La consapevolezza dello spazio peripersonale

Nei precedenti scritti abbiamo affermato che sistema parmenideo codifica forme e concetti mentre il sistema eracliteo codifica grandezze. Le grandezze eraclitee sono interazioni tra spazi (e tempi) di dimensioni diverse. Abbiamo chiamato “faccia” lo spazio (e il tempo) che ha una dimensione in meno rispetto all’altro spazio (e tempo) con cui interagisce.

Vi sono diversi modi con cui il sistema eracliteo codifica grandezze fisiche. Una di queste è l’utilizzo di neuroni bimodali con due campi recettivi di dimensioni diverse. Il primo campo recettivo è la faccia bidimensionale delimitante, l’altro campo recettivo è lo spazio tridimensionale delimitato.

Una grandezza fisica codificata da neuroni bimodali è “lo spazio peripersonale”. Si tratta dello “spazio vicino” ancorato al soma. L’ancoraggio al soma avviene attraverso lo spazio tattile bidimensionale che funge da faccia delimitante. Lo “spazio vicino” tridimensionale è visivo.

Nell’area F4 (corteccia premotoria) sono rappresentati movimenti del collo, della bocca e del braccio. Registrando i singoli neuroni è emerso che la maggior parte di essi si attiva non solo durante il movimento ma risponde anche a stimoli sensoriali. Sulla base della risposta agli stimoli sensoriali i neuroni di F4 sono stati ripartiti in due categorie: neuroni somatosensoriali e neuroni bimodali. I neuroni somatosensoriali rispondono a stimoli tattili superficiali. I neuroni bimodali rispondono a stimoli tattili superficiali e a stimoli visivi. I neuroni somatosensoriali hanno un campo recettivo tattile, che è la superficie della cute all’interno della quale il neurone scarica, se viene stimolato. Il neurone bimodale ha un campo recettivo tattile/visivo. Si tratta dello spazio visivo e tattile all’interno del quale la presenza di un oggetto fa scaricare il neurone. In questi neuroni, il campo recettivo visivo è un’estensione volumetrica del campo recettivo tattile (superficiale). I campi recettivi visivi dei neuroni bimodali sono agganciati ai campi recettivi tattili. Inoltre, nella maggior parte di questi neuroni bimodali (circa il 70%), il campo recettivo visivo non dipende dalla direzione dello sguardo. Tale campo recettivo rimane ancorato allo spazio tattile. Un singolo neurone scarica quando un oggetto entra nel suo campo recettivo visivo, prima ancora che tale oggetto sia a contatto con il corpo (Figura 1).


Figura 1. Campi recettivi tattili e visivi di alcuni neuroni di F4Le aree scure indicano i campi recettivi tattili, mentre i solidi intorno alle varie aree del corpo descrivono i campi recettivi visivi.

L’area F4 è strettamente connessa all’area intraparietale ventrale (VIP), con cui forma un circuito cortico/corticale. Anche nell’area VIP sono presenti neuroni tattili e tattili/visivi. I campi recettivi dei neuroni tattili e tattili/visivi dell’area VIP sono ancorati al braccio e si spostano col braccio.

Il campo recettivo spaziale dei neuroni bimodali della F4 e dall’area VIP è definito “spazio peripersonale”.

Riportiamo quanto affermato nello scritto: “La consapevolezza percettiva attenzionale”.  La consapevolezza percettiva attenzionale è realizzata da un sistema che ci consente di focalizzare qualsiasi distretto corporeo, qualsiasi organo interno e qualsiasi “ente esterno”. I motoneuroni formano una rete di canali di trasmissione di flussi attenzionali top→down. Questi flussi sono convogliati verso la periferia del corpo umano da neuroni della corteccia prefrontale. I flussi, con l’intervento d’interneuroni inibitori, seguono un preciso percorso verso il bersaglio attenzionale, che può essere somatico o esterno (al soma). Un flusso di ritorno bottom→up, dalla sorgente attenzionale (somatica o esterna) è convogliato da neuroni sensoriali verso le aree corticali superiori. Questo doppio flusso genera consapevolezza percettiva. La consapevolezza percettiva attenzionale possiamo suddividerla in: intrinseca ed estrinseca. La consapevolezza percettiva attenzionale intrinseca è generata da flusso top→down dalle aree corticali superiori (corteccia prefrontale) al bersaglio (muscoli, tendini e cute della periferia somatica) e da un flusso bottom→up, dalla sorgente (muscoli, tendini e cute della periferia somatica) verso le aree corticali superiori. La consapevolezza percettiva attenzionale estrinseca è generata da flusso top→down dalle aree corticali superiori (corteccia prefrontale) al bersaglio (enti esterni) e da un flusso bottom→up, dalla sorgente (enti esterni) verso le aree corticali superiori. Il contatto tra il soma ed enti esterni è dato dalle terminazioni nervose dei neuroni sensoriali che hanno corpuscoli e dischi (coni, bastoncelli, corpuscoli di Pacini, di Ruffini, di Krause, dischi di Merkel).

Il primo atto percettivo è la selezione attenzionale dello spazio percettivo. Si tratta della delimitazione spaziale dei flussi top→down/bottom→up. Questa delimitazione può avvenire con movimento o senza movimento dell’organo percettore. Chiamiamo “selezione attenzionale primaria” la selezione attenzionale dello spazio percettivo realizzata senza alcun movimento. Chiamiamo “selezione attenzionale secondaria” la selezione attenzionale dello spazio percettivo realizzata con un movimento.

I due termini “primaria” e “secondaria” non devono intendersi come ordine cronologico ma funzionale. La selezione attenzionale primaria non si attiva prima di quella secondaria. Si tratta di circuiti diversi con funzioni diverse.

Se stiamo fermi in piedi, senza muovere alcun muscolo, possiamo focalizzare il nostro soma e lo spazio esterno che avvolge il soma. Stiamo realizzando una selezione attenzionale primaria. Possiamo portare la mano destra a contatto col nostro soma o un oggetto esterno. In questa circostanza realizziamo una focalizzazione secondaria con movimento dell’organo percettore (mano).

La focalizzazione secondaria motoria avviene attraverso un organo misuratore costituito da un centro esecutivo di attivazione top→down e un centro percettivo di attivazione bottom→up. Il centro esecutivo è il “top” dei flussi top→down; il centro percettivo è l’”up” dei flussi bottom→up. “down” e “bottom” sono le due periferie, esecutiva e percettiva.

Supponiamo di focalizzare con la mano un oggetto. L’organo misuratore ha un centro esecutivo nella corteccia premotoria che muove la mano e un centro percettivo nella corteccia parietale su cui arrivano i flussi bottom→up provenienti dalla periferia percettiva (contatto mano/oggetto).

Anche la focalizzazione primaria ha per centro esecutivo la corteccia premotoria e per centro percettivo la corteccia parietale. Lo spazio peripersonale è la periferia dei flussi top→down premotori e bottom→up parietali. Questi doppi flussi attenzionali generano la consapevolezza percettivo/motoria di questo spazio peripersonale. Il sistema percettivo motorio, in seguito alla focalizzazione primaria, acquista consapevolezza dello spazio peripersonale che avvolge la superficie somatica innervata dai neuroni con campo recettivo tattile e visivo.

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