La costrizione emotiva.

Nei precedenti scritti ci siamo soffermati sui due sistemi, costrittivo e responsivo che fungono da guida alle persone nei loro comportamenti. Il sistema costrittivo è uguale per tutti. Si tratta delle leggi e dei regolamenti che ognuno nel suo ruolo è obbligato a rispettare. Il sistema responsivo è, invece, individuale. Si tratta delle regole morali, delle conoscenze, delle consapevolezze, delle emozioni che differenziano un individuo dall’altro.

L’interazione superiore/subordinati avviene attraverso i due sistemi, costrittivo (delle leggi) e responsivo (della conoscenza/consapevolezza). Quando il superiore vuole indirizzare le azioni dei subordinati verso uno specifico obiettivo, può far leva su ciascuno dei due sistemi, costrittivo o responsivo. Se il superiore impone al subordinato leggi e regole scritte, fa leva sul sistema costrittivo; se il superiore dialoga col subordinato e cerca di convincerlo, fa leva sul sistema responsivo.

Il sistema responsivo si basa sulla stima, sul rispetto e sulla fiducia dei subordinati nei confronti del superiore e del superiore nei confronti dei subordinati. Il subordinato accetta volentieri i suggerimenti e le esortazioni che provengono dal superiore di cui ha stima, rispetto e fiducia. Analogamente il superiore, piuttosto che imporre ordini e regole, è propenso a consigliare ed esortare i subordinati di cui ha stima, rispetto e fiducia.

Il superiore, quando vuole indirizzare le azioni dei subordinati verso uno specifico obiettivo, se utilizza il sistema costrittivo mostra poca fiducia e stima nei loro confronti. E’ come se dicesse: “In voi non ho fiducia, quindi vi costringo con una legge ad agire per il fine che mi sono proposto”.

Il sistema costrittivo di cui abbiamo parlato finora, è quello delle leggi e dei regolamenti imposti ai subordinati. In questo scritto vogliamo soffermarci su una seconda componente del sistema costrittivo. Si tratta della “costrizione emotiva”.

La “costrizione emotiva” è l’utilizzo delle emozioni come strumento funzionale a costringere le persone a specifici comportamenti. Il superiore, per costringere i subordinati ad agire per uno specifico obiettivo, può imporre leggi e regolamenti oppure può suscitare forti emozioni, quali: ansia, angoscia e terrore.

I governi Conte e Draghi, nell’emergenza causata da covid, al fine di contenere la diffusione del virus, utilizzavano e utilizzano esclusivamente il sistema costrittivo dei decreti e il terrore.

Ricordiamo tutti, durante il governo Conte, le tabelle aggiornate quotidianamente, con il numero dei pazienti infetti, di quelli in terapia intensiva e dei morti. Ricordiamo le immagini dei camion con le bare che sfilano nella città di Bergamo. Ricordiamo le continue descrizioni delle sofferenze dei pazienti intubati, impossibilitati a respirare.

Durante il governo Conte, tutte le informazioni che potevano tranquillizzare la popolazione erano bypassate. Si pubblicavano esclusivamente informazioni atte a terrorizzare la popolazione affinché ciascun cittadino evitasse qualsiasi contatto sociale.

Per terrorizzare sempre di più la popolazione, veniva deciso di considerare “morto per covid” qualsiasi paziente deceduto,  cui era stata riscontrata l’infezione.  Per esempio, era attribuita al covid la morte di un paziente, ricoverato per un tumore allo stato terminale ma positivo al coronavirus. Si è arrivati all’assurdo per cui, in Italia si moriva quasi esclusivamente di covid. Miracolosamente erano sparite le morti per i più svariati motivi.

Non vogliamo negare la gravità della malattia causata dal coronavirus. Molti italiani sono morti per questa causa. Il numero dei morti, però, non è quello delle stime ufficiali. Questo numero è stato gonfiato per terrorizzare la popolazione.

Bisogna riconoscere che la “costrizione emotiva” ha funzionato. Gli italiani, terrorizzati dai mass media, sono accorsi in migliaia nei centri predisposti dal governo Draghi a vaccinarsi.

La costrizione emotiva prosegue anche col governo Draghi. In questo periodo in Italia e nel resto del mondo si sta diffondendo la variante “omicron”del virus. Si tratta di una variante molto contagiosa ma meno aggressiva della precedente. Gli italiani vaccinati, se s’infettano con questa variante, rischiano poco. Hanno 0,5 probabilità su mille di morire.

Il governo Draghi invece di rilevare quest’aspetto positivo dell’infezione, si sofferma sull’alto numero dei contagiati, sull’aumento dei pazienti nelle terapie intensive (la maggior parte non vaccinati) per continuare a terrorizzare gli italiani.

La politica del terrore serve anche a giustificare gli atti costrittivi inauditi di questo governo Draghi. In nessun paese del mondo ai no vax è impedito di lavorare. L’obbligo vaccinale, introdotto con l’ultimo decreto, non è presente in alcun Paese occidentale.  Dei rappresentanti politici di questo governo si vantano di terrorizzare e opprimere il popolo italiano.

Il loro ragionamento è il seguente. Il nostro obiettivo è salvaguardare la salute del popolo italiano e limitare il numero dei pazienti in terapia intensiva. Il vaccino è efficace. Con l’obbligo vaccinale e del green pass costringiamo numerosi no vax a vaccinarsi. In tal modo conseguiamo il nostro obiettivo.

Questo ragionamento è condivisibile ma riduttivo. I rappresentanti del popolo, infatti, hanno il dovere deontologico di interagire con i cittadini sia sul piano costrittivo sia su quello responsivo. I no vax sono cittadini italiani che non possono trattati da servi costretti a vaccinarsi con i ricatti e col terrore. Essi vanno convinti con argomentazioni corrette e con informazioni veritiere. Quelli che non si convincono vanno lasciati in pace, liberi di infettarsi e di rischiare la propria vita.

I politici sono i nostri rappresentanti non i nostri padroni. La deriva costrittiva è pericolosa. C’è stato il tempo in cui i padroni terrorizzavano gli schiavi minacciando la morte per impalamento.

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