Linea energetica e gravitazione universale

Parte prima: la linea energetica

Il punto energetico.

Immaginiamo una particella minuscola analoga al punto materiale di Euclide che chiamiamo “punto energetico”. Il punto energetico, analogamente al punto materiale di Euclide, è adimensionale. Esso compie due moti rettilinei uniformi, uno reale e uno immaginario. Il movimento reale può variare; può essere, cioè realizzato a velocità diverse. Il movimento immaginario è invariabile e avviene sempre alla velocità della luce. Il movimento reale è energetico. Il movimento immaginario è a-energetico.

Soffermiamoci sul movimento reale del punto energetico. Questo movimento è una pulsazione energetica che avviene di moto rettilineo uniforme a una certa velocità. L’intensità della pulsazione energetica dipende dalla velocità. Maggiore è la velocità, maggiore è l’intensità. La pulsazione energetica può essere descritta da un vettore nel quale il punto di applicazione è quello in cui inizia il movimento; la direzione e il verso sono quelli del moto, mentre il modulo è lo spazio energizzato. L’energia, nel punto di applicazione, è la velocità istantanea (figura 1)

Figura 1. Pulsazione energetica. L’intensità della pulsazione energetica è descritta dal vettore. Nel punto di applicazione l’energia è la velocità istantanea.

 Pulsazione a-energetica

Immaginiamo lo stesso punto energetico situato in un punto dello spazio. Esso, invece di muoversi, rimane fermo, cioè in “stasi”, per un intervallo temporale (tempo di stasi). Immaginiamo che questo punto energetico, finito il tempo della stasi, salti lo spazio istantaneamente portandosi. Lo spazio bypassato da questo punto energetico è “vuoto di energia”. Infatti, il punto energetico salta lo spazio senza percorrerlo. Chiamiamo questo salto del punto energetico: “Salto quantistico”.

Il salto quantistico è una pulsazione a-energetica, che avviene alla velocità della luce invariabile. La pulsazione a-energetica può essere rappresentata da un vettore nel quale il punto di applicazione è quello in cui il punto energetico rimane in “stasi”, la direzione e il verso sono quelli del salto, mentre il modulo è lo spazio saltato (figura 2).

Figura 2. Pulsazione  a-energetica. Avviene alla velocità della luce. Si tratta di un salto quantistico, in cui lo spazio è bypassato. Il modulo è un  “vuoto energetico”, generato dal punto energetico che salta quantisticamente il vuoto,  percorrendo uno spazio ben definito.

La pulsazione a-energetica ci consente di interpretare due aspetti paradossali della fisica: la presenza dei numeri complessi nella risoluzione dell’equazione di Schroedinger e il vuoto dinamico di Einstein.

Interazione tra vettore energetico e vettore immaginario

Pulsazione energetica e pulsazione a-energetica interagiscono. Il tempo della “stasi” della pulsazione a-energetica è lo stesso tempo della pulsazione energetica (figura 3).

Figura 3. Interazione tra pulsazione energetica e pulsazione a-energetica. I tempi delle due pulsazioni coincidono  

La coincidenza dei tempi ci chiarisce la differenza tra lo spazio/tempo della pulsazione energetica e lo spazio/tempo della pulsazione a-energetica. Lo spazio/tempo a-energetico è invariabile (velocità della luce); spazio e tempo, in questa pulsazione, sono inscindibili. Lo spazio/tempo della pulsazione energetica è variabile; spazio e tempo sono separabili.

In fisica la “forza” è estrinseca all’oggetto. Essa si applica all’oggetto e ne determina la variazione di stato. L’“energia” è posseduta dall’oggetto stesso. Forza ed energia nella loro forma più semplice si manifestano in linee di forza e linee di energia. La linea di forza è tale rispetto all’ente esterno su cui si applica. La linea energetica è tale rispetto all’ente da cui si origina.  Linea di forza e linea energetica sono la più semplice forma di energia, analizzate rispetto a riferimenti diversi.

La linea energetica (analogamente alla linea di forza) è’ costituita da due serie di pulsazioni. La prima serie concerne salti quantistici a-energetici che avvengono alla velocità della luce; la seconda serie concerne pulsazioni energetiche. Le due serie di pulsazioni interagiscono come riferimento (sfondo)/riferito (figura). La serie di salti quantistici funge da riferimento alla serie di pulsazioni energetiche (riferito). La serie di salti quantistici a-energetici è costituita da salti della stessa ampiezza spazio/temporale.

Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata una serie di pulsazioni a-energetiche (salti quantistici). Queste pulsazioni avvengono alla velocità della luce. L’ampiezza delle pulsazioni non varia. Questa invarianza consente alle pulsazioni a-energetiche di essere riferimento. Le frecce tratteggiate indicano pulsazioni a-energetiche (Figura 4).

Figura 4. Serie di pulsazioni a-energetiche. Esse sono invarianti. Il tratteggio ne mostra la componente a-energetica  

Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata una serie di pulsazioni energetiche. L’ampiezza delle pulsazioni varia. Essa diminuisce in modo ordinato con la legge del quadrato della distanza. Questa varianza avviene rispetto all’invarianza delle pulsazioni a-energetiche. Per tale motivo la serie di pulsazioni energetiche è riferita (figura 5).

Figura 5. Serie di pulsazioni energetiche. Ognuna di esse è una velocità istantanea. Le pulsazioni variano diminuendo di intensità con la legge del quadrato delle distanze. La linea continua (non tratteggiata)  mostra la natura energetica di queste pulsazioni.  

L’interazione riferimento/riferito tra pulsazioni a-energetiche (invarianti) e pulsazioni energetiche (varianti) genera la linea energetica. Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata l’interazione riferimento/riferito tra una serie di pulsazioni a-energetiche e una serie di pulsazioni energetiche. Quest’interazione genera la linea energetica. Le serie di pulsazioni a-energetiche costituisce la “linea di moto” dell’energia (figura 6).

Canale d’interazione

Figura 6. La linea energetica. La linea energetica è un’interazione riferimento/riferito tra serie di salti quantistici a-energetici (riferimento) e serie di pulsazioni energetiche (riferito). La serie di salti quantistici costituisce la linea di moto.    

Definiamo la serie di salti quantistici col termine “canale d’interazione”. Il canale d’interazione ha una direzione e un verso. Il verso è quello della linea di moto. La linea energetica, quindi, è costituita da un canale d’interazione che supporta una serie di pulsazioni energetiche.

La carica

La linea energetica si può presentare con carica diretta oppure complementare. Quando le direzioni delle pulsazioni energetiche e a-energetiche coincidono, la carica è diretta. Quando la direzione della serie di pulsazioni a-energetiche è perpendicolare alla direzione della serie di pulsazioni energetiche, la carica è complementare.

La carica diretta di una linea energetica può essere positiva o negativa. Se i versi delle due pulsazioni coincidono, la linea energetica è di carica diretta positiva. Se i due versi sono opposti, la linea energetica è di carica diretta negativa.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono rappresentate due linee energetiche a carica diretta negativa (in alto) e positiva (in basso). Il canale d’interazione è l’insieme dei salti quantistici, che formano la linea di moto dell’energia. Il canale d’interazione è disegnato col verso a destra. Notiamo che, nella linea energetica di carica diretta negativa, il verso delle pulsazioni energetiche è opposto al verso del canale d’interazione; nella linea energetica di carica diretta positiva il verso delle pulsazioni energetiche è uguale al verso del canale d’interazione (figura 7).

Figura 7. Due linee energetiche a carica diretta negativa (in alto) e a carica diretta positiva (in basso). Il canale d’interazione è tratteggiato. Se indichiamo col termine “avanti” il verso del canale di interazione, abbiamo che le pulsazione di carica diretta negativa vanno “indietro”, mentre le pulsazioni di carica diretta positiva vanno “avanti”.  

La linea energetica può presentarsi con carica complementare. In questa circostanza il verso delle pulsazioni energetiche è perpendicolare al verso del canale d’interazione. Questa linea energetica può orientarsi in innumerevoli modi nello spazio. Per esempio rispetto alla nostra posizione che la osserviamo, essa può essere orientata verso sopra, verso sotto, verso sinistra, verso destra, ecc. Possiamo anche affermare che il canale d’interazione può ruotare nello spazio modificando l’orientamento della serie di pulsazioni energetiche (figura 8).

Figura 8. Linea energetica di carica complementare. La direzione del canale d’interazione è perpendicolare alla direzione della serie di pulsazioni. La linea energetica può orientarsi in innumerevoli modi nello spazio.  

Energia puntiforme

La linea energetica può essere descritta come una successione di punti/istanti energetici, la cui intensità è data dalla velocità istantanea del punto energetico. Le pulsazioni a-energetiche sono dilatazione del vuoto. Ciascuna pulsazione energetica è energia puntiforme. A ogni salto a-energetico si genera un punto di energia, la cui intensità è definita dalla pulsazione energetica (velocità istantanea). Più veloce è questa pulsazione, maggiore è l’intensità dell’energia in quel punto. Come già scritto, più pulsazioni a-energetiche costituiscono il canale d’interazione. L’energia pulsante si distribuisce, punto per punto, in questo canale d’interazione.

Generatrice

La linea energetica ha una generatrice. La generatrice può essere una carica o una massa. Generatrice e linea energetica interagiscono in un punto che definiamo “punto sorgente”. Dal punto sorgente si origina la serie di salti quantistici. In questo punto l’intensità della pulsazione energetica (velocità istantanea del punto energetico) è direttamente proporzionale alla massa o alla carica della generatrice.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrate due masse generatrici di due linee energetiche del campo gravitazionale. L’intensità dell’energia istantanea nel punto sorgente è direttamente proporzionale alla massa generatrice (figura 9).

Figura 9. Proporzionalità diretta tra massa generatrice ed energia nel punto sorgente. La massa generatrice della figura in alto è maggiore della massa generatrice della figura in basso. A questa maggiore massa corrisponde una maggiore intensità della pulsazione energetica nel punto sorgente. Il punto sorgente si trova nel centro di gravità della massa. E’ stato disegnato all’esterno per illustrarlo più chiaramente.  

La linea energetica interagisce con un ente analogo all’ente generatore. Se la linea energetica è generata da una massa, interagisce con un’altra massa. Se la linea energetica è generata da una carica, interagisce con un’altra carica.

Tensore energetico

Chiamiamo “tensore energetico” la linea energetica che è generata da una carica o una massa e che interagisce con un’altra carica o un’altra massa. Il tensore, quindi, è una linea energetica che inizia (punto sorgente) e finisce (punto finale).  Punto sorgente e punto finale sono punti energetici, la cui intensità dipende dalla velocità istantanea del punto energetico. La distanza tra i due punti è il “braccio” del tensore. L’energia pulsante nel punto sorgente, come già scritto, è direttamente proporzionale alla massa o alla carica e diminuisce con la legge del quadrato della distanza tra i due punti. L’energia pulsante nel punto finale (o punto d’interazione) dipende dall’energia pulsante all’origine e dalla lunghezza del braccio. L’energia interna, che chiamiamo “energia tensoriale”, è costituita dalla serie di pulsazioni energetiche che dal punto sorgente si propagano verso il punto finale. L’energia tensoriale è inversamente proporzionale all’energia nel punto finale (figura 10).

Figura 10 Tensore energetico. Il tensore energetico è una linea energetica generata da una massa o una carica. Esso si caratterizza per un punto sorgente e un punto finale in cui interagisce con un’altra massa o carica. L’energia complessiva dal punto sorgente al punto finale è “energia tensoriale”.

Proporzionalità inversa tra energia tensoriale ed energia nel punto d’interazione finale

Come già scritto, esiste una proporzionalità inversa tra la lunghezza del tensore (energia tensoriale) e l’energia del punto d’interazione. Maggiore è il tensore (energia tensoriale) minore è l’energia del punto d’interazione. Vale la seguente legge di proporzionalità tra lunghezza del tensore ed energia del punto d’interazione: AB x EB = A1B1 x B1B. La lunghezza del tensore AB per l’energia puntiforme nel punto “B” (freccia rossa) è uguale alla lunghezza del tensore A1B1 per l’energia puntiforme nel punto “B1” (freccia rossa). Si noti come la lunghezza delle due frecce rosse sia inversamente proporzionale alla lunghezza dei due tensori (figura 11).

Figura 11. Proporzionalità inversa tra tensore (energia tensoriale) ed energia del punto finale d’interazione. Nella figura sono illustrati due tensori generati dalla stessa massa o carica. Il tensore, illustrato in alto, ha un punto d’interazione più lontano dal punto sorgente. Il tensore, illustrato in basso, ha un punto d’interazione più vicino punto sorgente. Il punto d’interazione del tensore più esteso ha energia minore rispetto al punto d’interazione del tensore meno esteso. Più grande è il tensore, minore è l’energia del punto d’interazione.

Allungamento/accorciamento del tensore

Il tensore può allungarsi e accorciarsi. Quando si allunga, aumenta l’energia tensoriale e diminuisce l’energia d’interazione del punto finale. Quando si accorcia, diminuisce l’energia tensoriale e aumenta l’energia d’interazione del punto finale (figura 12).

Figura 12. Allungamento/accorciamento del tensore. Quando il tensore si allunga, aumenta l’energia tensoriale e diminuisce l’energia d’interazione del punto finale d’interazione. Quando il tensore si accorcia, diminuisce l’energia tensoriale e aumenta l’energia d’interazione del punto finale.

Parte seconda: La gravitazione

In questa parte illustriamo l’interazione gravitazionale mediata da tensori gravitazionali. Il tensore gravitazionale è il “gravitone”.

Osserviamo l’immagine in basso. E’ raffigurata la terra e il campo gravitazionale che la circonda. Si noti come il campo gravitazionale sia attrattivo. Si tratta di energia che attira i corpi verso la terra (figura 13).

Figura 13. La terra e il campo gravitazionale generato dalla sua massa.  

Si definisce campo gravitazionale una regione di spazio, che circonda una massa “m”, in ogni punto della quale è possibile definire la forza che “m” esercita su una massa di prova “m1”, posta in quel punto.

Campo gravitazionale e linea energetica

Definiamo il campo gravitazionale sulla base della linea energetica. Il campo gravitazionale è un insieme di linee energetiche di carica diretta negativa, cioè di opposizione alla linea di moto del canale d’interazione. Osserviamo l’immagine in basso. La sfera verde designa la terra. La linea energetica, che dalla terra viaggia nello spazio alla velocità della luce con salti quantistici, è raffigurata a destra. Le frecce nere sono i salti quantistici a-energetici. Le frecce rosse sono le pulsazioni energetiche dirette verso il centro della terra. L’intensità delle pulsazioni energetiche diminuisce con la legge del quadrato delle distanze (figura 14).

Figura 14. La terra e la linea energetica che fa parte del suo campo gravitazionale. La linea energetica è di carica negativa. E’ formata da salti quantistici a-energetici che avvengono alla velocità della luce e da pulsazioni energetiche che
decrescono d’intensità con la legge del quadrato delle distanze.

L’insieme delle linee energetiche forma il campo gravitazionale generato dalla massa.

Interazione gravitazionale tra due astri

Analizziamo l’interazione  gravitazionale tra due astri “star A” e “star B”. Osserviamo l’immagine in basso è illustrata l’interazione gravitazionale tra due astri, Star A e Star B. Nella figura in basso mA è la massa di Star A e mB è la massa di Star B; rB è la distanza di Star B dal centro di massa (baricentro); rA è la distanza di Star A dal centro di massa.  Sappiamo che rBmB = rAmA. Secondo la nostra teoria, rA e rB sono tensori gravitazionali, la cui energia è “energia tensoriale” (figura 15).

Figura 15. Interazione gravitazionale tra star A e star B. Il baricentro è anche detto “centro di massa”. Esso è il fuoco comune su cui ruotano i due astri. RA e rB sono energia tensoriale; mA e mB sono le masse di star

Partendo da questa immagine e dalla nostra teoria sul tensore gravitazionale, ipotizziamo che i due tensori gravitazionali siano in equilibrio bilanciato con le due masse.

Equilibrio bilanciato

Soffermiamoci, dunque, sull’equilibrio bilanciato. Osserviamo l’immagine in basso.  Siamo alla presenza di una leva di primo genere. La potenza e la resistenza sono energia; la freccia rossa illustra l’energia della potenza che agisce sul braccio di destra. Questa energia trasduce nel braccio di sinistra, invertendo il verso. La resistenza è energia che agisce sul braccio di sinistra. Questa energia trasduce nel braccio di destra invertendo il verso (figura 16).

Figura 16. Leva di primo genere. Le due frecce blu, e rossa sono energia. La freccia blu è energia applicata al braccio di destra; la freccia rossa è la stessa energia trasdotta al braccio di sinistra. Il fulcro è il centro di trasduzione di energia.  

Altalena

Osserviamo l’immagine in basso. Siamo alla presenza di una leva di primo genere. La massa dei due giovani è diversa. Il maschio ha una massa maggiore della femmina. Le due masse, però sono in equilibrio. Ciò è dovuto alla diversa lunghezza dei due bracci. Si tratta di due distanze, indicate nella figura con bRe bF. La lunghezza del braccio di destra misura quanta energia del ragazzo si è trasferita di là dal fulcro ed è diventata energia che sostiene in aria la ragazza. La lunghezza del braccio di sinistra misura quanta energia della ragazza si è trasferita di là dal fulcro ed è diventata energia che sostiene il ragazzo. Notiamo che la ragazza è seduta più lontana dal fulcro rispetto al ragazzo. Ciò determina una maggiore lunghezza del braccio destro della leva, rispetto alla lunghezza del braccio sinistro. La maggiore lunghezza di bF (energia sostegno) compensa la minor massa della ragazza. Il prodotto della massa della ragazza con il braccio di destra (energia sostegno proveniente dal ragazzo) è uguale al prodotto della massa del ragazzo con il braccio di sinistra (energia sostegno proveniente dalla ragazza). Se indichiamo con mR la massa del ragazzo e con mF la massa della ragazza, avremo: mFbF = mRbR (figura 17).

Figura 17. Altalena. La ragazza, seduta sul braccio di destra, con il suo peso genera un’energia che è trasdotta sul braccio di sinistra; quest’energia sostiene il ragazzo. Il ragazzo, seduto sul braccio di sinistra, con il suo peso genera un’energia che è trasdotta sul braccio di sinistra; quest’energia sostiene la ragazza. Le due masse sono proporzionali alle due energie trasdotte.  

Possiamo affermare che i due giovani, seduti a quella precisa distanza dal fulcro, sono in equilibrio bilanciato. Le due masse diverse sono compensate dalla diversa lunghezza dei due bracci (energie di sostegno).  I due giovani possono però modificare la loro posizione mantenendosi in equilibrio bilanciato. Si possono avvicinare/allontanare dal fulcro in modo sincronizzato.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono raffigurati Star A (a sinistra) e Star B (a destra). I due astri non interagiscono. Le linee energetiche del loro campo gravitazionale si protendono verso l’infinito (figura 18).

Figura 18. Star A e star B con le rispettive linee energetiche gravitazionali. I due astri non interagiscono.  

Interazione tra i due astri descritti attraverso i tensori.

Osserviamo l’immagine in basso. Star A e star B interagiscono. I loro tensori si legano in equilibrio bilanciato. L’energia tensoriale di Star A trasduce in star B. Essa diventa l’energia tensoriale che attrae star B verso il centro di massa.  L’energia tensoriale di Star B trasduce in star A. Essa diventa l’energia tensoriale che attrae Star A verso il centro di massa (figura 19).

Figura 19. Interazione gravitazionale tra star A e star B, tramite i loro tensori. L’energia tensoriale di un astro traduce verso l’altro astro. Il centro di massa è la sorgente dei due tensori. Esso trasmette energia trasdotta verso i due astri.  I due astri sono in equilibrio bilanciato. Il prodotto della massa di star A per l’energia tensoriale di star B trasdotta è uguale al prodotto della massa di Star B per l’energia tensoriale di star A trasdotta.

Osservando la figura, notiamo che la maggiore forza con cui star B è attratta da star A, si distribuisce su un tensore più lungo fino a che l’intensità di attrazione puntiforme (istantanea) tra i due astri si eguaglia. L’energia puntiforme con cui Star B attrae star A è uguale all’energia puntiforme con cui star A attrae star B.

I tensori che attraggono star A e star B sono energia trasdotta, che proviene dall’altro astro. L’energia tensoriale di Star A è la forza complessiva che attrae Star B verso il centro di massa e l’energia tensoriale di Star B è la forza complessiva che attrae star A verso il centro di massa.

Moti dei corpi

Tra gli innumerevoli moti dei corpi, alcuni sono particolarmente importanti nello studio dei fenomeni fisici. Essi sono: il moto rettilineo uniforme, il moto uniformemente accelerato, il moto circolare uniforme e il moto ellissoide. Il moto rettilineo uniforme si caratterizza per la velocità che si mantiene costante. Nel moto rettilineo uniformemente accelerato è l’accelerazione a mantenersi costante; il corpo, istante per istante, modifica la propria velocità. Nel moto circolare uniforme, il corpo subisce una spinta (energia) puntiforme, istante per istante, che non gli fa aumentare la velocità, ma gli consente di ruotare, invece che di muoversi in linea retta. Nel moto ellissoide il corpo accelera e decelera. La spinta del moto circolare uniforme aumenta/diminuisce con conseguente accelerazione decelerazione del corpo.

Moto circolare uniforme di un astro

Analizziamo il moto circolare uniforme di un astro che ruota attorno al centro di massa. Il tensore è energia trasdotta da un altro astro. Nel moto circolare uniforme si osservano tre costanti. Si tratta dell’energia tensoriale, dell’energia d’interazione nel punto finale e della velocità del moto orbitale. L’energia d’interazione nel punto finale è costante; essa è la spinta che l’astro subisce e che è funzionale al moto di rotazione. Senza questa spinta l’astro si muoverebbe di moto rettilineo uniforme. Il punto sorgente è il centro di massa (figura 20).

Moto ellissoide di un astro

Figura 20. Quando l’energia tensoriale dell’astro si mantiene costante, si mantengono costanti l’energia di spinta (energia d’interazione) e l’energia orbitale. L’astro si muove di moto circolare uniforme.   

Analizziamo il moto ellissoide di un astro che ruota attorno al centro di massa. Sappiamo che durante questo moto, l’astro accelera/decelera. Soffermiamoci sull’accelerazione. Nel moto accelerato ellissoide si osservano tre variabili. Si tratta dell’energia tensoriale, che diminuisce; dell’energia d’interazione del punto finale, che aumenta; della velocità del moto orbitale, che aumenta. L’energia d’interazione, che aumenta, è la spinta che l’astro subisce e che è funzionale all’accelerazione del moto orbitale. Senza quest’aumento della spinta, l’astro si muoverebbe di moto circolare uniforme (figura 21).

Figura 21. Moto ellissoide di un astro. Quando l’energia tensoriale dell’astro diminuisce, aumenta l’energia di spinta (energia d’interazione), aumenta l’energia orbitale con conseguente accelerazione dell’astro. Quando l’energia tensoriale dell’astro aumenta, diminuisce l’energia di spinta, diminuisce l’energia orbitale, con conseguente decelerazione.    

Massa inerziale e massa gravitazionale

La massa di star A rispetto all’attrazione gravitazionale è massa gravitazionale; rispetto al moto orbitale è massa inerziale. La velocità orbitale concerne l’energia cinetica di una massa. L’energia tensoriale concerne l’energia potenziale di una massa.

Secondo la nostra ipotesi, sia la velocità orbitale sia la velocità di pulsazione sono velocità istantanee. La prima molto piccola; le seconde prossime alla velocità della luce. La serie di salti quantistici, alla velocità della luce, supporta queste due serie di velocità istantanee, fungendo loro da sfondo. Punto per punto (salto quantistico per salto quantistico) le velocità istantanee aumentano, diminuiscono o si mantengono costanti.

Gravitazione tramite più tensori

Finora nelle figure abbiamo illustrato singoli tensori gravitazionali, uno per ogni astro. L’interazione gravitazionale concerne molteplici tensori. Per rappresentare graficamente l’interazione gravitazione tramite più tensori, utilizziamo un’immagine concernente, le interazioni tra campi elettrici di cariche puntiformi.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrate le interazioni tra campi elettrici, tre di carica positiva e uno di carica negativa. La carica negativa è il centro di attrazione delle cariche positive. Questo centro è analogo al centro di massa del campo gravitazionale. Escludiamo una carica positiva e soffermiamoci sulle due cariche positive una di fronte all’altra. Essi rappresentano i due astri con la carica negativa rappresentante il centro di massa. Più tensori gravitazionali di ciascun astro interagiscono attraverso il centro di massa e trasducono verso l’altro astro. L’importante, in queste molteplici interazioni, è l’equilibrio tra tensori e masse e l’uguaglianza dell’energia d’interazione tra i due astri (figura 22).

Figura 22. Illustrazione dell’interazione gravitazionale tra star A e star B, tramite l’illustrazione dell’interazione di cariche puntiformi. Le due cariche positive (+1), disposte l’una di fronte all’altra, rappresentano star A e star B. La carica negativa (-1) rappresenta il centro di massa. Le linee di forza che legano le due cariche positive l’una all’altra sono energia tensoriale trasdotta. Più tensori gravitazionali compartecipano all’interazione gravitazionale tra star A e star B.  

Campo gravitazionale di star A

Soffermiamoci sul campo gravitazionale di star A. Esso è prodotto da innumerevoli linee energetiche che partono dal centro di star A e si diramano nel vuoto dilatandolo. Osserviamo l’immagine in basso. La sfera verde raffigura star A. Le serie di frecce nere e rosse rappresentano linee energetiche gravitazionali. Essi si diramano dal centro di star A in tutte le direzioni. Questo campo gravitazionale non è statico ma dinamico. Le linee energetiche, infatti, sono energia alla velocità della luce. Essi, inoltre, accompagnano il moto di rotazione di star A su se stessa. Mentre star A ruota, le linee energetiche ruotano attorno al proprio centro (figura 23).

Figura 23. Rotazione delle linee energetiche gravitazionali. Star A ruota su se stessa. Durante questa rotazione anche le linee energetiche gravitazionali ruotano. La rotazione è indicata con frecce verdi.  

Effetto scivolamento

Star A ruota attorno al centro di massa utilizzando l’energia gravitazionale di star B trasdotta. Se star A non ruotasse attorno a se stessa, potrebbe utilizzare sempre gli stessi tensori per rimanere aggrappata a star B. Il moto orbitale, però, è accompagnato dal moto di rotazione. Durante la rotazione anche le linee energetiche ruotano. Star A, quindi, ruotando su se stessa, si aggrappa a star B con linee energetiche diverse. La stessa considerazione si può fare con star B.  Ciascuna stella, ruotando su se stessa, offre all’altra linee energetiche diverse cui aggrapparsi. Quando due linee energetiche interagiscono, si generano i tensori (i gravitoni). Chiamiamo “effetto scivolamento” il fenomeno di aggancio/sgancio tra i tensori.

Osserviamo l’immagine in basso. Due astri di uguale massa ruotano su se stessi. I due moti di rotazione sono indicati con frecce verdi. I tensori d’interazione dei due astri convergono verso il centro di massa, dove traducono la loro energia uno nell’altro (frecce gialle e frecce rosse). I tensori che interagiscono trasducendo l’energia, non rimangono sempre gli stessi, ma sono sostituiti da altre linee energetiche che ruotano. In questa figura l’effetto scivolamento è illustrato per due singoli tensori (figura 24).

Figura 24. Effetto scivolamento. L’effetto scivolamento è causato dalla rotazione su se stessi degli astri. I tensori gravitazionali agganciati dei due astri sono una parte delle linee energetiche gravitazionali complessive. Le linee energetiche per ogni astro possono essere ripartiti in “agganciate” e “sganciate”. L’aggancio comporta la trasduzione di energia. L’effetto scivolamento è l’aggancio/sgancio dei tensori gravitazionali. Nella figura in alto i due tensori gravitazionali agganciati sono quelli in cui avviene la trasduzione di energia (frecce gialle e rosse invertite).  

Curvatura dello spazio dovuta alla rotazione di un astro attorno al suo centro di massa.

La curvatura dello spazio è tracciata dai tensori di energia trasdotta che ruotano durante il moto orbitale dei due astri attorno al centro di massa. Le due curvature sono generate da tensori ruotanti che scivolano l’uno sull’altro.

Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrato il moto di rotazione di un astro attorno al centro di massa. Per semplificare l’immagine, il tensore di energia trasdotta (serie di frecce rosse e nere) è unico. Esso ruota (frecce verdi) attorno al centro di massa. Questa rotazione genera una curvatura dello spazio (figura 25).  

       Figura 25. Curvatura dello spazio tracciata dai tensori gravitazionali trasdotti che ruotano attorno al centro di massa. In questa figura il tensore gravitazionale rotante è singolo.  

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