La gabbia costrittiva nei sistemi sanitari europei

Nei precedenti scritti ci siamo soffermati sui due sistemi, costrittivo e responsivo che fungono da guida ai cittadini nei loro comportamenti. Il sistema costrittivo tutela la comunità ed è uguale per tutti. Si tratta delle leggi e dei regolamenti che ogni cittadino è obbligato a rispettare. Il sistema responsivo è, invece, individuale. Si tratta delle regole morali, delle conoscenze, delle consapevolezze, delle emozioni che differenziano un individuo dall’altro.

Due individui possono interagire con i loro sistemi responsivi oppure col sistema costrittivo che hanno in comune. Nel primo caso parliamo d’interazione responsiva; nel secondo caso parliamo d’interazione costrittiva.

L’interazione medico/paziente è responsiva. E’ fondata, infatti, sul sistema responsivo del medico e del paziente. Il paziente ha stima e fiducia nel medico e lo rispetta. A sua volta il medico rispetta il paziente e agisce esclusivamente per il suo bene, come vuole la sua deontologia professionale.

Soffermiamoci sulla piramide sociale che regola l’interazione superiore/subordinato nel settore sanitario. In questa piramide sopra tutti c’è il legislatore/ministro, al di sotto c’è il medico e per ultimo c’è il paziente (figura 1).

Figura 1) Relazione superiore/subordinato tra legislatori/ministri e medici nonché tra medici e pazienti. I legislatori/ministri sono in una posizione di superiorità rispetto ai medici. Questi ultimi si trovano in una posizione di superiorità rispetto ai pazienti. I medici ubbidiscono alle direttive legislative e ministeriali. I pazienti ubbidiscono ai medici.  

Fino agli anni sessanta, tra i legislatori/ministri e i medici vi era un’interazione responsiva. I legislatori/ministri avevano fiducia nei medici e nel loro corso formativo (6 anni di università + 4/5 anni di specializzazione). Questa fiducia si traduceva in una delega che consentiva ai medici di agire secondo scienza e coscienza senza alcuna costrizione imposta dall’alto. I medici potevano interagire liberamente con i propri pazienti sul piano esclusivamente responsivo (figura 2).

Figura 2) Interazione responsiva tra legislatori/ministri e medici nonché tra medici e pazienti. I legislatori/ministri e i medici fino agli anni sessanta interagivano quasi esclusivamente sul piano responsivo. Anche i medici interagivano con i loro pazienti sul piano esclusivamente responsivo.  

Con l’introduzione della carta dei diritti del malato l’ interazione responsiva è stata modificata. Soffermiamoci sulla Carta europea dei diritti del malato. Essa proclama quattordici diritti dei pazienti che, nel loro insieme, mirano a garantire un “alto livello di protezione della salute umana” (articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) assicurando l’elevata qualità dei servizi erogati dai diversi sistemi sanitari nazionali in Europa.

I 14 diritti sono una concretizzazione di diritti fondamentali e, come tali, devono essere riconosciuti e rispettati in ogni Paese; essi sono correlati con doveri e responsabilità che sia i cittadini che gli altri attori della sanità devono assumere.

La Carta si applica a tutti gli individui, riconoscendo il fatto che le differenze, come l’età, il genere, la religione, lo status socio-economico ecc., possono influenzare i bisogni individuali di assistenza sanitaria.

1 – Diritto a misure preventive

Ogni individuo ha diritto a servizi appropriati per prevenire la malattia.

2 – Diritto all’accesso

Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi sanitari devono garantire eguale accesso a ognuno, senza discriminazioni sulla base delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di malattia o del momento di accesso al servizio (Parimenti non costituirà elemento di discriminazione il Credo religioso professato).

3 – Diritto all’informazione

Ogni individuo ha il diritto di accedere a tutte le informazioni che riguardano il suo stato di salute, i servizi sanitari e il modo in cui utilizzarli, nonché a tutte quelle informazioni che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica ren­dono disponibili.

4 – Diritto al consenso

Ogni individuo ha il diritto di accedere a tutte le informazioni che possono metterlo in grado di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste informazioni sono un prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la partecipazione alle sperimentazioni.

5 – Diritto alla libera scelta

Ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente tra differenti procedure ed erogatori di trattamenti sanitari sulla base di informazioni adeguate (Ogni malato ha il diritto di richiedere una second opinion circa il trattamento a cui dovrà essere sottoposto).

6 – Diritto alla privacy e alla confidenzialità

Ogni individuo ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale, incluse quelle che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure diagnostiche o terapeutiche, così come ha diritto alla protezione della sua privacy durante l’attuazione di esami diagnostici, visite specialistiche e trattamenti medicochirurgici in generale.

7 – Diritto al rispetto del tempo dei pazienti

Ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in tempi brevi e predeterminati. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento.

8 – Diritto al rispetto di standard di qualità

Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del rispetto di standard ben precisi.

9 – Diritto alla sicurezza

Ogni individuo ha il diritto di non subire danni derivanti dal cattivo funziona­mento dei servizi sanitari o da errori medici e ha il diritto di accedere a servizi e trattamenti sanitari che garantiscano elevati standard di sicurezza.

10 – Diritto all’innovazione

Ogni individuo ha il diritto di accedere a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, in linea con gli standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie.

11 – Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari

Ogni individuo ha il diritto di evitare quanta più sofferenza possibile, in ogni fase della sua malattia.

12 – Diritto a un trattamento personalizzato

Ogni individuo ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici il più possibile adatti alle sue esigenze personali.

13 – Diritto al reclamo

Ogni individuo ha il diritto di reclamare ogni qualvolta abbia subito un danno e di ricevere una risposta.

14 – Diritto al risarcimento

Ogni individuo ha il diritto di ricevere un risarcimento adeguato, in tempi ra­gionevolmente brevi, ogni qualvolta abbia subito un danno fisico, morale o psicologico causato dai servizi sanitari.

I parlamentari dei vari paesi dell’Unione Europea hanno reso attuativa la Carta europea dei diritti del malato con apposite leggi e regolamenti. Queste norme, funzionali a garantire i diritti dei malati, costituiscono una gabbia costrittiva a maglie strette che avvolge gli operatori sanitari. Essi devono prestare la massima attenzione alle leggi sui diritti, pena la denuncia alla magistratura. Gli operatori sanitari sono oppressi da questa gabbia e perdono tempo prezioso a compilare scartoffie. La loro attenzione, che dovrebbe essere volta alla cura efficace del paziente è distolta verso il consenso informato, la privacy, ecc.

L’interazione tra legislatori/ministri e gli operatori sanitari, con l’introduzione della Carta europea dei diritti del malato, non è più responsiva ma costrittiva. I legislatori/ministri impongono leggi e regolamenti agli operatori sanitari. Una gabbia costrittiva limita e determina buona parte dell’interazione operatore sanitario/paziente (figura 3).

Figura 3) La gabbia costrittiva La gabbia costrittiva è generata dai legislatori/ministri che impongono agli operatori sanitari comportamenti funzionali alla salvaguardia dei diritti dei pazienti. Questa gabbia modifica l’interazione tra gli operatori sanitari e i pazienti.  

Riteniamo che buona parte degli articoli della Carta europea dei diritti del malato siano condivisibili. E’ giusto che gli operatori sanitari tengano conto delle sofferenze del malato, che adattino al paziente i programmi terapeutici, ecc.

Questi diritti condivisibili non devono, però, tradursi in leggi scritte. Non devono, cioè, far parte del sistema costrittivo. Essi devono essere inseriti nel sistema responsivo degli operatori sanitari. Ciò significa che, gli operatori sanitari nel loro percorso formativo devono imparare a tener conto di queste problematiche individuali. I diritti, in altre parole, devono tradursi in informazioni/raccomandazioni che si danno agli operatori sanitari, non in obblighi punibili con l’intervento del sistema giudiziario. Lo Stato deve far leva esclusivamente sul sistema responsivo degli operatori sanitari per la tutela dei diritti dei malati.

Il sistema costrittivo si deve limitare alla tutela della comunità, non dei diritti del singolo. Questi ultimi si tutelano attraverso l’istruzione, la presa di coscienza, la consapevolezza, ecc..

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