Leggi deterministiche ed evolutive

Consideriamo la legge di gravitazione universale, il sistema solare e il pianeta terra. La terra è un’individualità, il sistema solare è una comunità, la legge di gravitazione universale consente che più individualità formino una comunità. Senza questa legge, non esisterebbe la comunità “sistema solare” e la terra si muoverebbe da sola nello spazio profondo. Analoga considerazione possiamo fare con una cellula vivente. Essa è una comunità di molecole (individualità) tenute insieme da leggi biologiche e evolutive. Senza queste leggi, la cellula si disgregherebbe e ciascuna molecola andrebbe da sola al suo destino. Anche di un singolo organismo possiamo affermare che è un insieme d’individualità (cellule) unite da leggi biologiche ed evolutive.  Questo ragionamento possiamo reiterarlo soffermandoci sugli insetti sociali. Le colonie d’insetti sociali sono uno degli esperimenti più riusciti in natura. Gli insetti sociali formano colonie con centinaia d’individui che si comportano come un super-organismo. Analizzando i dati relativi a centinaia di differenti specie di insetti sociali tra cui formiche, termiti e api, i ricercatori hanno trovato che i dati relativi alle colonie, considerate come super-organismi, erano praticamente indistinguibili da quelli di organismi individuali.

Le leggi fisiche e biologiche sono immodificabili. Le leggi evolutive sottostanno alla selezione naturale e possono essere modificate da variazioni genetiche che consentono un migliore adattamento dell’individuo e/o della comunità all’ambiente. Le leggi fisiche e biologiche sono fisse. Le leggi evolutive sono modificabili.

La cellula è un’unità vivente costituita da più singolarità (molecole) che sono tenute insieme da leggi deterministiche ed evolutive. Le leggi deterministiche concernono i legami atomici e molecolari; le leggi evolutive concernono il genoma che regola la funzione della cellula, in particolare nelle interazioni con l’esterno. Come già scritto, le leggi deterministiche sono immodificabili e ciò è un bene. Ogni costituente sub-atomico, atomico, molecolare ubbidisce ciecamente e inflessibilmente a queste rigide leggi, senza le quali tutto si disgregherebbe. Senza le leggi deterministiche non potrebbero sussistere le leggi evolutive con la loro flessibilità.

Soffermiamo adesso sulle comunità umane. Anche la comunità umana è costituita da individui tenuti insieme da leggi. La comunità umana è molto flessibile. Essa, infatti, può modificarsi rapidamente nel corso del tempo. I cambiamenti possono essere intrinseci e/o estrinseci. In una comunità, per esempio, possono nascere e svilupparsi nuove figure professionali (cambiamenti intrinseci). Una comunità può intrattenere nuove relazioni con comunità vicine (cambiamenti estrinseci). In queste circostanze è necessario promulgare nuove leggi per adattare la comunità ai cambiamenti.

A questo punto della trattazione, analizziamo il rapporto tra legge, individuo e comunità dal punto di vista teleologico, inserendo il concetto di “scopo”.  Possiamo chiederci qual è lo scopo delle leggi. Dal punto di vista teleologico c’è una sostanziale differenza tra legge deterministica immodificabile e legge evolutiva flessibile. La legge deterministica ha lo scopo di generare un’unità (comunità) da più singolarità. La legge evolutiva ha lo scopo dell’adattamento dell’unità (comunità) all’ambiente.

Fino al diciottesimo secolo, le comunità umane erano sottoposte soltanto a leggi flessibili, cioè evolutive. Per evitare abusi di potere, negli stati moderni del mondo occidentale fu introdotta la costituzione. Le norme costituzionali si differenziano dalle leggi ordinarie per la loro inflessibilità. Esse sono rigide e immodificabili. Adesso tutti gli stati moderni sono organizzati come una cellula (e un organismo) vivente. Sono unità, costituite da più singolarità, tenute insieme da leggi deterministiche (costituzionali) e leggi ordinarie (evolutive).

Consideriamo adesso il rapporto tra leggi deterministiche e leggi evolutive in una cellula vivente. Le leggi deterministiche fungono da supporto e da limite alle leggi evolutive. L’evoluzione della cellula, infatti, è supportata e incanalata dalle leggi chimiche e biologiche immodificabili. L’evoluzione non può uscire dal sentiero che le leggi deterministiche tracciano. La vita che ci circonda è resa possibile dal meraviglioso equilibrio tra leggi deterministiche ed evolutive. Se le leggi deterministiche fossero più stringenti e vincolanti, il percorso evolutivo sarebbe stato poco flessibile e l’incredibile varietà di esseri viventi non ci sarebbe stata. Se le leggi deterministiche fossero state più labili, la vita non avrebbe potuto evolversi.

Le comunità umane, grazie all’intelligenza che le guida, sono molto flessibili ai cambiamenti ambientali e sociali. E’ proprio quest’alta flessibilità che ha consentito alle comunità umane di conquistare e popolare qualsiasi punto del pianeta terra. Gli Stati moderni, come già scritto, sono comunità tenute insieme da leggi costituzionali (deterministiche) e ordinarie (evolutive).  Le leggi deterministiche (costituzionali) fissano limiti alle leggi ordinarie, che hanno l’importante funzione di adattamento. Nella stesura delle norme costituzionali, bisogna stare attenti affinché le limitazioni non siano eccessive e non impediscano alla comunità di affrontare le sfide future.

Purtroppo, i padri costituenti dell’Italia e dell’Europa non hanno tenuto conto di queste problematiche. Hanno scritto norme costituzionali focalizzando la propria attenzione sul riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. In tutti gli ambiti sociali, le norme costituzionali dettano regole stringenti che impediscono alla comunità di promulgare leggi funzionali ai cambiamenti interni e internazionali. La costituzione italiana e la costituzione europea vanno contro la peculiarità della comunità umane che è la grande capacità di adattarsi a nuove esigenze.

Esempio eclatante di quanto affermiamo è la crisi causata dai flussi migratori. Sia l’Italia sia l’Europa non riescono a risolvere in modo definitivo il problema della pressione demografica di milioni di poveri che vogliono entrare nella Comunità Europea. L’impossibilità a risolvere questo problema discende dalle norme costituzionali che impediscono l’uso dell’esercito e della forza per bloccare i flussi. La Comunità Europea, paradossalmente può affrontare eserciti in armi che vogliono conquistarla, ma non può difendersi da indigenti che premono ai suoi confini.

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