Il punto di vista nella cinematica dei corpi

Nel precedente scritto abbiamo mostrato come i sistemi di riferimento, utilizzati nella cinematica dei corpi, siano costrutti del sistema eracliteo che controlla l’interazione tra le periferie interne (somatiche) ed esterne (visive, tattili, uditive, olfattive e gustative). Un sistema di riferimento fa parte dell’interazione tra due spazi periferici, di cui uno è riferimento e l’altro è riferito. Trattandosi di due spazi periferici, l’interazione è codificata dal sistema eracliteo.

Il sistema eracliteo utilizza, nel porre la relazione riferimento/riferito tre punti di vista che si rendono concreti in due dicotomie: interno/esterno e attivo/passivo. Il punto di vista più generale concerne la dicotomia interno/esterno. Il sistema eracliteo può assumere il punto di vista di un osservatore esterno (che non partecipa agli eventi) e il punto di vista dell’osservatore interno (che prende parte agli eventi). Quando si assume il punto di vista dell’osservatore esterno, sia il riferimento sia il riferito sono esterni al nostro soma. Quando si assume il punto di vista dell’osservatore interno, il nostro soma è o riferimento oppure riferito. Se il nostro soma è riferimento, il punto di vista è dell’osservatore passivo; se il nostro soma è riferito, il punto di vista è dell’osservatore attivo (figura 1).

Figura 1) Relazione riferimento/riferito dal punto di vista di un osservatore esterno (a sinistra) e interno (a destra). Il punto di vista dell’osservatore interno può essere attivo (soma riferito) o passivo (soma riferimento).

Osserviamo la figura 2) in basso.

Figura 2) Osservatore in stazione (sistema di riferimento x, y). Osservatore su un treno in movimento a velocità v rispetto al primo sistema di riferimento. Il treno con l’uomo seduto sul vagone è un secondo sistema di riferimento X’, y’.

Possiamo assumere il punto di vista dell’osservatore esterno che percepisce sia la stazione sia il treno. Da questo punto di vista la stazione è ferma mentre il treno si muove rispetto alla stazione.

Soffermiamoci sull’uomo fermo alla stazione. Egli può essere un osservatore esterno oppure interno. Se assume il punto di vista di un osservatore esterno, considera come riferimento la stazione e come riferito il treno. Egli osserva (dall’esterno) che il treno (riferito) si sposta rispetto alla stazione (riferimento). Se si pone dal punto di vista dell’osservatore interno, egli può assumere il proprio soma come riferimento. Percepisce il treno (riferito) che si sposta rispetto a lui (riferimento). Se si pone dal punto di vista dell’osservatore interno, egli può assumere il proprio soma come riferito. In questo caso percepisce di essere fermo rispetto alla stazione (riferimento) (figura 3).

Figura 3) Uomo in stazione. Punto di vista osservatore esterno: il treno si muove rispetto alla stazione; punto di vista osservatore interno attivo: lui è fermo in stazione; punto di vista osservatore interno passivo: il treno si muove rispetto al proprio corpo.

Soffermiamoci su altre relazioni riferimento/riferito che possono essere realizzate dall’uomo fermo in stazione. Come osservatore esterno, egli può assumere la stazione come riferimento e la pallina come riferito. Osserva (dall’esterno) che la pallina si muove alla velocità “v” rispetto alla stazione. Egli può anche assumere il vagone come riferimento e la pallina come riferito. In quest’ultimo caso percepisce la pallina ferma rispetto al vagone. Come osservatore interno, l’uomo fermo alla stazione può assumere se stesso come riferimento e la pallina come riferito. Osserva che la pallina si muove alla velocità “v” rispetto al proprio soma.

Consideriamo l’uomo seduto sul vagone che assume il punto di vista di un osservatore esterno. Egli osserva (dall’esterno) che la pallina (riferito) è ferma rispetto al vagone (riferimento). Consideriamo l’uomo seduto sul vagone che assume il punto di vista di un osservatore interno. Egli, come osservatore attivo, percepisce di stare fermo dentro il vagone (riferimento); come osservatore passivo percepisce la pallina (riferito) ferma rispetto a se stesso (riferimento) (figura 4).

Figura 4) Uomo in stazione. Punto di vista osservatore esterno: la pallina è ferma rispetto al vagone; punto di vista osservatore interno attivo: lui è fermo sul  vagone; punto di vista osservatore interno passivo: la pallina è ferma rispetto al proprio corpo.

Osserviamo la figura 5)

Figura 5) Alberto (a sinistra) e Marco (a destra) percorrono un sentiero di montagna 

Se ci poniamo dal punto di vista dell’osservatore esterno possiamo percepire due persone Alberto (sulla sinistra) e Marco (sulla destra) che camminano rispetto ad una scena (riferimento).

Alberto può assumere il punto di vista di un osservatore esterno e percepire un arbusto (riferito) fermo rispetto alla scena. Può assumere il punto di vista di un osservatore interno e percepire se stesso che si muove (riferito) rispetto alla scena (riferimento). Può percepire la scena (riferito) che si avvicina rispetto al proprio soma (riferimento). Può percepire l’arbusto (riferito) che si avvicina rispetto al proprio soma (riferimento).

Marco come osservatore esterno può percepire Alberto (riferito) che si muove sulla scena (riferimento). Può percepire Alberto (riferito) che si avvicina all’arbusto (riferimento). Può percepire l’arbusto (riferito) che si avvicina ad Alberto (riferimento).

Marco, come osservatore interno, può anche percepire se stesso e Alberto (riferiti) che si muovono sulla scena (riferimento).

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