Il tempo verbale intrinseco

Nello scritto “l’unità agentiva” ci siamo soffermati sui “passaggi di stato”. I due passaggi di stato più semplici, codificati dal sistema nervoso, avvengono nel riflesso miotatico diretto e nel riflesso miotatico inverso.  I recettori fusali registrano il passaggio di stato delle fibre muscolari da “stirate” a “contratte” (riflesso miotatico diretto).  L’organo tendineo di Golgi registra il passaggio di stato del tendine da “stirato” a “contratto” (riflesso miotatico inverso).

Lo “stato” di una fibra muscolare o tendinea è la componente cognitiva all’interno della quale la fibra può modificarsi o rimanere invariata. Lo “stato” solitamente è espresso linguisticamente con una dicotomia di opposti. Nel caso della fibra muscolare, questa dicotomia è designata con i termini “stirato/contratto”.  Una fibra muscolare o tendinea può trovarsi in una determinata “condizione di stato”, per esempio “poco stirata” oppure “molto contratta”. La “condizione di stato” è generata dai motoneuroni ed è percepita dai recettori sensoriali. Lo stato della fibra muscolare e tendinea può variare (o rimanere invariato) nel tempo passando da una condizione di stato all’altra. Una fibra muscolare può, nel tempo, trovarsi in una “condizione di stato” (registrata da un recettore sensoriale) e successivamente passare ad un’altra “condizione di stato” diversa (registrata da un altro recettore sensoriale).

La “condizione di stato” della fibra muscolare e del tendine è la componente cognitiva più semplice del sistema nervoso. Essa è solitamente espressa con un “aggettivo”. Possiamo designare la condizione di stato con un simbolo, per esempio la lettera “α”.

La fibra muscolare può mantenere la condizione di stato in cui si trova oppure passare da una condizione stato all’altra. Il passaggio di condizione di stato o il suo mantenimento avviene in un passaggio temporale. Il passaggio di condizione stato (o il suo mantenimento), con passaggio da un tempo all’altro, è designato con un verbo.  A livello percettivo la condizione di stato della fibra muscolare è attivata da un singolo neurone sensoriale mentre il passaggio di condizione di stato (o suo mantenimento) da una terna di neuroni. Un neurone codifica la condizione di stato α, un secondo neurone codifica la condizione di stato β in un tempo successivo e un terzo neurone codifica il passaggio di condizione di stato da un tempo all’altro: α (tempo 1) → β (tempo 2)(figura 1).

Figura 1) passaggio di “condizione di stato” verbale. Il passaggio di “condizione di stato” ha una struttura ad albero che coinvolge una terna di neuroni. Un primo neurone codifica una “condizione di stato”; un secondo neurone codifica una seconda “condizione di stato” in un tempo successivo; un terzo neurone, di livello superiore, codifica il passaggio di “condizione di stato” da un tempo all’altro.  

L’interazione tra “tempo” e “stato” ci consente di differenziare il tempo in “intrinseco” e “estrinseco”. Il tempo intrinseco interagisce con lo stesso “stato”. Il tempo estrinseco interagisce con due stati diversi l’uno dall’altro. Nel passaggio di “condizione di stato” il tempo è intrinseco. Nel passaggio da uno stato all’altro il tempo è estrinseco. La fibra muscolare analogamente alla fibra tendinea ha un proprio tempo intrinseco. Si tratta del tempo d’interazione con lo stato della fibra. Lo stato, infatti, può modificarsi (o non modificarsi) nel tempo, passando da una condizione di stato all’altra (o mantenendo la stessa condizione di stato).

Il tempo intrinseco è verbale e parmenideo; il tempo estrinseco è eracliteo.

Il passaggio o mantenimento di “condizione di stato verbale” può concernere due differenti punti di vista. Si tratta del punto di vista del soggetto agente/percepente  e del punto di vista dell’osservatore esterno. La persona che parla può assumere il punto di vista del soggetto sintattico che nel racconto agisce e percepisce oppure può assumere il punto di vista di un osservatore esterno. In altre parole, l’io narrante può coincidere col soggetto sintattico che agisce e percepisce oppure l’io narrante può essere un osservatore esterno che descrive ciò che il soggetto sintattico fa e percepisce. Nel primo caso il verbo è di genere transitivo; nel secondo caso il verbo è di genere intransitivo.

Consideriamo le due frasi: “Giovanni ha freddo”  (costruzione transitiva), “il marmo è freddo” (costruzione intransitiva). Chi racconta, nella prima frase assume il punto di vista di Giovanni; nella seconda frase assume il punto di vista di un osservatore esterno.

In ambedue le frasi, il passaggio temporale avviene da una condizione stato “freddo” alla stessa condizione di stato “freddo”. Questo mantenimento di stato è riferito a Giovanni (prima frase) e al marmo (seconda frase). La transitività/intransitività del verbo (avere/essere) concerne il punto di vista di chi racconta.

Lo “condizione di stato” più semplice è quella espressa con un aggettivo. Per esempio la tinta “verde” di una foglia è una condizione di stato che può mantenersi nel passaggio da un tempo all’altro. In questa circostanza si può affermare che “la foglia è verde”. A volte la condizione di stato è una sensazione espressa con un sostantivo. Per esempio nella frase “Luigi ha fame” la sensazione di fame è la “condizione di stato” riferita a Luigi che si mantiene nel passaggio temporale.  

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