I centri sociali

Negli scritti precedenti abbiamo mostrato come l’ideologia dei diritti umani crea vasti ambiti sociali d’impunità in Italia. Il senso d’impunità deve essere inteso come aspettativa. Da questo punto di vista, il senso d’impunità appartiene a chi è convinto che non sarà punito in modo adeguato, dopo un crimine (azione contro la comunità) che sta per compiere. La valenza emotiva inibente, che lo distoglie dall’intraprendere quella azione, è molto bassa. Invece la valenza emotiva a compiere il crimine rimane piuttosto alta.  L’indice di valenza emotiva, cioè il rapporto tra lo stimolo e l’inibizione a agire contro la comunità italiana, quindi, è perennemente positivo. Nella figura 6) è illustrato l’indice di valenza emotivo positivo concernente l’azione dell’impunito contro la comunità italiana.

L’indice di valenza emotiva può variare lungo un continuum di positività/negatività. Sono numerosi i fattori che possono modificare l’indice di valenza emotiva accentuandone la positività o la negatività. L’indice di valenza emotiva raggiunge un alto grado di positività quando vi è una forte spinta emotiva a compiere un’azione e, di contro, le motivazioni inibenti sono minime. L’impunità riduce al minimo le motivazioni inibenti; i vantaggi personali conseguenti all’azione criminosa aumentano considerevolmente la valenza emotiva stimolante.

I giovani dei centri sociali, quando occupano uno stabile, sono consapevoli del fatto che non saranno perseguiti dalla legge. L’unico rischio che corrono è di essere sgomberati a forza dell’edificio occupato. Di contro, la stimolo all’occupazione è abbastanza alto. Sanno che potranno utilizzare gli spazi in possesso per varie attività sociali. Questi giovani agiscono per l’interesse del gruppo di cui fanno parte.  L’indice di valenza emotiva è positivo e queste occupazioni sono frequenti in tutto il territorio nazionale.

Questi giovani, però, si battono anche contro gli sgomberi di edifici occupati da extracomunitari. Anche in questa circostanza essi sanno di correre pochi rischi, la valenza emotiva inibente è quindi, minima. Vien da chiedersi però, quale sia lo stimolo emotivo a compiere queste azioni. Essi, infatti, agiscono in difesa di persone che hanno commesso un’illegalità, senza trarne alcun beneficio.

In uno scritto precedente abbiamo differenziato gli obiettivi di una azione sulla base del valore, che può essere assoluto o relativo. Il riconoscimento/garanzia dei diritti umani posto come obiettivo di un’azione, può avere valore assoluto o relativo. Ha valore assoluto, quando esso deve essere perseguito ad ogni costo; ha valore relativo quando il suo perseguimento è limitato dalle esigenze della comunità.

Sono numerosi i giovani italiani che aiutano gli extracomunitari. Tutti agiscono per riconoscere/garantire i loro diritti. Per alcuni, il riconoscimento/garanzia dei diritti umani è un obiettivo con valore assoluto; per altri, il riconoscimento/garanzia dei diritti umani è un obiettivo con valore relativo. Nelle figure 2) e 3) è illustrata l’azione dei giovani italiani in aiuto degli extracomunitari. Nella figura 2) il riconoscimento/garanzia dei diritti umani è un obiettivo con valore assoluto; nella figura 3) il riconoscimento/garanzia dei diritti umani è un obiettivo con valore relativo.

Quando, aiutando gli extracomunitari, i giovani italiani si prefiggono un obiettivo con valore assoluto, non riflettono sulle conseguenze negative per la comunità.  Quando, aiutando gli extracomunitari, i giovani italiani si prefiggono un obiettivo con valore relativo, tengono conto delle conseguenze negative per la comunità.

Per i giovani dei centri sociali il riconoscimento/garanzia dei diritti umani è un ideale con valore assoluto, cioè senza limiti. Loro non prendono in considerazione le problematiche sociali, derivanti dall’occupazione abusiva di edifici pubblici. Con loro non si può parlare di mafia nigeriana, di spaccio di droga, di degrado sociale, di debito pubblico, di tasse, di italiani che subiscono vessazioni e prepotenze. Sono argomenti che non li toccano. Ciò che per loro ha valore sono i diritti umani, che vanno garantiti/riconosciuti ad ogni costo.

Il comportamento dei giovani dei centri sociali discende da un ideale di Nazione dei nostri padri costituenti. Questi ultimi avevano in mente un’Italia solidale, accogliente, integrante, che si prendesse cura dei deboli e indifesi. In conformità a questo ideale hanno scritto le norme costituzionali che impongono ai tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario di agire per il riconoscimento/garanzia dei diritti umani. L’ideale di Nazione dei padri costituenti è diventato l’ideale di Nazione propugnato da politici e mass media. Molti giovani italiani hanno accolto questo ideale come valore assoluto da conseguire senza se e senza ma. Questi giovani sono convinti che, se tutti agissero seguendo questi ideali, il mondo sarebbe migliore.  Per perseguire un obiettivo irraggiungibile (un mondo fondato sulla solidarietà e l’integrazione), i giovani dei centri sociali concorrono a distruggere il tessuto sociale dell’Italia.

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