La sindrome del benefattore 4

La sindrome del benefattore è una patologia ossessiva in cui un rappresentante della comunità beneficia costantemente una o più persone, danneggiando nello stesso tempo la comunità da lui rappresentata. La manifestazione più grave di questa sindrome si manifesta col beneficio rivolto a persone esterne alla comunità stessa.

La sindrome del benefattore può coinvolgere, oltre ai rappresentanti della comunità, anche singoli cittadini. Questi ultimi approvano l’azione benefica del loro rappresentante e ne accettano le conseguenze negative per la loro comunità.

La sindrome del benefattore è come un virus contagioso che si diffonde nella comunità disgregandola dall’interno. Ciò è dovuto al fatto che il bene verso la singola persona è evidente mentre il danno sociale è nascosto.

La sindrome del benefattore discende dall’ideologia dei diritti umani su cui si fonda la Costituzione repubblicana e la Costituzione europea. In conformità a questa ideologia i funzionari italiani e comunitari devono garantire/riconoscere i diritti della persona umana.

I diritti della persona umana sono strettamente connessi con l’economia. Consideriamo il diritto all’assistenza sanitaria. Una persona benestante può garantirsi il diritto all’assistenza sanitaria, pagando i migliori medici e comprando le più costose medicine. Un indigente, invece, non riesce a garantirsi questo diritto. Lo stesso possiamo affermare per quanto riguarda la garanzia del diritto al patrocinio legale. Un benestante può assoldare il migliore avvocato, l’indigente non può pagarne nessuno.

La capacità/incapacità di garantire diritti a se stessi dipende strettamente dalle condizioni economiche. I nullatenenti non riescono a garantire a se stessi alcun diritto; i benestanti riescono a garantire a se stessi tutti i diritti.

Sulla base dell’ideologia dei diritti umani, se un individuo non riesce a garantire a se stesso qualche diritto, la comunità si deve far carico di questa manchevolezza. Maggiore è la povertà di una persona, meno diritti riesce a garantirsi, più problemi comporta alla comunità. In questa situazione, i rappresentanti della comunità dovrebbero agire per diminuire il più possibile la povertà, creando le condizioni economiche affinché sia facile avere un’occupazione in Italia. In questa situazione, inoltre, i rappresentanti della comunità dovrebbero evitare l’ingresso in Italia di migliaia di poveri provenienti da paesi esteri. Queste persone, infatti, non possiedono niente all’infuori dei vestiti che indossano, non conoscono la lingua italiana e sono bisognosi di tutto: vitto, alloggio, patrocinio legale, istruzione, paghetta.

Purtroppo l’ideologia dei diritti umani ha valore transnazionale. La sindrome del benefattore, che discende da questa ideologia, è anch’essa transnazionale. I diritti umani vanno garantiti a tutti, anche agli stranieri. Il benefattore agisce per il bene di tutti, anche degli stranieri. Chiunque cerchi di entrare in Italia per godere del nostro welfare va accolto e integrato, costi quel che costi.

Per i migranti, che a migliaia arrivano in Italia, ci sono tre possibilità: s’inseriscono nel tessuto produttivo; sono mantenuti in alberghi e caserme; vivono in baraccopoli in attività spesso illegali. Più ne arrivano maggiore è il degrado sociale.

Nell’immagine in basso (figura 1) possiamo osservare la baraccopoli di San Ferdinando in Calabria dopo un incendio.

Figura 1) Baraccopoli di San Ferdinando dopo un incendio. L’arrivo di masse di disperati da tutto il mondo ha fatto sorgere in varie zone dell’Italia baraccopoli come questa.  

 Nonostante le innumerevoli baraccopoli presenti in Italia, le autorità italiane continuano nella politica dell’accoglienza, in nome dei diritti umani, della solidarietà, dell’amore verso il prossimo.

Le autorità italiane agiscono contro la comunità che essi stessi rappresentano. Da questo punto di vista, il loro comportamento è patologico. Chi arreca danno a se stesso agisce in modo patologico. Anche il rappresentante della comunità che arreca danno alla comunità agisce in modo patologico.

Un individuo che arreca danno a se stesso perché prova piacere è un “masochista”. Il rappresentante della comunità che arreca danno alla comunità perché prova soddisfazione interiore è affetto dalla “sindrome del benefattore”.

Siamo governati da politici ossessionati dal desiderio di aiutare il prossimo contro la comunità.

La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha votato un importante emendamento allo Statuto Istitutivo della Corte Penale Internazionale secondo cui il “blocco navale” è un crimine internazionale di aggressione. La commissione esteri vuole impedire che  futuri governi possano mettere fine all’arrivo indiscriminato di masse di disperati in Italia.

Hanno votato a favore i rappresentanti del PD e dei 5S; i parlamentari della Lega si sono astenuti; i deputati di Forza Italia erano assenti; hanno votato contro soltanto i rappresentanti di Fratelli d’Italia.

Questo comportamento patologico è accettato dalla comunità italiana. Molti intellettuali lodano queste azioni, incuranti del conseguente danno sociale. Ciò è dovuto al fatto che la sindrome del benefattore è diventata una patologia diffusa. Si plaude alla disgregazione della famiglia per il bene del minore, della donna, degli omosessuali. Si plaude alla disgregazione della comunità scolastica per il bene dei singoli alunni, aventi diritto a seguire un percorso educativo rapportato alle loro capacità. Si plaude alla disgregazione della comunità nazionale per il bene degli “ultimi”, italiani o stranieri che siano.

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