L’abominio giuridico della Costituzione repubblicana

In una comunità, le componenti che ne fanno parte, hanno ruoli e funzioni diverse. Ciò che li unifica è l’obiettivo comune. Si pensi a un esercito schierato in battaglia, in cui fanti e cavalieri si muovono e combattono autonomamente ma con lo stesso obiettivo: la vittoria.

Nello scritto sulla magistratura aliena abbiamo messo in evidenza che soltanto l’obiettivo comune unifica i tre poteri dello Stato. Nello Statuto Albertino l’obiettivo di fondo cui dovevano mirare le istituzioni era l’avvenire glorioso della Nazione. I tre poteri, agendo per l’avvenire glorioso della Nazione, erano uniti pur essendo separati nelle loro funzioni. Con l’approvazione della Costituzione Repubblicana è stato modificato l’obiettivo di fondo che i tre poteri devono raggiungere. L’avvenire glorioso della Nazione dello Statuto Albertino è stato sostituito con il riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana. Questo nuovo obiettivo di fondo non garantisce l’unione dei tre poteri dello Stato. Ogni potere può agire in contrapposizione all’altro perseguendo diritti diversi.

Le leggi promulgate dal Parlamento hanno come riferimento le norme costituzionali. Se queste norme sono finalizzate al riconoscimento/garanzia dei diritti della persona umana, anche le leggi ordinarie devono avere lo stesso fine. Con la sostituzione dell’obiettivo di fondo, realizzato nella Costituzione repubblicana, si modifica anche  l’obiettivo di fondo delle leggi ordinarie. Quest’ultime non sono più finalizzate al bene comune ma al bene dei singoli.

L’obiettivo delle leggi deve essere sempre il bene della comunità. Il bene del singolo, infatti, discende dal bene della comunità in cui vive. Sono un abominio giuridico le leggi promulgate a vantaggio dei singoli contro la comunità.

Per capire quest’abominio giuridico facciamo un esempio. Supponiamo che Tizio uccida Caio. Quest’azione comporta una duplice violenza. La prima violenza è contro il singolo (Caio); la seconda violenza è contro la comunità, cui Tizio e Caio appartengono. Infatti, Tizio, uccidendo Caio, va contro le leggi della comunità. La punizione che i rappresentanti della comunità infliggono a Tizio discende dal mancato rispetto delle leggi, non dall’uccisione di Caio. Infatti, se Tizio ha ucciso per legittima difesa, avendo rispettato le leggi, non è punito.

Le leggi, quindi, non nascono con l’obiettivo primario di tutelare e difendere i singoli ma con l’obiettivo primario di tutelare e difendere la comunità. La difesa dei singoli è indiretta. I cittadini, per paura delle punizioni, evitano di agire contro la comunità e le sue leggi. Così, ciascuna persona che vive nella comunità, è protetta indirettamente dalle stesse leggi.

I nostri padri costituenti hanno inserito la tutela dei diritti umani nelle norme costituzionali allo scopo di proteggere le minoranze (e i deboli) e rendere più civile la Nazione Italia. Le loro nobili intenzioni, però, hanno generato conseguenze nefaste per la comunità italiana.

Anche la costituzione europea è stata scritta con l’obiettivo primario di riconoscere/garantire i diritti della persona umana. Anch’essa, quindi, è un abominio giuridico. I rappresentanti dell’UE, invece di agire a tutela della comunità europea, agiscono contro di essa a vantaggio di singoli individui aventi diritto.

L’articolo ottantaquattro della costituzione europea concerne i diritti del minore. I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. In virtù di quest’articolo, le istituzioni italiane ed europee hanno l’obbligo di provvedere alla protezione, alle cure e al benessere di minori che, non accompagnati, entrano nel territorio europeo. Avviene che, approfittando di quest’articolo, molte famiglie extracomunitarie si prodighino per far giungere in Italia e in Europa i propri figli minorenni per sistemarli. In Italia genitori albanesi lasciano i propri figli sul territorio di un comune, che scelgono ad hoc, per farci vivere il figlio a spese dei contribuenti locali e nazionali. Alcuni comuni non hanno disponibilità finanziaria per i bisogni della propria popolazione, ma devono farsi carico delle spese ingenti (circa tremila euro il mese) per garantire i diritti di questi minori. L’articolo 84 causa un altro fenomeno disgregante per la comunità. Accade spesso che una famiglia extracomunitaria indigente con un minore sfondi una porta e occupi abusivamente un alloggio popolare. L’ufficiale giudiziario, prima di eseguire lo sfratto, deve trovare una sistemazione a questa famiglia, infatti, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. Per tale motivo, l’occupazione abusiva si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale con grave degrado sociale.

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