Lo spazio lineare dell’onda elettromagnetica ha un’origine ed è composto da spazi segmentali dell’impulso, uno uguale all’altro. Questo spazio lineare si estende all’infinito (figura 14).

Spazio lineare dell’onda elettromagnetica. Ha un origine determinata dalla sorgente e si estende all’infinito. E’ composto da una serie ordinata di spazi segmentali l’uno uguale all’altro. Si tratta degli spazi segmentali di ciascun impulso.
Il tempo trasportatore è l’“istante energetico” dell’impulso che trasporta l’energia h di Planck (figura 15).

Istante energetico. Si tratta di una unità temporale che trasporta l’energia “h” di Planck.
L’istante energetico trasporta l’energia “h” di Planck da uno spazio segmentale all’altro (figura 16).

Istante energetico che trasporta l’energia “h” da uno spazio segmentale all’altro. Gli istanti si susseguono dall’alto verso il basso.
L’istante energetico realizza un salto quantistico da uno spazio segmentale all’altro. Il salto quantistico è il moto apparente alla velocità della luce: “C”.
Il moto apparente dell’energia ha come protagonista l’istante. L’energia temporale è energia trasportata dall’istante, che salta da uno spazio segmentale all’altro.
Questa nostra rappresentazione dell’energia dell’onda elettromagnetica fa pensare a uno spazio lineare che preesiste al moto apparente realizzato dall’istante energetico. Non è così. Lo spazio lineare non preesiste. Esso si genera salto quantistico per salto quantistico. L’idea di uno spazio preesistente discende dalla nostra osservazione sul moto reale dei corpi macroscopici. Un corpo macroscopico realmente si muove su uno spazio scenico preesistente.
Per quanto concerne lo schema ad albero della complessità, il fotone, ossia l’onda elettromagnetica, è un sistema formato da un insieme ordinato di “impulsi”, tutti della stessa energia (figura 17).

Schema ad albero della complessità concernente l’onda elettromagnetica. Il fotone, cioè l’onda elettromagnetica è un insieme ordinato di impulsi.
Il fotone è un sistema che ha un’origine “O” (sorgente luminosa) e che si estende all’infinito. A differenza della linea energetica, il fotone ha un meccanismo interno di incremento/decremento dell’energia. Questo meccanismo interno si trova nella cresta e nel ventre. Esso concerne lo spazio-tempo segmentale che supporta ciascun mini impulso. Questo spazio-tempo segmentale può aumentare o diminuire. Se aumenta, l’energia decresce; se diminuisce, l’energia cresce. Considerando l’istante energetico e i suoi salti quantistici, possiamo affermare che l’energia del fotone cresce quando l’istante energetico (di minore dimensione) esegue salti quantistici più brevi.
L’energia spaziale è la linea energetica prodotta da una carica. Essa non ha vita autonoma. Se la carica si distrugge, l’energia spaziale cessa. L’energia temporale, invece, ha vita autonoma. L’istante energetico, dopo che è generato, continua a saltare da uno spazio segmentale all’altro. Se la sorgente luminosa si spegne, l’istante energetico non cessa di esistere.
L’energia può essere un “ente” autonomo oppure la caratteristica di un “ente”. Il fotone è “ente autonomo”. La linea energetica statica è caratteristica della carica.
L’energia come caratteristica può essere intrinseca o estrinseca. L’energia spaziale è una caratteristica intrinseca della carica. La carica da sola, senza la linea energetica, non può esistere.
La velocità è energia che si manifesta come caratteristica estrinseca di un corpo. Un corpo, senza velocità, può esistere.
L’energia può essere classificata come: energia spaziale (caratteristica intrinseca); energia temporale (autonoma); energia spazio-temporale (caratteristica estrinseca).