La relazione riferimento/riferito nel movimento dei corpi

Nel precedente scritto abbiamo ipotizzato che la via del “che cosa” (sistema parmenideo) raccoglie, elabora e struttura le informazioni. La via del “dove” (sistema eracliteo) supporta la via del “che cosa”, occupandosi delle interazioni periferiche. In altre parole, il sistema eracliteo sposta/mantiene il contatto tra le periferie somatiche e le periferie esterne.  L’interazione tra le periferie interne (somatiche) ed esterne (visiva, tattile, uditiva, olfattiva, gustativa) è controllata dal sistema eracliteo.

In questo scritto mostriamo come i sistemi di riferimento, utilizzati nella cinematica dei corpi, siano costrutti del sistema eracliteo.

Un sistema di riferimento fa parte dell’interazione tra due spazi periferici, di cui uno è riferimento e l’altro è riferito. Trattandosi di due spazi periferici, l’interazione è codificata dal sistema eracliteo.

Per la nostra esposizione, consideriamo la figura 1). In questa figura abbiamo tre persone: un osservatore fermo in stazione, un automobilista e un passeggero su un treno. L’osservatore è fermo; il treno si muove nella stessa direzione della macchina ad una velocità maggiore.

Per un osservatore fermo in stazione, il treno si muove nello stesso verso dell’automobile ma più rapidamente. L’osservatore fermo in stazione ha i piedi agganciati al suolo grazie alla forza di gravità. L’aggancio è realizzato dal sistema eracliteo. Questo sistema supporta il sistema parmenideo, che, in questa situazione, può percepire il duro del pavimento. La stazione è una scena su cui si muove la macchina. Scena e macchina sono agganciate e percepite alternativamente dal sistema eracliteo visivo. L’aggancio dell’autovettura consente al sistema parmenideo di percepire la macchina col suo colore, la sua forma, ecc. Il sistema eracliteo codifica la relazione riferimento/riferito nella quale il riferimento è lo spazio scenico (skené), il riferito è lo spazio oggettuale (obiectum). La percezione della velocità della macchina dipende dalla skené (riferimento). Il sistema eracliteo, inoltre, codifica la relazione riferimento/riferito nella quale il riferimento è lo spazio oggettuale dell’osservatore (obiectum) mentre il riferito è lo spazio oggettuale della macchina (obiectum). La percezione della direzione del movimento dipende dal soma dell’osservatore in stazione (riferimento).

Quanto descritto per il sistema “osservatore fermo in stazione/macchina”, vale anche per il sistema “osservatore fermo in stazione/treno”. La percezione delle due velocità e delle due direzioni consente un confronto. Da questo confronto il sistema percettivo/motore eracliteo/parmenideo costata che il treno corre più velocemente della macchina e che ambedue si muovono nella stessa direzione.

Per un osservatore fermo sul treno la stazione si muove all’indietro e l’automobile si sposta lentamente sempre all’indietro. L’osservatore sul treno ha il soma agganciato al sedile grazie alla forza di gravità. L’aggancio è realizzato dal sistema eracliteo. Questo sistema supporta il sistema parmenideo, che, in questa situazione, può percepire il duro del sedile. Il treno, comprensivo del soma, è un obiectum, rispetto cui, sia la skené comprensiva della stazione sia l’autovettura scivolano all’indietro. Ciò dipende dal fatto che il sistema eracliteo del passeggero sul treno assume il soma (agganciato al treno) come riferimento immobile, rispetto a cui la scena (skené) con la stazione  e la macchina (riferiti) sono in movimento. Percepiti i due movimenti (della stazione e dell’autovettura), il sistema nervoso ne confronta velocità e direzione costatando che ambedue scivolano indietro e che la velocità del movimento della stazione è maggiore.

Per l’automobilista, l’osservatore alla stazione scivola indietro, mentre il treno si sposta in avanti. L’osservatore sull’autovettura ha il soma agganciato al sedile grazie alla forza di gravità. L’aggancio è realizzato dal sistema eracliteo. Questo sistema supporta il sistema parmenideo, che, in questa situazione, può percepire il duro del sedile. L’autovettura, comprensiva del soma, è un obiectum, rispetto cui, la skené comprensiva della stazione scivola all’indietro mentre il treno (obiectum) si sposta in avanti. Ciò dipende dal fatto che il sistema eracliteo del passeggero sull’autovettura assume il soma (agganciato alla macchina) come riferimento immobile, rispetto cui la scena (skené) con la stazione e il treno (riferiti) si spostano. Percepiti i due movimenti (della stazione e del treno), il sistema nervoso ne confronta la direzione costatando che la stazione scivola indietro mentre il treno si muove in avanti.

Il sistema eracliteo, quando pone la relazione riferimento/riferito tra obiecti e skené, utilizza come riferimento un “ente” immobile. Per il sistema eracliteo, il riferimento, sia esso un obiectum (soma o oggetto esterno) sia esso una skené, è sempre fisso e immobile. Ciò significa che, a livello percettivo, non può esistere un sistema di riferimento in movimento. Per il sistema eracliteo, un sistema in movimento presuppone sempre un riferimento fisso.

In fisica, invece, sono assunti sistemi di riferimento fissi, in moto a velocità costante e in moto uniformemente accelerati.

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