La linea energetica

Premessa

Quando si osservano e si spiegano i fenomeni naturali e gli eventi si possono assumere due punti di vista. Si tratta del punto di vista del soggetto agente e il punto di vista dell’osservatore esterno. Nella prima circostanza, l’osservatore si mette al posto di chi agisce; nella seconda circostanza, rimane esterno ai fenomeni osservati e analizzati. Quando assumiamo il punto di vista del soggetto agente, utilizziamo la costruzione transitiva; quando assumiamo il punto di vista dell’osservatore esterno, utilizziamo la costruzione intransitiva.

Il punto di vista dell’osservatore esterno è utilizzato nell’analisi dei fenomeni naturali. Il punto di vista del soggetto agente è utilizzato nell’analisi comportamentale degli animali e anche delle piante. Mettendoci dal punto di vista dell’osservatore esterno, spieghiamo i fenomeni naturali col principio di causa-effetto. Mettendoci dal punto di vista del soggetto agente spieghiamo i comportamenti col principio della causa finale, cioè di un obiettivo da raggiungere. Il principio della causa finale è teleologico.

I fisici, quando analizzano i fenomeni, si mettono dal punto di vista dell’osservatore esterno e utilizzano il principio di causa-effetto. Questo approccio, però, in meccanica quantistica, non è quello più efficace. E’ più opportuno mettersi dal punto di vista del soggetto agente. Ciò dipende dal fatto che la “linea energetica” (vedi avanti) ha natura polimorfa.

Nella mitologia greca e fenicia esisteva una divinità che poteva assumere diverse sembianze a meno che non lo si immobilizzasse. Il suo nome era Proteo, da cui deriva il termine proteiforme. Le linee energetiche, semplici o complesse sono polimorfe. Anche i costrutti, che hanno come costituenti linee energetiche sono polimorfi. Ciascuno di essi, come Proteo, può manifestarsi in forme diverse.

Proteo, nell’assumere una sembianza, sceglieva quella che era la più opportuna per raggiungere un determinato scopo. Per Proteo, quindi, le varie sembianze erano opzioni di scelta. Possiamo interpretare le varie forme, con cui si può manifestare la linea energetica o il costrutto energetico come opzioni di scelta. Un costrutto energetico come l’elettrone ha numerose opzioni di scelta, cioè numerose forme di manifestazione. All’elettrone possiamo attribuire anche una volontà che è quella di interagire con altri enti. Possiamo anche attribuirgli uno scopo che  è quello della minima energia. L’elettrone, quando interagisce con un altro ente, sceglie la forma che consente l’interazione energetica al più basso livello.

Come gli animali fuggono dal dolore e ricercano il piacere, analogamente le linee energetiche e i costrutti energetici fuggono dalle interazione ad alta energia e ricercano le interazioni a bassa energia.

Agire sulla base di un obiettivo da raggiungere richiede l’anticipazione. Gli animali agiscono sulla base dell’anticipazione. Prima di un’azione ne anticipano la conseguenza. Tale conseguenza è lo scopo che si prefiggono. Non possiamo, ovviamente, ritenere che la linea energetica interagisca con un’altra linea energetica anticipando le conseguenze dell’interazione. Però, possiamo ipotizzare che le possibili interazioni siano sperimentate dalle due linee energetiche. Questi esperimenti durano pochissimo. Le interazioni avvengono su scala microscopica alla velocità della luce. Possiamo, quindi, ritenerle istantanee. Ciò ci consente di mantenere il punto di vista teleologico. Le linee energetiche possono assumere più forme. In un istante, provano le interazioni possibili tra le forme diverse e scelgono l’interazione a più bassa energia.

Pulsazioni a-energetiche e pulsazioni energetiche.

In fisica la “forza” è un’energia estrinseca all’oggetto. Essa si applica all’oggetto e ne determina la variazione di stato. L’energia intrinseca è quella posseduta dall’oggetto stesso. Per tale motivo sostituiamo il termine “linea di forza” col termine “linea energetica”. La linea di forza è tale rispetto all’ente esterno su cui si applica. La linea energetica è tale rispetto a se stessa.  La linea energetica è la più semplice forma di energia. E’ costituita da due serie di pulsazioni. La prima serie concerne salti quantistici a-energetici che avvengono alla velocità della luce; la seconda serie concerne pulsazioni energetiche, anch’esse alla velocità della luce. Le due serie di pulsazioni interagiscono come riferimento/riferito. La serie di salti quantistici funge da riferimento alla serie di pulsazioni energetiche (riferito). La serie di salti quantistici a-energetici è costituita da salti della stessa ampiezza spazio/temporale.

Osserviamo l’immagine in basso (Figura 1). E’ illustrata una serie di pulsazioni a-energetiche (salti quantistici). Queste pulsazioni avvengono alla velocità della luce. L’ampiezza delle pulsazioni non varia. Questa invarianza consente alle pulsazioni a-energetiche di essere riferimento. Le frecce tratteggiate indicano pulsazioni a-energetiche.

Figura 1. Serie di pulsazioni a-energetiche. Esse sono invarianti. Il tratteggio ne mostra la componente a-energetica

Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata una serie di pulsazioni energetiche. Ogni pulsazione avviene alla velocità della luce. L’ampiezza delle pulsazione varia. Essa diminuisce in modo ordinato con la legge del quadrato della distanza. Questa varianza avviene rispetto all’invarianza delle pulsazioni a-energetiche. Per tale motivo le pulsazioni energetiche sono riferito (figura 2).

Figura 2. Serie di pulsazioni energetiche. Esse variano diminuendo con la legge del quadrato delle distanze. La linea continua ne  mostra la componente energetica  L’interazione riferimento/riferito tra pulsazioni a-energetiche (invarianti) e pulsazioni energetiche (varianti) genera la linea energetica.

Osserviamo l’immagine in basso. E’ illustrata l’interazione riferimento/riferito tra una serie di pulsazioni a-energetiche e una serie di pulsazioni energetiche. Le serie di pulsazioni a-energetiche costituisce la “linea di moto” dell’energia (figura 3)

Figura 3. Interazione riferimento/riferito tra pulsazioni a-energetiche e pulsazioni energetiche. Le prime sono invarianti le seconde diminuiscono d’intensità al quadrato della distanza.

Canale d’interazione

Definiamo la serie di salti quantistici col termine “canale di interazione”. Il canale di interazione ha una direzione e un verso. Il verso è quello della linea di moto. La linea energetica, quindi, è costituita da un canale di interazione che supporta una serie di pulsazioni energetiche. La linea energetica più semplice si può manifestare in tre forme diverse. Ciascuna manifestazione è una forma a priori della linea energetica, ossia un’opzione di scelta. La linea energetica decide in quale forma manifestarsi e questa decisione dipende dal fine cui tende, cioè l’interazione con minore energia.

Linea energetica statica

La linea energetica può essere “statica” oppure “dinamica”. La linea energetica statica si può presentare con carica diretta oppure complementare. La carica diretta, con cui si presenta la linea energetica statica, può essere positiva o negativa. Se i due versi coincidono la linea energetica si presenta con una carica diretta positiva. Se i due versi sono opposti, la linea energetica statica si presenta con carica diretta negativa.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono rappresentate due linee energetiche a carica diretta negativa (in alto) e positiva (in basso). Il canale di interazione è l’insieme dei salti quantistici, che formano la linea di moto dell’energia. Il canale di interazione è disegnato col verso a destra. Notiamo che, nella linea energetica di carica diretta negativa, il verso delle pulsazioni energetiche è opposto al verso del canale di interazione; nella linea energetica di carica diretta positiva il verso delle pulsazioni energetiche è uguale al verso del canale di interazione (figura 4).

Figura 4. Due linee energetica a carica diretta negativa (in alto) e a carica diretta positiva (in basso). Il verso dei canali di interazione è uguale (da sinistra a destra). Le pulsazioni energetiche hanno verso opposto. Se indichiamo col termine “avanti” il verso del canale di interazione, abbiamo che le pulsazione di carica diretta negativa vanno “indietro”, mentre le pulsazioni di carica diretta positiva vanno “avanti”.  

La linea energetica statica può presentarsi con carica complementare. In questa circostanza il verso delle pulsazioni energetiche è perpendicolare al verso del canale d’interazione. Questa linea energetica può interagire con un’altra linea energetica orientandosi in innumerevoli modi nello spazio. Per esempio rispetto alla nostra posizione che la osserviamo, essa può essere orientata verso sopra, verso sotto, verso sinistra, verso destra, ecc.  Possiamo anche affermare che il canale d’interazione può ruotare nello spazio modificando l’orientamento della serie di pulsazioni energetiche. (figura 5).

Figura 5. Linea energetica statica di carica complementare. Essa può interagire con un’altra linea energetica orientandosi in innumerevoli modi nello spazio.  Interazione tra linee energetiche

Le linee energetiche interagiscono l’una con l’altra, generando linee energetiche complesse. L’interazione può essere di legame o di anti-legame. Due linee energetiche statiche di carica diretta opposta (+, -) generano una interazione di legame. Due linee energetiche statiche di carica diretta uguale (+, + oppure -,-) generano un’interazione di anti-legame.

Osserviamo l’immagine in basso (figura 6). Sono illustrate due linee energetiche statiche di carica diretta opposta. Esse interagiscono con il proprio canale di interazione di verso opposto. L’interazione è di legame. La linea energetica di carica negativa è rappresentata con frecce rosse; la linea energetica di carica positiva è rappresentata con frecce blu. I canali di interazione (frecce grandi delle stesse dimensioni) sono stati disegnati separatamente per illustrali meglio. Essi, però, si sovrappongono formando un unico canale di interazione.

Figura 6. Interazione di legame tra due linee energetica di carica diretta opposta. I due canali d’interazione hanno verso opposto, mentre le due serie di pulsazioni energetiche hanno lo stesso verso.  

Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrati due canali di interazione tra due linee energetiche della stessa carica diretta. L’interazione è di anti-legame (figura 7).

igura 7. Interazione di anti-legame tra due linee energetiche della stessa carica diretta

Due linee energetiche complementari di carica opposta interagiscono generando una linea energetica complessa. L’interazione è di legame. Osserviamo l’immagine in basso (figura 8). E’ illustrata una linea energetica complessa generata dall’interazione di due linee energetiche complementari di carica opposta.

Linea energetica dinamica

Figura 8. Interazione di legame tra due linee energetiche di carica complementare opposta. I due canali d’interazione hanno verso opposto. Inoltre, sulla base del nostro punto di vista, da sinistra a destra la serie di pulsazioni energetiche verso il basso decresce mentre la serie di pulsazioni energetiche verso l’alto cresce; da destra a sinistra avviene l’inverso.  

La linea energetica, come abbiamo già scritto, può presentarsi in forma statica o dinamica. Quando si presenta in forma statica, le pulsazioni energetiche diminuiscono di intensità al quadrato della distanza, distribuendosi lungo il canale di interazione. Quando la linea energetica si presenta in forma dinamica, le pulsazioni energetiche si distribuiscono lungo il canale di interazione in forma crescente/decrescente e decrescente/crescente. In questa circostanza, si genera una struttura in cui sono presenti una cresta e un ventre.

Osserviamo l’immagine in basso (figura 9) E’ illustrata la linea energetica dinamica. Questa illustrazione è quella presente nei libri di testo. La serie di frecce verdi costituisce il canale di interazione; la serie di frecce nere sono le pulsazioni energetiche che crescono/decrescono disegnando una cresta e un ventre. Cresta e ventre sono cariche complementari opposte.

Figura 9. Linea energetica dinamica. Questa illustrazione si trova nei testi scolastici. Cresta e ventre sono cariche complementari opposte.

Nel saggio sulla mini-pulsar abbiamo ipotizzato che non sia questa la struttura della linea energetica dinamica ma quella illustrata nell’immagine in basso (figura 10).

Figura 10. Linea energetica dinamica. Questa illustrazione mostra la nostra ipotesi sulla sua struttura.  

Questa struttura ha una sua logica. Sulla base del nostro punto di vista, la serie di pulsazioni energetiche verso l’alto è di intensità crescente mentre la serie di pulsazioni energetiche verso il basso è di intensità decrescente. Questa struttura è analoga a quella che si ottiene con l’interazione tra due cariche complementari statiche. Anche questa struttura presenta una cresta e un ventre. Cresta e ventre, però, sono frazionate in alto/basso. Una semicresta è diretta verso l’alto e una semicresta è diretta verso il basso; un semiventre è diretto verso il basso e un semiventre è diretto verso l’alto.

Nella linea energetica dinamica la serie di pulsazioni, mantenendosi perpendicolare al canale di interazione, può manifestarsi  con orientamento in qualsiasi direzione.

Osserviamo l’immagine in basso (figura 11). E’ illustrata una linea energetica dinamica orientata in due modi diversi. Nell’immagine in alto, rispetto a noi e al canale d’interazione, ha orientamento sinistra/destra. Nell’immagine in basso, ha orientamento sopra/sotto

Figura 11. Linea energetica dinamica orientata in due modi diversi. Rispetto al nostro punto di vista, l’immagine in alto illustra la linea energetica orientata verso sinistra/destra; l’immagine in basso illustra la stessa linea energetica orientata verso sopra/sotto.

Il canale d’interazione della linea energetica dinamica funge anche da asse di rotazione. Ruotando può orientare in modo diverso nello spazio le pulsazione energetiche.

Due linee energetiche dinamiche possono interagire sovrapponendo i propri canali di interazione che hanno lo stesso verso. Le due serie di pulsazioni energetiche si dispongono perpendicolari tra di loro e perpendicolari rispetto ai canali di interazione. L’interazione è di legame. Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrate due linee energetiche dinamiche separate e interagenti. Le due linee energetiche dinamiche interagenti formano l’onda elettromagnetica (figura 12).

Figura 12. Onda elettromagnetica. Si origina dall’interazione tra due linee energetiche dinamiche. Si noti come le due linee energetiche si dispongono l’una perpendicolare all’altra. E’ l’interazione a minor consumo di energia.  

Nell’onda elettromagnetica le due serie di pulsazioni, mantenendosi perpendicolari tra di loro e perpendicolari al canale d’interazione, possono manifestarsi  con orientamento in qualsiasi direzione. Il canale d’interazione dell’onda elettromagnetica funge anche da asse di rotazione. Ruotando può orientare in modo diverso nello spazio le pulsazione energetiche.

L’elettrone

Sappiamo che anche l’elettrone è un’onda. Essa è più complessa dell’onda elettromagnetica. Nell’elettrone infatti, è presente la carica negativa. Riteniamo che la linea energetica di cui l’elettrone è composto sia costituita dall’interazione di tre linee energetiche: una statica e due dinamiche. La linea energetica statica è di  carica negativa. Le due linee energetiche dinamiche sono analoghe a quelle dell’onda elettromagnetica (figura 13).

igura 13. Ipotesi sulla struttura dell’elettrone. Rispetto all’onda elettromagnetica, l’elettrone ha una carica in più. Si tratta della carica diretta negativa (frecce blu). In questa immagine, è rappresentata solo una semicresta e un semiventre, per rendere più semplice la figura. Anche il canale d’interazione dell’elettrone può ruotare, orientando a piacere nello spazio le cariche complementari.  

L’elettrone, a differenza del fotone, può legarsi nel nucleo con un protone e con altri elettroni. In questi legami, l’elettrone va rappresentato come una linea energetica complessa. Le tre linee energetiche dell’elettrone, cioè quella a carica diretta e le due a carica complementare interagiscono separatamente. La linea energetica di carica negativa dell’elettrone interagisce con la linea energetica di carica positiva del protone. Le due linee di carica complementare  interagiscono con linee energetiche di carica complementare di altri elettroni.  

Interazione elettrone/protone

Soffermiamoci sull’interazione delle linee energetiche di carica diretta dell’elettrone e del protone. Sappiamo che tra protone ed elettrone c’è un’interazione centro/periferia. Le due linee energetiche interagiscono come centro (linea energetica del protone) e periferia (linea energetica dell’elettrone).

I quark

Per chiarire quest’interazione è necessario analizzare i costituenti del protone, cioè i “quark”. Negli anni 60 i fisici dimostrarono che il protone e il neutrone sono entrambi composti da particelle più piccole: i quark . Protone e neutrone sono composti da due varietà di quark chiamati up e down. Il protone è composto da tre quark, per l’esattezza due quark up e un quark down. Ogni quark up trasporta una quantità di carica diretta positiva pari a due terzi della carica di un elettrone (ma di segno opposto). Ogni quark down trasporta una quantità di carica diretta negativa, di grandezza pari a un terzo della carica dell’elettrone.

Quindi, la carica complessiva del protone è unitaria e positiva (2/3 + 2/3 – 1/3 = 1). Anche il neutrone è composto da tre quark, per l’esattezza due quark down e un quark up. Quindi, la carica diretta complessiva del neutrone è nulla (+2/3 – 1/3 – 1/3 = 0). (figura 14)

 

Figura 14. Protone e neutrone. Il protone è composto da due quark up di carica  diretta +2/3 e da un quark down di carica diretta -1/3. Il neutrone è composto da un quark up di carica diretta  +2/3 e da due quark down di carica diretta -1/3.  La carica di colore

I tre quark possiedono oltre alla carica elettrica una carica definita carica di colore. Nella teoria QCD si dice che il quark trasporti una carica di colore, in analogia con la carica elettrica. La forza tra quark è spesso chiamata forza di colore. La forza di colore fra quark è analoga alla forza elettrica tra cariche; colori uguali si respingono e colori opposti si attraggono. I quark con colori diversi si attraggono pure l’un l’altro, ma con minore intensità di quella dei colori opposti tra quark e antiquark.

Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrate le cariche di colore dei quark che compongono sia il protone sia il neutrone (figura 15).

Figura 15. Cariche di colore di protone e neutrone. Dal punto di vista delle cariche di colore protone e neutrone sono indistinguibili. Essi, infatti, si differenziano soltanto per la carica elettrica e la massa.  

Riteniamo che la forza nucleare forte che tiene insieme i tre quark del protone e dell’elettrone si costituita da linee energetiche statiche di carica opposta e complementare.

Interazione linee energetiche statiche di carica opposta nei quark del protone

Soffermiamoci sull’interazione tra le linee energetiche di carica diretta opposta. Osserviamo l’immagine in basso. I cerchietti blu sono quark “up” di carica diretta +2/3; il cerchietto rosso è un quark “down” di carica diretta -1/3. Ipotizziamo che ciascun quark generi due linee energetiche di carica diretta. Il quark down genera due linee energetiche di carica -1/6 (-1/6, – 1/6 = – 1/3), con cui interagisce con ciascun quark up. Ciascun quark up genera due linee energetiche: +1/6 e +1/2 (+1/6 + (+1/2) = +2/3). Con la carica +1/6 interagisce col quark down; con la carica +1/2 interagisce con la linea energetica di cui l’elettrone è formato (figura 16).

Figura 16. Interazione tra le cariche dirette dei quark nel protone. La carica diretta dei due quark up (cerchietti blu) si snoda in due canali d’interazione. Un canale è verso il quark down; l’altro canale è verso l’elettrone. La carica verso il quark down è + 1/6; la carica verso l’elettrone è +1/2. La carica diretta del quark down (cerchietto rosso) si snoda in due canali di interazioni verso ciascun quark up. La carica per ogni canale è -1/6.  

Osserviamo la figura in basso (figura 17). Sono rappresentati due quark, uno up (blu) e uno down (rosso). Essi interagiscono tramite una linea energetica di carica diretta da loro prodotta. I canali di interazione di queste due linee energetiche sono le frecce azzurre e rosse di uguale dimensione. Le frecce rosse di dimensione decrescente sono pulsazioni di carica negativa. Esse sono opposte per verso ai salti quantistici (in rosso). Le frecce blu di dimensione decrescente sono pulsazioni di carica positiva. Esse hanno lo stesso verso dei salti quantistici (in blu). Per ogni salto quantistico il prodotto tra le due pulsazioni è costante.

Figura 17. Interazione tra le cariche dirette di un quark up e un quark down. La carica diretta dei due quark si snoda nello stesso canale d’interazione, generato dalla sovrapposizione dei due canali di verso opposto. Il prodotto delle due cariche è costante in ogni punto de

Interazione linee energetiche di carica diretta nei quark del neutrone

Osserviamo l’immagine in basso. Sono illustrati i tre quark del neutrone e le linee energetiche di carica diretta da loro prodotte. In rosso sono disegnati i quark down di carica diretta -1/3. In blu è rappresentato il quark up di carica diretta +2/3. Il quark up genera due linee energetiche con cui interagisce con ciascun quark down, che genera una singola linea energetica (figura 18).

Figura 18. Interazione tra le cariche dirette dei quark nel neutrone. La carica diretta (-1/3) dei due quark down (cerchietti rossi) si snoda in un canale d’interazione, verso il quark up. La carica diretta del quark up (cerchietto blu) si snoda in due canali di interazioni verso ciascun quark down. La carica per ogni canale è +1/3.  

Interazione tra le cariche di colore del protone e del neutrone

Sia il protone sia il neutrone possiedono cariche di colore. Si tratta di due linee energetiche statiche complementari generate da ciascun quark. Ciascun quark interagisce con gli altri due attraverso le due linee energetiche generate. Nell’interazione tra due linee energetiche, le pulsazioni energetiche sono l’una opposta all’altra, ma sono ambedue perpendicolari al canale d’interazione. Per tale motivo siamo in presenza di un’interazione di “opposizione complementare”.

Osserviamo l’immagine in basso (figura 19). I tre quark (cerchietti) sono rappresentati tramite i colori delle loro cariche complementari. Le tre cariche di colore sono le frecce rosse, blu e verdi sostenute dai canali d’interazione (frecce nere). Le due serie di frecce di colore interagiscono in opposizione complementare. Esse, sono, infatti, una opposta all’altra. Ambedue le serie, però, sono perpendicolari alla linea di moto dei salti quantistici (canale d’interazione).

Interno/esterno

Figura 19. Interazione tra le cariche di colore dei quark nel neutrone e del protone. Le tre cariche sono illustrate con tre colori diversi verde, rosso e blu. L’interazione tra le cariche è di opposizione complementare. Ciascun quark interagisce con gli altri due. Siamo in presenza di un’interazione triadica.  

Osservando la figura notiamo che tra le linee energetiche complementari dei tre quark si genera l’interazione interno/esterno. I canali d’interazione (frecce nere) formano il perimetro di un triangolo equilatero. Le pulsazioni magnetiche si distribuiscono all’interno e all’esterno di questo triangolo.

I tre quark, per quanto concerne la carica di colore, prima dell’interazione sono singolarmente indistinguibili. Dopo l’interazione, possono essere differenziati tramite l’interno/esterno. Sulla base della nostra illustrazione, il quark verde ha pulsazione magnetiche interne/esterne; il quark rosso ha pulsazioni magnetiche esterne; il quark blu ha pulsazioni magnetiche interne. L’interno/esterno consente al singolo quark tre forme a priori di interazione. Quale delle tre forme ciascun quark sceglie? Ciascun quark sceglie una delle tre forme diverse. Solo così possono interagire con la più bassa energia (figura 20).

 

Figura 20. La forma geometrica dei canali d’interazione complementare dei quark consente l’interazione interno/esterno. Ciascun quark ha tre forme a priori con cui interagire sulla base dell’interno/esterno. Le cariche complementari possono essere ambedue esterne, ambedue interne e una interna e l’altra esterna. I tre quark sperimentano istantaneamente l’interazione a più bassa energia.  

Quark uguali ma con diversi canali di interazione

Per illustrare le diverse strutture che possono assumere le linee energetiche quando interagiscono, confrontiamo il quark down del protone coll’omonimo quark down del neutrone e il quark up del protone con l’omonimo quark up del neutrone. Ci soffermiamo sui canali d’interazione che possono essere di interazione diretta, interazione complementare ed interazione diretta/complementare (figura 21)

Figura 21. Confronto tra il quark up del protone e del neutrone e tra il quark down del protone e del neutrone. Nel quark down del protone, la carica diretta si distribuisce con valore -1/6 su due canali d’interazione; nel quark down del neutrone, la carica diretta si distribuisce con valore -1/3 su un solo canale d’interazione. Nel quark up del protone la carica diretta si distribuisce sue due canali d’interazione con valore +1/6 e + 1/2; nel quark up del neutrone la carica diretta si distribuisce su due canali d’interazione con valore + 1/3 e +1/3.  Il quark down del protone ha due canali d’interazione diretta/complementare; il quark down del neutrone ha un canale d’interazione complementare e un canale d’interazione diretta/complementare. Il quark up del protone ha un canale d’interazione diretta, un canale d’interazione complementare e un canale d’interazione diretta/complementare; il quark up del neutrone ha due canali d’interazione diretta/complementare.

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