Sistema costrittivo e sistema responsivo

Goldberg, riprendendo studi di Liepmann e di Geschwind, ritiene che la maggior parte dei comportamenti derivi dalla combinazione di movimenti programmati e movimenti pianificati. Egli distingue tra comportamenti predittivi, in cui prevalgono i gesti o movimenti preprogrammati, e comportamenti responsivi, in cui prevalgono movimenti e gesti attuati sulla base di piani motori ideati appositamente per fronteggiare situazioni non abituali.

Si ritiene che la distinzione tra questi due tipi di comportamento rispecchi le caratteristiche di due sistemi anatomici differenti, il sistema mediale e il sistema laterale, ciascuno di diversa origine filogenetica. Il sistema mediale (comportamento predittivo) è costituito dalla corteccia fronto-parietale mediale. Il sistema laterale (comportamento responsivo), è costituito dalla corteccia fronto-parieto-temporale laterale.

Il sistema mediale agisce sulla base di due vincoli alla nostra libertà di azione. Il primo è l’obiettivo che ci prefiggiamo, per esempio, raderci. Il secondo vincolo è costituito dai gesti memorizzati e sincronizzati che abbiamo appreso. Se ci radiamo, infatti, non agiamo liberamente, ma realizziamo una precisa sequenza gestuale con strumenti specifici (sapone da barba, pennello, rasoio). Il sistema laterale agisce sulla base di un singolo vincolo alla nostra libertà d’azione, cioè l’obiettivo prefissato. Questo dipende dal fatto che il sistema laterale si attiva in situazioni particolari, oppure davanti a imprevisti. In queste circostanze non possiamo aiutarci con sequenze di gesti apprese, ma dobbiamo inventarne di nuove.

Consideriamo una comunità primitiva in cui sono assenti leggi scritte. La coesione sociale dipende da un obiettivo comune. Ciascuno persegue l’obiettivo di mantenere la coesione sociale, evitando i conflitti con altri membri della comunità. Riprendiamo i concetti illustrati in precedenza, trasferendoli dall’ambito prassico a quello sociale. Possiamo affermare che una comunità, nella quale la libertà d’azione dei suoi membri è limitata dal solo obiettivo di evitare conflitti, si basa sul comportamento responsivo. La coesione sociale è affidata al senso di responsabilità dei membri. Ciascuno di essi deve sempre e comunque, pur nella propria libertà di azione, evitare conflitti sociali. 

Può accadere che una società primitiva da semplice diviene complessa. In questa circostanza la coesione sociale non può più essere affidata al solo comportamento responsivo, cioè al senso di responsabilità dei suoi membri.  Nasce l’esigenza di concordare e promulgare leggi scritte e/o orali.  La legge è strutturata nella dicotomia coazione/punizione. Si tratta di obblighi e divieti (coazioni) e delle relative punizioni cui incorre chi non li rispetta. Le leggi, quindi, sono atti di coazione/punizione che il legislatore impone ai cittadini. Il senso di responsabilità, invece, è correlato alla libertà dei cittadini. Le coazioni/punizioni generano nuovi limiti alla libertà personale. Le azioni delimitate dall’obiettivo di fondo (coesione sociale) e dalle coazioni/punizioni delle leggi scritte rientrano nel comportamento costrittivo. Esso è analogo al comportamento predittivo di cui abbiamo parlato per quanto concerne le aprassie.

Ci siamo soffermati su due sistemi neurali individuali funzionali ai gesti e alle azioni: sistema responsivo e sistema predittivo. Ipotizziamo due sistemi neurali funzionali ai comportamenti sociali: sistema responsivo e sistema costrittivo. Il primo fa leva sulla libertà/senso di responsabilità; il secondo si basa sulla coazione/punizione. Il sistema responsivo richiede comportamenti liberi e responsabili. Il sistema costrittivo richiede comportamenti rispettosi delle leggi, cioè di obblighi e divieti.

Ripartiamo i comportamenti sociali in due tipologie: individuali e comunitari. Quando una persona agisce a titolo personale, il suo comportamento è individuale. Quando una persona agisce in nome della comunità che rappresenta, il suo comportamento è comunitario. I comportamenti del cittadino sono sempre individuali mentre i comportamenti del rappresentante dello Stato possono essere individuali o comunitari.

Una comunità non possiede circuiti neurali. Il rappresentante di una comunità, però, li possiede. Egli può agire in nome della comunità che rappresenta oppure a titolo personale. Nella prima circostanza il suo comportamento è comunitario; nella seconda circostanza il suo comportamento è individuale. Quando una persona agisce in nome della comunità che rappresenta, è come se ad agire fosse la comunità stessa. Possiamo affermare che la comunità, tramite il suo rappresentante, agisce con il proprio sistema responsivo, fondato sulla libertà e sul senso di responsabilità, e con il proprio sistema costrittivo, fondato sulla coazione e sulla punizione.

Il sistema responsivo di una comunità persegue gli obiettivi facendo leva sulla libertà e il senso di responsabilità. Il sistema costrittivo di una comunità persegue gli obiettivi sulla base di obblighi/divieti stabiliti dalle leggi.

Ogni funzionario statale ha un ruolo. Da questo ruolo dipendono gli obiettivi perseguiti attraverso la liberta/senso di responsabilità (sistema responsivo) e gli obiettivi perseguiti attraverso le leggi (sistema costrittivo) Consideriamo un docente in una classe. Il docente è un rappresentante dello Stato e le sue azioni avvengono a nome dello Stato che egli rappresenta. L’insegnante persegue gli obiettivi prefissati sulla base del proprio senso di responsabilità che è anche il senso di responsabilità dello Stato che lui rappresenta. L’insegnante, inoltre, persegue gli obiettivi prefissati rispettando e facendo rispettare agli alunni gli obblighi e i divieti delle leggi, che sono gli obblighi ed i divieti dello Stato che lui rappresenta.

Il rappresentante dello Stato, al di fuori del proprio ruolo, è un semplice cittadino. Come cittadino, non rappresenta la comunità e i suoi comportamenti sono individuali. L’insegnante che passeggia lungo un viale con un amico è un cittadino; il suo comportamento è individuale e non comunitario.

I due sistemi responsivo e costrittivo di uno Stato sono frazionati in numerosi sottosistemi con propri obiettivi e leggi. In ogni sottosistema operano funzionari dello Stato, ciascuno con un proprio ruolo. Per esempio, gli obiettivi e le leggi che vincolano i comportamenti del docente rientrano nell’ambito del sottosistema funzionale all’istruzione della popolazione.

Con l’introduzione delle leggi orali e scritte si crea una coppia di dicotomie: coazione/punizione, libertà/senso di responsabilità. La prima dicotomia concerne il sistema costrittivo; la seconda concerne il sistema responsivo. Abbiamo scritto che ambedue i sistemi hanno per obiettivo la coesione sociale. E’ possibile modificare l’obiettivo di fondo di uno o ambedue i sistemi? Riteniamo che l’obiettivo di fondo del sistema costrittivo, basato sulle leggi, cioè sulla coazione/punizione, non possa essere modificato. Le leggi devono essere promulgate, rispettate e fatte rispettare per la tutela della comunità. Riteniamo, però, che possa essere modificato l’obiettivo di fondo del sistema responsivo. Per quanto concerne la libertà/senso di responsabilità si possono porre come obiettivo di fondo il riconoscimento e la garanzia dei diritti umani. Occorre però realizzare una distinzione tra cittadino e rappresentante dello Stato. Il funzionario statale, nel suo ruolo, deve sempre agire nell’interesse generale. Sia agisca liberamente, sia agisca su base normativa, l’ obiettivo di fondo del funzionario statale, nel suo ruolo, deve sempre essere il bene comune. Il cittadino, invece, quando agisce seguendo le leggi (sistema costrittivo) ha come obiettivo di fondo il bene comune; quando agisce liberamente (sistema responsivo) può avere come obiettivo di fondo la garanzia ed il riconoscimento dei diritti umani.

In altre parole, il legislatore e il funzionario statale rappresentano la comunità. Per questo motivo, il loro obiettivo di fondo deve essere il bene della comunità che rappresentano. Ciascun cittadino, adempiuti gli obblighi di legge (bene comune), può agire avendo come obiettivi i diritti umani.

Il legislatore e il rappresentante dello Stato possono trovarsi nella situazione in cui devono agire a vantaggio di gruppi o singoli e a svantaggio della comunità stessa. Questa situazione occorre in caso di calamità naturale, per esempio un terremoto, oppure quando nella comunità vi sono cittadini indigenti. Legislatore e rappresentante dello Stato, però, devono sempre tenere a mente l’obiettivo di fondo, cioè la coesione sociale e l’interesse generale.

Abbiamo scritto che il cittadino, adempiuti gli obblighi di legge, è libero di agire sulla base del suo sistema responsivo. E’ ovvio che ciascun tenda ad agire per interesse personale. Si tratta di quel sano egoismo che ci aiuta a vivere. L’egoismo ci induce a fissare obiettivi funzionali al nostro benessere. Per far sì che il cittadino agisca a vantaggio del prossimo, nel rispetto dei diritti umani, occorre educarlo. L’educazione concerne il sistema responsivo. Attraverso l’educazione, il cittadino impara, adempiuti gli obblighi di legge (sistema prescrittivo), ad agire non solo in modo egoistico, ma anche in modo altruistico. L’educazione fa capire al cittadino che esistono anche gli altri, con i loro diritti. Occorre porre l’accento sul fatto che non si può imporre al cittadino, tramite leggi, il rispetto dei diritti umani. Il sistema costrittivo, come abbiamo già scritto, deve avere come obiettivo di fondo la coesione sociale.

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