Adamo ed Eva

Finora ogni interpretazione dei testi sacri della Bibbia si è basata su relazioni individuali: Dio ↔ Adamo, Dio ↔ Eva, Dio ↔ Caino, Dio ↔ Noè, ecc. Negli scritti che seguono, interpretiamo le vicende narrate dalla Bibbia in chiave comunitaria. In questo scritto ci soffermiamo sulla comunità divina/umana formata da Dio, Adamo ed Eva.

Riprendiamo alcuni concetti già espressi in un precedente scritto. Differenziamo le relazioni in: relazione inter pares e relazione superiore/subordinato. Membri di relazioni inter pares sono i docenti, gli alunni, ecc. Membri di relazione superiore/subordinati sono medico/pazienti, docente/alunni, ecc.

La relazione superiore/subordinati e la relazione inter pares formano una struttura gerarchica ad albero, che è a fondamento di una comunità. Nella figura 1) è illustrata la relazione gerarchica ad albero, nell’ambito dell’istruzione. Il ministro della pubblica istruzione con i dirigenti scolastici ha una relazione superiore/subordinati; analogamente ciascun dirigente scolastico intrattiene una relazione superiore/subordinati con i docenti del proprio istituto. Tra i dirigenti scolastici e tra i docenti vi è una relazione inter pares.

Il Dio dell’Antico Testamento, crea Adamo ed Eva per farli vivere nell’Eden. Egli consente loro di cibarsi dei frutti di ogni albero; non devono, però, toccare i  frutti dell’albero del bene e del male, pena la morte. Il serpente convince Eva a cogliere un frutto da quest’albero, a mangiarlo e a farlo mangiare ad Adamo.  Accade, quindi, qualcosa di strano. “Si aprirono gli occhi di ambedue e scoprirono di essere nudi; perciò cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture”. Per aver disobbedito alla sua legge, Dio allontana dall’Eden Adamo ed Eva.

Il divieto di cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male è interpretato come una prova a cui fu sottoposto l’uomo per sollecitare un atto di riconoscimento dell’autorità di Dio, delle dipendenza da Lui e della fiducia in Lui. La consapevolezza della propria nudità è interpretata come risveglio della concupiscenza, manifestazione del disordine introdotto dal peccato. L’equilibrio tra senso e spirito è distrutto.

La nostra interpretazione è diversa. Soffermiamoci sul divieto di cibarsi dei frutti del bene e del male. A nostro avviso, per vivere nell’Eden, Adamo ed Eva devono perdere la loro individualità e diventare una comunità con a capo Dio. La comunità richiede una struttura gerarchica in cui sono presenti le due relazioni: superiore/subordinati, inter pares. La più piccola comunità possibile richiede tre membri. Uno è il capo, gli altri due sono subordinati a lui e hanno tra di loro una relazione inter pares. La vicenda di Adamo ed Eva mostra il tentativo fallito di formare la prima comunità umana/divina, con a capo Dio e come subordinati un uomo e una donna. Nella figura 2) è illustrata la prima comunità umana/divina. Dio è il superiore, Adamo ed Eva sono subordinati a Lui. Tra Adamo ed Eva vi è una relazione inter pares.

La comunità richiede leggi emanate dal superiore che devono essere rispettate. Adamo ed Eva disobbediscono all’unica legge dettata da Dio, ne consegue la disgregazione della comunità.

Si noti che fra Adamo ed Eva non c’è alcun conflitto. Adamo accetta tranquillamente il frutto che Eva gli porge e se ne nutre. Il conflitto è tra il superiore (Dio) e i due subordinati (Adamo ed Eva). Ciò significa che c’è qualcosa nella natura dell’essere umano che gli impedisce di diventare comunità con Dio, accettandone la superiorità e ubbidendo alle sue leggi.

Qual è il significato di questo tentativo fallito? Dio allontana dall’Eden Adamo ed Eva e li destina a una vita difficoltosa. Alla donna moltiplica le sofferenze e le gravidanze; all’uomo promette fatiche, sudore e affanni. Riteniamo che Adamo ed Eva siano stati creati con l’inibizione del sistema motivazionale. Il sistema motivazionale è il sistema dei bisogni primari e delle emozioni. Esso corrisponde a quello che gli studiosi di neuroscienze chiamano “sistema limbico”. Il sistema motivazionale (o limbico) è formato da due circuiti: circuito delle emozioni e circuito dei bisogni primari. Essi si differenziano per i nuclei subcorticali.  Il circuito delle emozioni ha per centro subcorticale i nuclei dell’amigdala; il circuito dei bisogni primari ha per centro subcorticale i nuclei dell’ipotalamo.  I bisogni primari sono: fame/sete, sonno/veglia, caldo/freddo, pulsioni sessuali, ecc. Essi sono controllati e regolati dal circuito dell’ipotalamo.

A nostro avviso, Dio, quando crea Adamo ed Eva, sopisce il sistema motivazionale di ambedue. La vita nel giardino dell’Eden è incompatibile con la vergogna, la lotta, la difesa, la fatica, la predazione, ecc. Questo sistema è attivato dal frutto dell’albero del bene e del male. Il tentativo di creare la prima comunità umana/divina fallisce perché l’uomo e la donna non accettano di farsi comunità. Ciò accade perché sono sprovvisti del sistema motivazionale.

Il significato della vicenda di Adamo ed Eva è il seguente: senza sistema motivazionale non ci può essere comunità. L’essere umano accetta di farsi comunità soltanto attraversando la via del dolore, della sofferenza, della lotta per sopravvivere. Nemmeno Dio riesce a fondare una comunità con gli esseri umani facendo leva esclusivamente sulla loro libertà e senso di responsabilità. Anche se dona all’uomo e alla donna i frutti dell’albero della vita, anche se prospetta loro una vita eterna serena, senza affanni e senza fatiche, ambedue non accettano di rinunciare alla propria individualità e farsi comunità. 

Questa interpretazione, per alcuni aspetti, è analoga a quella che espone Leopardi nell’operetta morale: “Storia del genere umano”. Per Leopardi, la vita in un mondo senza dolore, sofferenze, malattie, speranze, amore, è incompatibile con la natura umana. Il sistema motivazionale della mente umana si ciba di tutto ciò.  Privato del suo cibo, questo sistema scatena il tedio e la depressione. Questo è il motivo per cui il Dio dell’Antico Testamento inibisce il sistema costrittivo. Senza di esso però, l’uomo non accetta di farsi comunità con a capo Dio stesso.

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