Comunità e individuo

Abstract
La comunità nasce quando più individui esperimentano che è più facile sopravvivere in una comunità piuttosto che da soli. Da quel momento la comunità acquista importanza e la sopravvivenza della comunità diventa l’obiettivo degli individui che la compongono. Possiamo considerare la comunità come un megaorganismo che lotta per sopravvivere, proprio come fa un singolo individuo. L’individuo per sopravvivere utilizza un proprio sistema motivazionale. Anche la comunità, per sopravvivere, si dota di un proprio sistema motivazionale. I due sistemi motivazionale (individuale e della comunità) sono interconnessi. In questo scritto sono illustrate le interazioni tra i due sistemi.

Il sistema motivazionale della comunità

Abstract
Le comunità umane e animali sono provviste di un proprio sistema motivazionale funzionale alla sopravvivenza e al rafforzamento della comunità stessa. Quando gli individui si organizzano in comunità, stabiliscono dei ruoli. I ruoli dipendono dai bisogni della comunità stessa. Sulla base del ruolo ogni individuo agisce per soddisfare un bisogno della comunità. I membri della comunità interagiscono l’uno con l’altro sulla base del ruolo.

La coscienza e il ruolo di Papa Francesco

Abstract
Papa Francesco in questi suoi primi anni di pontificato si è mostrato molto sensibile alle sorti degli ultimi, dei disperati e dei diseredati di tutto il mondo. Possiamo affermare che Papa Francesco agisce secondo coscienza cristiana, seguendo i dettami del Vangelo. Chi occupa un ruolo in una Comunità, però, non può agire liberamente secondo coscienza. Il Papa, essendo a capo della Comunità Cristiana, ha dei doveri nei confronti della Comunità Cattolica e deve agire rispettando il proprio ruolo. Il gesto di chinarsi in atto di baciare i piedi dei leader del Sud Sudan, anche se dettato da nobili sentimenti, contrasta col ruolo di capo della Chiesa Cattolica, rappresentante di Dio e dei fedeli di tutto il mondo.

Il ruolo di ministro della Repubblica

Abstract:
Un ministro che governa avendo come obiettivo la tutela dei diritti umani, agisce come un volontario di un’associazione benefica. Non è necessario che abbia studiato e abbia acquisito competenze specifiche del dicastero che dirige. Per tale motivo, il ruolo di ministro della Repubblica è alla stregua del ruolo dell’operatore ecologico (quello che un tempo si chiamava spazzino).